mercoledì, 22 Maggio, 2019

Campanaerts entra nella leggenda, il record dell’ora è suo

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Aguascalientes non è il nome di una pessima tequila e neppure quello di un Pueblo in cui il mitico Bonelli ha sceneggiato una storia di Tex Willer.
Aguascalientes è una località messicana a quasi 1.900 metri di altezza sul livello del mare dove è situato un velodromo molto frequentato da coloro che vogliono sfidare i limiti che lo scorrere del tempo pone all’essere umano.

E’ qui, al Velodromo del Bicentenario, che ieri il belga Victor Campenaerts, 27 anni, ha stabilito il nuovo record dell’ora pedalando per 55,089 chilometri, 553 metri in più del record precedente, detenuto dal 2015 da Bradley Wiggins, baronetto di Sua Maestà britannica.

Campenaerts, campione europeo in carica a cronometro su strada, è entrato nella leggenda iscrivendo il suo nome in un albo d’oro in cui figurano fenomeni come Eddy Merckx, Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Francesco Moser.
E’ necessario premettere che da un punto di vista scientifico per ambire al record dell’ora occorre cercare un compromesso ottimale tra le capacità aerobiche dell’atleta e la penetrazione aerodinamica, che dipende in buona misura dalle caratteristiche antropometriche (massa corporea e superficie frontale) ed ambientali (come la temperatura e la densità dell’aria).
Ecco allora che Campenaerts negli ultimi mesi ha preparato il fisico meticolosamente. E’ stato in altura, in Namibia, si è rafforzando spalle e schiena, preparando ossessivamente la posizione in bicicletta, da mantenere rigida ed immobile per una lunga interminabile ora.

Il costruttore di biciclette Ridley gli ha messo a disposizione un bolide studiato appositamente per lui e per l’evento: una parte del telaio ha la superficie scanalata per permettere la formazione di una piccola turbolenza e penetrare meglio l’aria; la parte orizzontale del manubrio misura solo trentatré centimetri, per essere meno invasiva possibile al contatto con l’aria e le protesi in carbonio sono state fabbricate basandosi su un calco delle sue braccia. Il rapporto usato 61X14, tre denti in più della bici del record di “Wiggo” Wiggins.

Infine il luogo. Ad Aguacalientes la densità dell’aria e la temperatura sono ideali per tentativi del genere; la pista del velodromo è costruita in legno di quercia trattato in modo particolare ed il tetto, di fabbricazione italiana, è composto da una tela speciale che non genera vento all’interno della pista. Tutte caratteristiche che aiutano a raggiungere velocità elevate.
In passato Campenaerts, già nuotatore e triatleta, convertito al ciclismo piuttosto tardi, ha dichiarato che un cronomen di alto livello deve avere tre obiettivi: la cronometro olimpica, quella mondiale, il record dell’ora.
L’obiettivo forse più difficile l’ha già raggiunto. Adesso tornerà sulla strada per inseguire gli altri due e nelle prossime settimane lo vedremo già protagonista nelle cronometro del Giro d’Italia.

In una recente intervista ha dichiarato che lo yoga lo ha sempre aiutato molto a migliorarsi sportivamente e chi l’ha visto ieri in pista, potente ed elegante, ha forse pensato alle parole di Swami Kripalvananda: “lo yoga è eseguire ogni azione come un opera d’arte”.

Marco Burchi

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