sabato, 20 Luglio, 2019

Manifesto Calenda. Psi, unire forze europeiste

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“L’idea di una larga coalizione europeista che faccia proprio l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa i socialisti l’hanno lanciata fino dal maggio scorso. In un frangente così delicato per le sorti dell’Italia e dell’Europa, unire le forze in un nuovo progetto è la strada maestra.#siamoeuropei”. Così su Twitter il segretario del Psi, Riccardo Nencini.

Arriva il manifesto di Calenda. Ex ministro dello sviluppo economico, ex confindustria, Calenda, iscritto al Pd, insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile, lancia la sua piattaforma: “Si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia e l’Europa sono più forti di chi le vuole deboli”. Così Carlo Calenda lancia su twitter e altri social “il manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee”.

Sei, in sintesi, le priorità: gestire le trasformazioni; meno deficit, più bilancio europeo; conseguire una leadership scientifica europea; insieme più forti nel mondo; dal capitale economico al capitale sociale e un “gruppo di Roma” per rifondare l’Europa.

Nell’appello, Calenda ricorda che il nostro è un grande paese “fondatore dell’Unione Europea, protagonista dell’evoluzione di questo progetto nell’arco di più di 60 anni. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d’Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza – economica e politica – dipendono dall’esito di questo processo”.

La mossa di Calenda smuove le acque del Partito Democratico che a marzo si appresta ad affrontare le primarie e l’iter congressuale che porterà alla nomina del nuovo segretario. Tra i primi ad aderire all’appello del titolare del Mise c’è Maurizio Martina, uno dei principali candidati alla guida del Pd. Via twitter dice sì anche l’ex premier Paolo Gentiloni. Scorrendo la lista dei primi firmatari spiccano diversi nomi di primo piano della sinistra che governa gli Enti locali, come Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, o Beppe Sala, sindaco di Milano, e Francesco Pigliaru, alla guida della Regione Sardegna. La lista dei primi aderenti comprende poi il sindaco di Firenze Dario Nardella, Francesca Barzini di ”Roma dice basta”, movimento critico con la giunta Raggi, e Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte. Hanno detto sì a Calenda anche due ex di rilievo Giuliano Pisapia, già primo cittadino di Milano, Andrea Illy, ex Governatore del Friuli Venezia Giulia, e Claudio De Vincenti, già ministro per la Coesione territoriale.

“Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente – prosegue il documento -. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni”.

 

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