lunedì, 18 Novembre, 2019

SALVINI SFIDA CONTE

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Il day after l’intenzione annunciata dal premier Conte di voler revocare l’incarico del sottosegretario Armano Siri, la tensione nel governo è palpabile. “Non ho tempo per beghe e polemiche, chiedetelo a Conte” dice da Fidenza il vicepremier Matteo Salvini, rispondendo a chi gli chiede un commento sulla vicenda. “Mi occupo di tasse, sicurezza, droga, immigrazione lavoro – sottolinea – non ho tempo da perdere. Parlo a nome mio e della Lega e la gente mi chiede meno tasse, più sicurezza, meno droga, più telecamere. Non ho tempo da perdere, non commento nulla, lavoro. Qualcuno ha tempo da perdere polemizzando su altro, non sono io”. Insomma, come si direbbe a Roma, la butta in caciara cercando di fare campagna elettorale anche sul caso del sottosegretario leghista ai Trasporti indagato per corruzione. Insomma sul  caso Armando Siri, è guerra tra M5s e Lega. La nuova giornata di battaglia sulla sorte del sottosegretario leghista, indagato per corruzione e per cui il M5s ha chiesto le dimissioni, è esplosa mentre Matteo Salvini si trovava a Budapest, in visita al premier ungherese Viktor Orban (probabilmente per discutere privatamente sulle elezioni europee).

Ieri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso di convocare una conferenza stampa per annunciare la decisione che ha maturato sulle dimissioni di Siri. Avrebbe informato in mattinata il diretto interessato e, stando a quanto riferito da fonti di palazzo Chigi, anche il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. Il premier ha cercato anche il capo della Lega, ma non ci sarebbe stato alcun contatto, come ha confermato anche lo stesso Salvini in serata ai cronisti in Ungheria. Di fatto, la richiesta delle dimissioni di Siri sarà portata da Conte sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri.

Ancora non è chiaro come reagiranno i leghisti anche se Salvini ha messo in chiaro che la vicenda non fermerà il governo. C’è chi parla di una diserzione collettiva e simbolica dei ministri ex lumbard dalla riunione del Cdm ma nessuno avrebbe intenzione di far cadere il governo, almeno per adesso.
La giornata è stata lunga e convulsa. Luigi Di Maio in mattinata è stato durissimo su un altro tema non condiviso, quello sulle Province ed ha detto: “Se la Lega vuole reintrodurre l’elezione diretta di presidenti e consiglieri deve cercarsi un altro alleato di governo”.
Alle ore 15,52, l’ufficio stampa di palazzo Chigi ha convocato ufficialmente la conferenza stampa. In quel momento, Salvini sta tenendo la conferenza stampa a Budapest con Orban. I giornalisti che seguono l’incontro lo avvisano della novità romana via messaggio durante la conferenza stampa.
Alle ore 16 a Budapest, a chi ha chiesto un commento sull’affermazione di Di Maio, Salvini ha risposto: “Io lavoro e non ho tempo da perdere per le polemiche”.
Alle ore 18,26 è partita l’offensiva mediatica leghista. Cercando di anticipare Conte, l’ufficio stampa della Lega ha diffuso una dichiarazione in cui Siri si dice pronto a dimettersi se i pm, ai quali ha dato disponibilità, non gli daranno udienza entro 15 giorni.
Alle ore 19.03 il vicepremier leghista viene contattato nella residenza dell’ambasciata italiana a Budapest: fa buon viso a cattivo gioco. Derubrica la vicenda a questione locale di fronte ai ‘massimi sistemi e alleanze’ di cui ha discusso con Orban in vista del voto europeo del 26 maggio. Salvini ha detto: “Il caso Siri non ferma il governo”. A quel punto, Conte annuncia che porterà la revoca dell’incarico a Siri nella prossima riunione del Consiglio dei ministri.
Alle ore 20,07, in una nota diffusa prima di prendere l’aereo, Salvini rilancia su Siri con la storica battaglia: “Vogliamo subito la flat tax, il resto è noia”.
Il giorno dopo l’intenzione annunciata dal premier Conte sulla revoca dell’incarico al sottosegretario Armando Siri, la tensione nel governo è palpabile.
Da Fidenza, Matteo Salvini fa sapere: “Non ho tempo per beghe e polemiche, chiedetelo a Conte. Mi occupo di tasse, sicurezza, droga, immigrazione lavoro, non ho tempo da perdere. Parlo a nome mio e della Lega e la gente mi chiede meno tasse, più sicurezza, meno droga, più telecamere. Non ho tempo da perdere, non commento nulla, lavoro. Qualcuno ha tempo da perdere polemizzando su altro, non sono io. Conte, dice, mi sfidi sulle tasse, sfidiamoci sulle tasse, su qualcosa che interessa agli italiani, non sulla fantasia. La flat tax è un’emergenza nazionale, è un diritto, e quindi non esistono parlamentari o ministri che dicono c’è tempo per ridurre le tasse. Il Consiglio dei ministri adesso si deve occupare di riduzione delle tasse. Ieri sono stato con il presidente del Consiglio ungherese a lezione di riduzione fiscale, cosa che vorrei fosse realtà anche in Italia, invece vedo che qualcuno ha tempo da perdere polemizzando su altro, non sono io. Tagliare le tasse è un’emergenza di questo Paese e di questo momento. Ogni giorno perso è un giorno che non torna più”.
Nel corso del comizio a Fidenza, Salvini ne ha approfittato poi per replicare alle polemiche sollevate dalla Caritas per il taglio della quota giornaliera affidata per la gestione degli immigrati. Salvini ha attaccato: “Se siete generosi accogliete con meno soldi. O accogliete per far quattrini?”.
Reduce della missione in Ungheria, Salvini ha spiegato: “Orban col muro ha ottenuto il risultato, adesso in Ungheria gli ingressi illegali sono pochissimi. L’integrazione è possibile solo se i numeri sono sotto controllo, lo dico anche al Santo Padre che parla sempre di porti aperti, avanti tutti. L’integrazione è possibile se i numeri sono sotto controllo. Se ne arrivano 100-200mila all’anno con i barchini e con i barconi è il caos e io non voglio il caos e penso che neanche il Santo Padre voglia il caos”.

Nel comizio ha parlato anche di Tav, province e droga: “Noi siamo a favore di tutte le nuove ferrovie, Tav, autostrade. Con i no non si va avanti, c’è bisogno di lavorare di più e di viaggiare meglio approfittando del passaggio di un treno. Le province, le ha già disastrate Renzi, facendo spendere più soldi agli italiani e togliendo dei servizi. Quindi stiamo a metà del guado, bisogna decidere se andare avanti o tornare indietro, però l’emergenza è ridurre le tasse e bloccare gli spacciatori di morte, tutto il resto viene dopo. E proprio per arginare il problema della droga, abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge che prevede la galera certa, la custodia cautelare immediata per chiunque venga preso con qualunque quantità di droga. Siccome leggevo che invece per i Cinquestelle bisognerebbe legalizzare qualche droga, lo Stato dovrebbe diventare spacciatore, su questo abbiamo una visione dell’Italia completamente diversa. Io da ministro dell’Interno e da papà non voglio lo Stato spacciatore, voglio gli spacciatori in galera, vedremo il Parlamento cosa sceglie”.
Così Salvini sta dribblando lo scandalo Siri e rilancia la propaganda elettorale sollevando polemiche anche con il Sua Santità Francesco.

Salvatore Rondello

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