venerdì, 21 Febbraio, 2020

Cambiare, a sinistra

6

L’altro giorno, in uno dei suoi editoriali, Claudio Cerasa, definiva, con una precisione invidiabile, i contesti in cui la sinistra sopravvive o persino vive. Essenzialmente uno, è il contesto in cui la la sinistra ha scelto di arrendersi alla realtà, accettando di dovere fare i conti con una storia che è finita e con un’altra che deve necessariamente cominciare

C’è un punto, però, che non sfugge a nessun approfondimento, anche avvicinandoci alla prossima scadenza politica, elettorale. Abbiamo bisogno di cambiare, di rinnovare. Il tema del rinnovamento si pone oggi in termini urgenti, tanto forte è la crisi dei partiti e l’assenza di un’adeguata forza di cambiamento. È evidente lo scarto fra l’avanzamento di una sinistra sociale che produce contenuti e il deficit di rappresentanza politica di tutto ciò. I successi di Bernie Sanders in America o quello di Corbyn in Inghilterra, ci consegnano una lezione: la chiara richiesta di invertire un impianto valoriale che non è più adeguato alle questioni che la società contemporanea pone.

Da noi, in Italia, sopravvive invece una sinistra che, salvo rare eccezioni, è ancora ferma, ancorata ai paradigmi del XX secolo. È sufficiente leggere le surreali interviste di D’Alema o di Veltroni rilasciate, in queste settimane, a Cazzullo. Entrambi ultrasessantenni ma, qui il problema non riguarda la loro età, riguarda, ancor peggio, le loro prospettive. Anche perché basti pensare a tanti giovanotti, appena 40enni, per capire che l’età non è sempre un valore aggiunto.

In altre parole, oggi, il rinnovamento dei gruppi dirigenti passa attraverso la rottamazione netta di un humus ideologico non definito ma evidente: il retaggio dell’ideologismo cattolico e comunista che ancora spadroneggia nella sinistra italiana. È evidente che per 25 anni ha galleggiato grazie ad artifizi di varia natura, dal giustizialismo che nella sinistra ci sta come i cavoli a merenda, passando per il buonismo che ci ha contraddistinto per settimane sulla questione migranti.

In questo nuovo scenario, pertanto, diventa fondamentale creare, con fermezza, una nuova visione fondata su un sistema circolare di idee. Non calato dall’alto, ma spinto e sostenuto dal basso. Un sistema progressivo e modificabile continuamente, nel quale la diversità di opinioni sia un’opportunità. Una nuova stagione di gestione e rappresentanza affidata a chi non guarda al passato ma al futuro. Per riaffermare il primato della politica.

Per disegnare questo nuovo scenario è necessario il coraggio. Le prossime elezioni possono costituire un nuovo inizio per la sinistra riformista. A una condizione, che ristrutturi nettamente il proprio impianto valoriale.

Maria Cristina Pisani

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply