martedì, 19 Febbraio, 2019

CARIGE SALVATA DAL GOVERNO CONTE

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In un comunicato di Banca Carige, si legge: “I Commissari di Carige Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano hanno avviato nelle ultime ore iniziative fondamentali per il futuro della banca”. Sullo stesso comunicato, seguono poi le spiegazioni sull’avvio di attività di ‘due-diligence’ per ridurre i crediti deteriorati e alla prossima attivazione della garanzia statale a supporto del funding a medio termine, la proposta che hanno fatto ieri a Roma ai vertici dello Schema Volontario di Intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per porre le basi della ridefinizione delle condizioni del prestito subordinato di 320 milioni sottoscritto dallo stesso Schema Volontario. L’obiettivo è di garantire la sostenibilità nel quadro del piano industriale in corso di preparazione e della prospettata aggregazione.

Carige ha avviato una ‘due-diligence’ sugli Npe (Non performing exposure) della Banca, che sarà condotta da primari operatori del settore con l’obiettivo di una ulteriore drastica riduzione, che segue quella di oltre 1,5 miliardi appena effettuata. L’idea è di includere nel piano industriale una percentuale di Npe compresa tra il 5% e il 10% del totale dei crediti, al di sotto del valore medio di sistema. La banca punta a ridurre il peso dei crediti deteriorati senza impatti significativi sui ratio patrimoniali.

I tre commissari di Banca Carige avrebbero chiesto l’attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni. Questo, al fine di garantire la stabilità della raccolta a medio termine nell’attuale fase di transizione traendo beneficio dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

Matteo Renzi è andato subito all’attacco di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dopo l’intervento del governo su banca Carige. In un video postato su Twitter ha puntato il dito contro i due vicepremier: “Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei ministri per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi”. Così ha scritto il senatore Renzi.

In un secondo tweet, Renzi ha aggiunto: “Hanno approvato un decreto per salvare la banca di Genova. Giusto, serve ai risparmiatori. Ma così certificano di aver mentito quando attaccavano noi sulle Venete, Etruria, Ferrara. Il tempo è galantuomo e fa giustizia delle tante bugie di questi piccoli imbroglioni”.

Sul caso Carige è intervenuta anche l’ex ministra Maria Elena Boschi che ha scritto: “Ieri il Governo del cambiamento ha salvato una banca. Giusto così, per i risparmiatori. Ma se fossero uomini seri oggi Di Maio e Salvini dovrebbero riconoscere che hanno fatto la stessa cosa che abbiamo fatto noi. Non lo faranno. Perché la parola verità non appartiene al loro vocabolario”.

A stretto giro, sempre via Facebook, è arrivata la replica di Salvini: “Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”.

In realtà non c’è nessuna differenza sull’intervento fatto per le banche in crisi dai governi precedenti e quello che è stato fatto adesso per Banca Carige. In Italia, meglio di qualsiasi altro Paese al mondo, il sistema creditizio, da tempo, è ben strutturato a tutela dei risparmiatori ed in osservanza dell’art. 47 della Costituzione che recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese”.

Un altro capitolo è quello del possibile conflitto di interessi del premier Giuseppe Conte nell’operazione di salvataggio pubblico. È noto infatti i rapporto di amicizia e di collaborazione professionale tra il presidente del Consiglio e il professor Guido Alpa. Alpa infatti non è una figura di secondo piano nella storia recente dell’istituto ligure. Dal 2009 al 2013 è stato membro del consiglio di amministrazione di Carige mentre dal dicembre 2013 al febbraio 2014 di quello della Fondazione Carige, azionista di riferimento della banca. Da aprile 2013 a dicembre 2013 è stato invece Presidente di Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova, mentre ha svolto a lungo il ruolo di legale di Raffaele Mincione, socio di minoranza della banca, che si è avvalso in passato annche della consulenza dello stesso Giuseppe Conte.

Sul legame tra il giurista e il presidente del Consiglio era invece già scoppiato un caso nei mesi scorsi. L’attuale premier aveva infatti presentato domanda ad un concorso indetto alla Sapienza (prima dell’incarico a capo del governo) proprio per sostituire il professor Alpa alla cattedra di diritto privato all’università La Sapienza di Roma. Non solo, come documentato a ottobre dal quitidiano Repubblica, nel 2002 Giuseppe Conte era diventato professore ordinario vincendo un concorso che vedeva nella commissione esaminatrice il professor Alpa con cui Conte, già in quell’anno, condivideva uno studio legale.

Salvatore Rondello

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