giovedì, 25 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Confindustria, cambio di guardia. Bonomi alla presidenza

0

Il coronavirus non ha fermato il cambio di guardia in Confindustria. A conferma dei pronostici della vigilia, ieri il consiglio generale ha designato Carlo Bonomi, attuale presidente di Assolombarda, al vertice della Confindustria. Il nuovo presidente ha ottenuto 123 voti sui 183 espressi dal parlamentino di Confindustria, oltre il 67 % delle preferenze; nessuna scheda bianca, nessuna scheda nulla. Alla sfidante, Licia Mattioli, attuale vicepresidente di Confindustria, sono andati invece 60 voti.
All’ufficializzazione del trentunesimo presidente, manca ancora un passaggio, quello dell’assemblea generale prevista il 20 maggio prossimo a Roma, in viale dell’Astronomia. Ieri, il clima in Confindustria è stato quello delle grandi occasioni che non viene appannato neppure dall’inedito meccanismo della videoconferenza e del voto telematico imposti dall’epidemia di Coronavirus.
La cronaca di queste ore e il conto alla rovescia per l’imminente fine del lockdown hanno tenuto banco sia negli interventi degli industriali collegati in video che si sono succeduti prima della votazione, sia nelle parole che Bonomi ha dedicato alla Confindustria appena dopo l’elezione.
Caro Bonomi ha esordito: “La gioia personale per questo risultato scema velocemente perché non posso non tenere conto della situazione particolare che tutti gli imprenditori stanno vivendo oggi in Italia. Non è tempo di gioire”.

Subito dopo ha assestato un fendente alla politica, al governo ed anche ai sindacati rei, questi ultimi, di aver rimesso in pista, in tempi di lockdown, quella logica anti-industriale contro cui gli imprenditori lottano da sempre.
Carlo Bonomi ha detto: “Continueremo a portare la posizione di Confindustria su tutti i tavoli necessari rispetto ad una classe politica che mi sembra, in questo momento, molto smarrita e non ha idea della strada che deve percorrere questo paese. Non si può andare avanti ad usare anacronistici codici Ateco che non rappresentano la manifattura di oggi e quella del futuro. La politica ci ha esposto ad un pregiudizio fortemente anti-industriale che sta ritornando in maniera molto importante in questo Paese. Non pensavo più di sentire l’ingiuria verso le imprese che sarebbero indifferenti alla vita dei propri collaboratori. Sentire certe affermazioni da parte del sindacato mi ha colpito profondamente e quindi credo che noi dobbiamo rispondere a questo con assoluta fermezza”.

Per Bonomi, la strada da seguire sarebbe un’altra: “Il metodo prima delle date perché L’Italia è stata posta in un regime fortemente restrittivo mentre i nostri concorrenti in Europa continuano a produrre. E vanno benissimo i comitati degli esperti, ma la loro proliferazione dà il senso che la politica non ha capito e non sa dove arrivare. Abbiamo un comitato a settimana senza poteri, senza capire dove andare. Una emergenza che impone una corsa contro il tempo vero nemico del Paese”.
In conclusione, secondo il nuovo presidente della Confindustria: “La soluzione a tutto questo, dunque, non risiede nel chiudersi nei propri confini perché il mondo che si riaprirà sarà un mondo globalizzato ma occorre riaprire le produzioni perché solo queste danno reddito e lavoro, e non certo lo Stato come padre che dispensa un favore, senza peraltro avere le risorse per farlo. E poi evitare assolutamente la seconda ondata di contagio che ci porterebbe a nuove misure di chiusure drammatiche e devastanti, ad aggravare quella tremenda voragine che ha già scavato il Pil di un Paese strutturalmente debole”.

Diluvio di commenti, di auguri e buon lavoro, a urne chiuse, dal mondo della politica e da quello imprenditoriale. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha sottolineato: “La nomina di Bonomi arriva in uno dei momenti più ardui e impegnativi della storia italiana del dopoguerra. Le aziende e i lavoratori italiani si trovano di fronte a una sfida senza precedenti: sconfiggere il virus, proteggere la nostra capacità industriale e gestire una graduale ripresa delle attività produttive in condizioni di sicurezza. Il governo è impegnato a sostenere il tessuto produttivo in questo difficile compito”. Gualtieri ha ringraziato anche il presidente uscente Vincenzo Boccia per il lavoro svolto in questi anni. Il ministro dell’Economia ha concluso: “Sono convinto che il dialogo e la cooperazione con Confindustria proseguirà in maniera proficua per consentire al Paese di raggiungere l’obiettivo comune di superare questa crisi e costruire le condizioni per la ripresa”.
Tra i sindacati c’è stata solo la presenza della Cisl con Annamaria Furlan che ha salutato ufficialmente la designazione di Bonomi esprimendo un augurio: “Che possa essere un interlocutore importante del sindacato, in una fase di ricostruzione e di necessari cambiamenti del sistema produttivo per i quali le parti sociali sono chiamate ad esercitare un ruolo di guida, di innovazione e di responsabilità” .

Nessun commento al momento è stato manifestato, invece, in casa Uil e Cgil che attendono l’ufficialità dell’elezione per esprimersi, anche se da Corso d’Italia qualcuno ha spiegato che l’augurio è quello di poter continuare quella stagione “di collaborazione e dialogo, pur nelle differenze di visioni, che negli ultimi anni ha prodotto ‘risultati importanti’”.
Carlo Bonomi, nato a Crema nel 1966, è un imprenditore del settore biomedicale dal lungo curriculum confindustriale. Presidente di Assolombarda dal giugno 2017, è stato in precedenza uno dei membri della squadra di Vincenzo Boccia. Durante gli ultimi tre anni, da numero uno della principale ‘territoriale’ di Confindustria non si è mai sottratto a duri affondi nei confronti della politica su diversi temi: da Alitalia alla manovra, l’imprenditore ha sempre fatto sentire la propria voce.
L’ultima occasione in cui è intervenuto pubblicamente è stata poco dopo metà marzo, quando, a seguito della pubblicazione del decreto ‘Cura Italia’, ha subito chiesto che il governo correggesse le parti ‘inadeguate’, indicando in una ‘una grande cooperazione pubblico-privato’, analoga a quella che ha fatto reggere l’Italia ai colpi durissimi del secondo conflitto mondiale, del terrorismo, dell’inflazione, del rischio di insolvibilità che ci portò alla crisi del 2011, la strada per superare gli effetti disastrosi sull’economia della pandemia da Coronavirus. Contestualmente Bonomi ha anche rivendicato la necessità di ‘una strategia di Paese di lungo termine e con una visione internazionale’, di un maggior supporto alle imprese e soprattutto di adottare misure ‘con un confronto delle parti e tenendo conto delle conseguenze’.

Nei giorni scorsi al Corriere della Sera ha dichiarato: “Basta interventi figli di contrattazioni politiche riservate e appresi solo leggendo testi che arrivano a scelte fatte. Penso che nella sua tragicità questa emergenza ci stia offrendo anche un’opportunità. Quella di rilanciare il Paese eliminando una volta per tutte le zavorre che ci hanno frenato negli ultimi vent’anni”.
Dal giugno 2017, Bonomi é membro del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, del Consiglio di Amministrazione di Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) e, dal novembre 2018, del Consiglio di Amministrazione dell’Università Bocconi.
Dunque, la Confindustria cambia il nocchiere più anziano con uno più giovane in grado di proseguire con maggiore determinazione il percorso già segnato dagli industriali italiani. Ma chissà se si tornerà ad una nuova concertazione.

Salvatore Rondello

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply