martedì, 27 Ottobre, 2020

Caldarola propone che L’Unità cambi nome

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Peppino Caldarola è stato uno dei più brillanti direttori de L’Unità. Comunista, riformista, poi socialista e per un breve periodo anche animatore della Costituente, rientrato poi nel Pd, confessa che già nel 1989 Renzo Foa, lui, Piero Sansonetti, che erano il nucleo del giornale comunista, proposero al segretario del partito Occhetto di cambiare il nome de L’Unità, dopo quello del Pci. La considerazione politica era ovvia. Se era finito il comunismo e il Pci, anche L’Unità, giornale comunista fondato nel 1924 da Antonio Gramsci, doveva cambiare.

Naturalmente non proposero di chiamarlo Avanti, il giornale socialista che alla luce delle rivoluzioni del 1989 non aveva affatto analogo problema e che continuava a professare il suo ancoraggio alla tradizione socialista democratica. Proposero di chiamarlo Novità. Forse peccando di nuovismo, una caratteristica che avrebbe dovuto far colpo nel segretario di un partito che voleva andare sempre oltre per non cedere alle buone ragioni dei socialisti, e aveva inventato un partito che si sarebbe chiamato “democratico della sinistra”. L’idea, invece, non piacque a Occhetto e non se ne fece nulla.

Caldarola ripropone a maggior ragione oggi il problema. Che senso ha rilanciare un giornale che si chiama L’Unità e che è stato fondato da Gramsci, dunque un giornale che alle sue spalle ha una tradizione comunista, che si batté contro il riformismo, a favore del socialfascismo, che nel dopoguerra esaltò Stalin e contestò la svolta di Nenni sull’ottobre ungherese, che poi si mise di traverso sulla scala mobile e i missili a Comiso. E che fino al 1989 fu dunque comunista. Caldarola propone di fondare un nuovo giornale della sinistra riformista.

Non so cosa ne pensi Renzi, che non deve avere un gran rapporto con la storia, visto che, a prescindere da essa, ha lanciato addirittura l’idea di resuscitare il nome dell’Unità per le feste di partito. Evidentemente conosce meglio di noi il Pd e la sua base che in larga parte è stata ereditata dal vecchio Pci. Certo se l’idea di Caldarola procedesse io penso che anche noi dovremmo essere della partita. Fondare un quotidiano della sinistra riformista è un’ottima opportunità anche per noi socialisti per tornare alla carta stampata, magari mantenendo l’Avanti online. Ma penso che sia solo un’idea dell’ottimo Peppino e si sceglieranno altre strade. Quella più semplice gli ex comunisti non l’hanno mai percorsa…

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