lunedì, 20 Maggio, 2019

Casal Bruciato. Raggi: “famiglia Rom ha diritto a casa per legge”

0

Il clima di odio nel nostro Paese è giunto a livelli spaventosi. Scene già viste di rom insultati e di una Roma sempre meno solidale, ma questa volta è arrivato il Sindaco Virginia raggi a schierarsi.
Nel frattempo sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase ‘ti stupro’, al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l’accaduto e stabilire eventuali responsabilità.
“Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”. Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, giunta nel quartiere periferico della Capitale per visitare la famiglia di nomadi contro la quale è scattata la protesta dei residenti per l’assegnazione di una casa popolare, è stata contestata e insultata da un gruppo di persone.
Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all’interno del piazzale condominiale dove si trova l’appartamento assegnato martedì scorso.
“Purtroppo ancora oggi, in molti Paesi d’Europa – anche in Italia, nella stessa città di Roma – assistiamo a episodi di riprovevole violenza, che costituiscono il sintomo di un progressivo arretramento dei presidi di civiltà, di un drammatico affievolimento della sensibilità collettiva di fronte all’emersione di antiche e nuove forme di razzismo, spesso di matrice antisemita”, ha detto il premier Giuseppe Conte incontrando 800 ragazzi russi, di origine ebraica, nel Tempio Maggiore di Roma.
“In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove”. Queste le parole della famiglia rom di casal bruciato asserragliata nell’appartamento al secondo piano di via Satta. A riferirle è il direttore della Caritas: “Sono molto spaventati – riferisce don Ambarus – stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere.
Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L’invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza”, ha sottolineato il direttore della Caritas.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply