martedì, 27 Ottobre, 2020

Cara di Castelnuovo di Porto chiuso, effetto ‘sicurezza’

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Arrivano i primi effetti, a poco più di un mese dalla conversione in legge, del Decreto Sicurezza: il Cara, tra la Tiberina e la Salaria, il secondo più grande d’Italia, quello di Castelnuovo di Porto è stato chiuso con poche ore di preavviso.
Secondo quanto previsto proprio dal decreto tutti coloro che hanno permessi di protezione umanitaria, ma si vedono negato il diritto all’accoglienza finiscono direttamente per strada, senza alcuna assistenza.
“Sono stati divisi per uomini, donne e bambini. Mi ricorda qualcosa. Nessuno sa che fine faranno, né sindaco né Comune, né i rifugiati stessi. Non hanno voluto dircelo. Non c’è stata nessuna comunicazione. Il tutto è stato organizzato in 24h. Sappiamo solo che i ragazzi verranno dislocati in altre Regioni, ma non sappiamo dove li ricollocheranno, in quale città, in che tipo di struttura. I migranti sono stati avvisati solo oggi che domani mattina alle 09:00 (oggi) verranno portati via, dopo anni di integrazione, e dovranno lasciare i loro alloggi. Molti non hanno nemmeno la valigia. Qui erano stati fatti progetti di integrazione che avevano funzionato benissimo. I bambini dovranno interrompere gli studi (c’è chi era arrivato alle seconda media). Chi aveva trovato lavoro dovrà lasciarlo”, scrive indignata Linda Bussotti impiegata del Comune di Castenuovo di Porto (RM).
“Dopo tanti anni d’impegno della comunità locale mi pare assurdo interrompere progetti di integrazione ben avviati, con la partecipazione di tanti cittadini e volontari della diocesi”, commenta il vescovo di Porto-Santa Rufina Gino Reali, nella cui diocesi ricade la struttura.
Entro il 26 gennaio 300 richiedenti asilo verranno trasferiti in altre regioni italiane tranne il Lazio, con relative problematiche per le pratiche della richiesta di protezione internazionale presso la Commissione territoriale o dei ricorsi che sono stati avviati presso il Tribunale di Roma.
Tutta la comunità intanto sta manifestando contro la chiusura e il trasferimento di queste persone.

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1 commento

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    Andrea Malavolti on

    Prosegue il trasferimento di migranti dal Cara di Castelnuovo di Porto, chiuso in applicazione del decreto sicurezza, e prosegue la polemica politica. “Mi date del nazista? Fate un torto a chi ne fu vittima. Non ci sono deportazioni. In questi giorni si ricorderà quello che accadde veramente di drammatico in passato; noi stiamo chiedendo il rispetto delle regole: diritti e doveri”, afferma il ministro degli Interni Matteo Salvini che, scrive La Stampa, “per la prima volta sembra sulla difensiva. l blitz al centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, la redistribuzione in giro per l’Italia di tanti richiedenti asilo senza una parola di spiegazione, come anche il disinteresse per centinaia di disperati che scivoleranno fatalmente nella clandestinità, ha mostrato il volto più cattivo della sua amministrazione”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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