martedì, 19 Novembre, 2019

Caso Balotelli. La Lega vuole denunciarlo per diffamazione

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Domenica scorsa durante Verona-Brescia sono arrivati ululati nei confronti di SuperMario, che ha interrotto il gioco e scagliato il pallone verso la curva gialloblu minacciando di andarsene. Il capo ultras dell’Hellas ha rincarato la dose: “Non potrà mai essere italiano”. Salvini: “Balo non deve insegnarmi niente”. E quattro consiglieri veneti lanciano una mozione per difendere la città

VERONA – È il 54° minuto di Verona-Brescia: Mario Balotelli, attaccante dei lombardi, ferma il gioco e scaglia con violenza il pallone verso la curva dell’Hellas. Super Mario dice basta, non ai fischi che lo avevano accompagnato già dal pre-gara. A quelli ci è abituato. Basta agli ululati razzisti provenienti da una parte dello stadio Bentegodi. L’ex centravanti del City minaccia addirittura di abbandonare il campo, stufo di una delle piaghe sportive ma anche sociali purtroppo sempre attuale. Fortunatamente compagni di squadra, avversari e arbitro gli fanno cambiare idea. Balo segna anche un gran gol, che però non evita alle Rondinelle la sconfitta per 2-1, che costerà la panchina al tecnico Corini.

“VERGOGNA” – Nel post-partita si parla di tutto, tranne ovviamente della partita che passa in secondo piano. Balotelli preferisce non presentarsi davanti alle telecamere, ma affida a Instagram il suo sfogo: “Alle ‘persone’ di questa Curva che hanno fatto il verso della scimmia… Vergognatevi. Davanti ai vostri figli, alle vostre mogli, ai vostri genitori, ai vostri parenti e ad amici e conoscenti… Vergogna”. E poi il ringraziamento a chi, subito, lo ha consolato: “Grazie a tutti i colleghi in campo e non per la solidarietà espressa nei miei confronti e a tutti per i messaggi ricevuti da voi tifosi. Grazie di cuore. Avete dimostrato di essere veri uomini, non come chi nega l’evidenza”. Il riferimento è all’allenatore e al presidente del Verona, Ivan Juric e Maurizio Setti, che invece avevano negato di aver sentito gli ululati, parlando solo di “fischi” e “sfottò”.

“NON È ITALIANO” – A rincarare la dose ci ha pensato il giorno successivo Luca Castellini, capo della tifoseria dell’Hellas ed esponente locale di punta di Forza Nuova: “Balotelli è italiano perché ha la cittadinanza, ma non potrà mai essere del tutto italiano”. E non solo: “Ce l’abbiamo anche noi un negro in squadra e tutta Verona gli ha battuto le mani”. Dichiarazioni che però la società veneta ha definito inaccettabili chiedendo per Castellini una squalifica di 10 anni: “Hellas Verona FC comunica – si legge nella nota – di aver adottato nei confronti del Signor Luca Castellini una misura interdittiva che, proporzionata alla gravità dei fatti, alla luce di quanto previsto dagli articoli del Codice comportamentale, essendosi trattato di un comportamento basato su considerazioni ed espressioni gravemente contrarie a quelle che contraddistinguono i principi etici e i valori del nostro club, prevede la sospensione di gradimento fino al 30 giugno 2030”.

LA LEGA CONTRO MARIO – E poi arriviamo al paradosso. Balotelli da vittima rischia di diventare colpevole di tutto questo marasma. La Lega di Verona vuole infatti denunciare per diffamazione il calciatore. “Nessuno presente allo stadio – si legge nella mozione firmata da Andrea Bacciga, Alberto Zelger, Paolo Rossi e Anna Grassi – durante la partita Brescia-Verona, udiva ululati: né il pubblico, né la panchina del Brescia, né i giornalisti di Sky a bordo campo”. Duro anche Matteo Salvini: “Sarà per me un onore incontrare riservatamente Liliana Segre, lei qualcosa da insegnarmi ce l’ha, Balotelli probabilmente no”. La senatrice a vita aveva commenta l’episodio: “Ancora guardano i colori delle persone?”. Infine il Giudice Sportivo ha chiuso per una partita il settore “poltrone est” dello stadio Bentegodi, da dove erano arrivati gli ululati nei confronti di Balotelli. Sanzione minima e doverosa. Ma di strada per sconfiggere questa brutta piaga bisogna farne ancora parecchia.

Francesco Carci

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