mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Calcio, la Nazionale
ha cambiato Pelle’

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NazionaleIl bicchiere mezzo pieno dice che l’Italia, con 9 punti, è in testa a punteggio pieno nel girone H, valido per le qualificazioni a Euro 2016. Quello mezzo vuoto sottolinea che, contro due avversari modesti come Azerbaigian e Malta, si poteva fare qualcosa in più rispetto alle due vittorie di misura, soprattutto considerando le prime brillanti uscite degli azzurri a settembre contro Olanda e Norvegia. Ma dopo il flop Mondiale dello scorso luglio, non tutti si sarebbero aspettati questo filotto di vittorie, grazie al quale la strada verso la Francia (paese ospitante del campionato europeo) si fa in discesa.

IL RITORNO DI PIRLO – Venerdì scorso l’Italia ha affrontato a Palermo l’Azerbaigian dell’esperto ct Vogts. Un incontro agevole sulla carta, ma che invece è risultato più complesso rispetto alle attese della vigilia. Dopo aver sbloccato il punteggio sul finire del primo tempo grazie a un’incornata di testa di Chiellini, infatti, gli azeri hanno trovato il pareggio a metà della ripresa grazie a un’autorete dello stesso difensore della Juventus, sfortunato su un rimpallo. La figuraccia era dietro all’angolo, quando ci ha pensato ancora Chiellini a siglare, sempre di testa su assist di un ispirato Giovinco, il gol vittoria. In campo per quasi tutta la partita Andrea Pirlo, che dopo il Mondiale aveva annunciato l’addio alla maglia azzurra e che in un primo momento non era stato convocato da Conte. Poi, però, per l’infortunio del milanista Bonaventura, e con De Rossi e Montolivo fermi ai box, il ct ha avuto la disponibilità dell’esperto mediano, tornato sui suoi passi e celebrato da tutto lo stadio palermitano.

I NUOVI VOLTI DEL GOL – Se la prestazione contro l’Azerbaigian era stata sufficiente, nonostante le difficoltà nel portare a casa la vittoria, lunedì scorso a Malta gli azzurri hanno fatto un evidente passo indietro in termini di gioco. Gli avversari, per quanto rocciosi e attenti, erano anche più modesti degli azeri e inoltre gli azzurri hanno giocato per buona parte del match in superiorità numerica (espulso il maltese Mifsud). E invece, dopo il gol di Graziano Pellè al 24’, è successo poco nulla (cartellino rosso a Bonucci al 73’ che ha ristabilito la parità numerica) e chi si aspettava un risultato più rotondo, se non addirittura una goleada, è rimasto deluso. Eppure l’Italia, soltanto un mese fa, aveva giocato due ottime partite contro Olanda e Norvegia, dimostrando di essere in buona condizione fisica nonostante il campionato fosse appena iniziato. Ma ciò che conta, come ha poi dichiarato Conte, è che gli azzurri sono in testa al girone, in un gruppo non semplice che comprende anche Croazia, Norvegia e Bulgaria. Il lato positivo proviene dai nuovi giocatori che il ct sta lanciando: un mese fa è stata la volta di Zaza, adesso quella di Pellè, subito in gol all’esordio in maglia azzurra. L’attaccante nato a Lecce nel 1985 ha sempre faticato nel campionato italiano, girando diverse squadre, senza però trovare mai la giusta vena realizzativa. Decisamente diverse le cose all’estero, precisamente in Olanda: valanghe di gol con l’Az Alkmaar prima e il Feyenoord. “Facile segnare in un campionato dove le difese concedono tanti spazi” direbbe qualcuno, invece in estate Pellè è passato in Inghilterra, al Southampton, e anche in Premier League sta convincendo tutti, tanto da essersi meritato appunto la chiamata in Nazionale. E’ questo il cambiamento più emblematico dalla gestione Prandelli a quella di Conte: prima ci si affidava ad alcuni giocatori (Balotelli in primis), a prescindere dal rendimento in campionato, adesso viene convocato e schierato in campo chi se lo merita, al di là di nome, squadra di appartenenza e curriculum. E’ la nuova Italia, che per ora sa solo vincere.

Francesco Carci

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