mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Calcio, Monsieur Platini
e la geopolitica

1

Giocatore-serboDal 2007 l’UEFA, l’associazione che raggruppa tutte le federazioni calcistiche del vecchio continente ha ai suoi vertici Michel Platini. Le Roi, in quell’anno, sconfisse alle elezioni il presidente uscente, lo svedese Lennart Johansonn, al vertice da 17 anni. Si parlò di aria nuova, di una svolta virtuosa che avrebbe contribuito a rendere il massimo organo calcistico europeo, meno burocratico e più dinamico.
Una delle prime emergenze che Platini, testimone della tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, si impegnò a rimuovere era la diffusa violenza negli stadi.

Dopo sette anni non sembra proprio che stia andando così. Il prestigio e la credibilità della leadership dell’ex campione francese ha subito ieri sera, la più grave delle lesioni. A Belgrado, nello stadio del Partizan, la partita per le qualificazioni al campionato europeo 2016 Serbia-Albania è stata sospesa dall’arbitro al 40′ del primo tempo, a seguito della maxi rissa scoppiata in campo e sugli spalti, dopo che da un drone era stato calata sul campo di gioco una bandiera albanese di cui si è impadronito un giocatore serbo per stracciarla.  Apriti cielo! In campo e sugli spalti è successo il finimondo.

Non è la prima volta che una partita di calcio degenera in rissa a causa delle divisioni etniche nella ex Jugoslavia. Nel 1989, i tifosi della Dinamo Zagabria si scontrarono con i tifosi del Partizan Belgrado nel medesimo stadio di Belgrado teatro degli scontri di ieri. Durante e dopo la partita vi furono lanci di sassi, autobus distrutti e cartelloni pubblicitari divelti.

Un anno dopo a Zagabria, i tifosi serbi, guidati da un tizio che si faceva chiamare Arkan, divenuto in seguito uno dei più efferati carnefici al soldo di Slobodan Milosevic, diedero la stura a vere e proprie aggressioni nei confronti della tifoseria locale con coltelli e sedie, mentre in campo scoppiava una zuffa tra i giocatori e la polizia, tanto che le immagini televisive mostrarono il croato Zvonimir Boban, all’epoca giocatore della Dinamo, che prendeva a calci un poliziotto, reo a suo dire di prendere le parti dei serbi..

Ora, anche uno svogliato studente di storia di terza liceo è a conoscenza che, tra le altre, la “questione Kosovo” continua a dividere Serbia ed Albania e che la forza Nato che presidia un territorio conteso tra le due etnie, sta seduta sull’orlo di un vulcano, pronto a riesplodere: l’area di Mitrovica, “confine” tra Serbia e uno stato, il Kosovo albanese, che la Serbia si rifiuta di riconoscere.

Non è che ci voglia un’arca di scienza per capire che i sorteggi per le partite di calcio internazionale andrebbero pilotati non solo per stabilire le teste di serie ma tenendo d’occhio anche e soprattutto la geopolitica. Monsieur Platini pare non averlo capito. Qualcuno dovrebbe spiegarlo a lui e a quell’altra cima di diplomazia sportiva di Herr Sepp Blatter, presidente della Fifa.

Perché potrebbe succedere che dal sorteggio di uno dei gironi europei per il prossimo Campionato del mondo del 2018 esca una bella sfida tra Ucraina e Russia. Con partite di andata e ritorno. Magari giocate negli stadi di Sebastopoli e Sloviansk.

Emanuele Pecheux

Condividi.

Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

Leave A Reply