lunedì, 26 Ottobre, 2020

Istat, sono 700mila le casalinghe in povertà assoluta

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casalingaL’Istat ha presentato oggi il report “Le casalinghe in Italia” dal quale risulta che 700mila donne vivono in povertà assoluta. Significa il 9,3% del totale, che, per le giovani donne sale al 20%. Nel 2016 le casalinghe in Italia sono diminuite di 518 mila unità rispetto a dieci anni fa. Nel 2006 le casalinghe erano 7.855.000, mentre nel 2016 sono scese a 7.338.000. La loro età media è di 60 anni. Le anziane di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale, quelle più giovani (fino a 34 anni) sono meno di una su dieci, l’8,5%. Le casalinghe vivono prevalentemente nel Centro-Sud (63,8%) e lavorano quasi 49 ore a settimana, in media 2.539 ore l’anno, senza considerare ferie, più di molti lavoratori occupati al di fuori delle mura domestiche. Le ore di lavoro svolte in un anno per le occupate ammontano a 1.507. L’Istat calcola che le donne effettuano complessivamente 50 miliardi e 694 delle ore di produzione familiare l’anno (il 71% del totale) e che le casalinghe, con 20 miliardi e 349 milioni di ore, sono i soggetti che contribuiscono maggiormente a questa forma di produzione.

Poco più della metà delle casalinghe non ha mai lavorato al di fuori delle mura domestiche nel corso della vita e il 10,8% (600 mila donne tra i 15 e i 64 anni) è scoraggiato, secondo i dati Istat, perché pur avendo cercato impiego non l’ha trovato e pensa di non poterci riuscire. Ma per le più giovani, quelle di 15-23 anni, il motivo principale per cui non cercano lavoro è di natura familiare nel 73% dei casi (questa quota scende al 61,2% per la fascia di età successiva di 35-44 anni). Il carico di lavoro domestico per queste donne è elevato.

Nel 2014 in Italia sono state effettuate 71 miliardi e 353 milioni di ore di lavoro non retribuito per attività domestiche, cura di bambini, adulti ed anziani della famiglia, volontariato, aiuti informali tra famiglie e spostamenti legati allo svolgimento di tali attività. Mentre, le ore di lavoro retribuite stimate dai Conti Nazionali ammontano a 41 miliardi e 794 milioni.

Il 74,5% delle casalinghe possiede al massimo la licenza di scuola media inferiore. Nel 2012 solo l’8,8% ha frequentato dei corsi di formazione. Percentuale che per la fascia di età 18-34 anni sale a 12,9.

Il 42,1% delle casalinghe vive in coppia con figli, il 25% in coppia senza figli ed il 19,8% da sole. Le casalinghe di cittadinanza straniera ammontano a 560 mila.

Una giovane casalinga su cinque, il 20% della fascia di età 15-34 anni, vive in povertà assoluta in Italia nel 2015. Si tratta di un’incidenza molto superiore a quella delle occupate della stessa fascia di età pari al 5,3% ed a quella delle casalinghe più anziane, oltre i 64 anni (4,8%). Complessivamente, stima l’Istat, sono più di 700mila le casalinghe in povertà assoluta, cioè quelle che non possiedono un reddito sufficiente a garantirsi l’acquisto di un paniere di beni e servizi essenziali per una vita dignitosa, cioè il 9,3% del totale delle casalinghe.

Salvatore Rondello

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