martedì, 11 Agosto, 2020

Campioni del mondo sì, ma d’ignoranza

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Di quel gran signore che era Nando Martellini è rimasto nella storia televisiva il suo triplice grido “campioni del mondo”, al termine della partita Italia-Germania, in occasione della conquista del titolo da parte della Nazionale di calcio italiana ai Mondiali di Spagna del 1982.
Dovevano passare 38 anni per gridare ancora campioni del mondo, ma questa volta della disperazione; l’urlo di dolore per essere i primi del pianeta, in rapporto al numero di abitanti, primi assoluti nel numero dei morti e dei contagi da coronavirus. Ciò nonostante dobbiamo assistere alla presunzione dei tanti italiani che sostengono che siamo stati bravi. Ma bravi a fare cosa?

A smantellare quella sanità pubblica che, pezzo per pezzo, ritenevamo sprecona e quindi, ad ogni finanziaria, prendere in quella direzione le risorse per finanziare le opere pubbliche incompiute che, come i mostri di Bomarzo, partecipano ad arredare la nostra penisola?! E non solo, ora che ci troviamo nell’occhio del ciclone pensiamo davvero che tutto sia finito? Lo chiedo perché ci comportiamo come a rinnegare le decine di migliaia di vittime; infatti, già iniziano le critiche per le risorse investite nelle rianimazioni per sopportare un’altra ondata di contagi quando torneremo nella tempesta. Ma si sa, siamo bravi quando si tratta di criticare e scaricare le responsabilità sugli altri.

L’indignazione sale nell’ascoltare i complottisti da bar dello sport sui social che, passata la paura, negano l’esistenza del virus e sostengono che si è trattata di una grande montatura. Ma a vantaggio di chi?!
Mi chiedo se hanno visto i camion militari sfilare nelle vie di Bergamo con le salme dei deceduti. Mi chiedo se avevano amici in mezzo alle centinaia di operatori sanitari che, quasi a mani nude, hanno combattuto contro il mostro, sacrificando la loro vita. E allora piantiamola di comportarci come campioni del mondo di coraggio, andando ad affollare manifestazioni politiche, spiagge, piazze e vie famose della movida, dov’è tutto pare sia tornato come e peggio di prima. Sì, amici miei, come prima, perché dopo esserci disperati per essere stati costretti a rispettare le distanze, di portare le mascherine, di sanificare ogni cosa, come il tavolino del bar dopo aver preso un caffè, per esempio, ci siamo già dimenticati del nostro senso civico dettato dal timore.

A pochi giorni dalla fine del lockdown, ignoriamo già le regole del distanziamento, giocando ad acchiapparella, mentre sembra che qualcuno stia pensando di utilizzare gli spray disinfettanti e i guanti per riempirli d’acqua e fare gli scherzi a Ferragosto sulla spiaggia. Quasi dappertutto ormai si disinfetta con una passata veloce di straccio e il metro di distanza è diventato un eufemismo.
Campioni del mondo sì, ma di vigliaccheria e ignoranza perché siamo dei fenomeni a scaricare la colpa sempre sugli altri; un costume italico, ben rappresentato nei personaggi interpretati nei film di Alberto Sordi. E noi spendiamo pure i soldi per mandare le Forze dell’Ordine a controllare questi luoghi affollati.
Mi chiedo se sia così che vogliamo passare l’estate…in attesa che l’occhio del ciclone esaurisca la sua calma surreale per lasciare di nuovo il passo al coronavirus che, senza vaccino, tornerà più rafforzato di prima.

Angelo Santoro

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