martedì, 22 Ottobre, 2019

Caso Noa. Cappato, ricostruzioni finte contro l’Eutanasia

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Dopo il clamore di queste ore sul caso dell’adolescente morta in Olanda, in cui i giornali avevano riportato che Noa Pothoven, 17enne, era morta con eutanasia autorizzata dallo Stato dei Paesi Bassi, adesso si scopre che era tutta una montatura, che la giovane, dopo aver chiesto e avuto il rifiuto per l’eutanasia, si è lasciata morire dopo una lunga depressione e una storia personale terribile. Una vicenda che gioca a sfavore della lunga battaglia portata avanti da socialisti e radicali per l’Eutanasia. Il Tesoriere dell’Associazione Coscioni, Marco Cappato è infatti intervenuto al riguardo.
“Abbiamo letto tante ricostruzioni della triste vicenda di Noa Pothoven, la ragazza 17enne deceduta in Olanda. Tante fonti in Italia e in giro per l’Europa hanno parlato di ‘eutanasia’, eppure non risulta alcun fondamento a questa ipotesi. Gli unici elementi che sappiamo dalla stampa olandese su questa vicenda sono due: 1. nel 2018 le commissioni olandesi hanno rigettato la richiesta di eutanasia avanzata da Noa, tanto che lei dichiarò: ‘La domanda è stata rifiutata perché sono troppo giovane e avrei dovuto prima affrontare un percorso di recupero dal trauma psichico fino ad almeno 21 anni’;
2. Noa aveva interrotto nutrizione e idratazione, lasciandosi di fatto morire, possibilità contemplata anche in Italia dove qualsiasi persona che rifiuta nutrimento e idratazione non può essere costretta da alcuna autorità all’idratazione e nutrizione forzata, a meno di Trattamento Sanitario Obbligatorio su persona incapace di intendere e di volere”. Ha dichiarato Marco Cappato finito in giudizio per il caso di Dj Fabo.
“È bene comunque ricordare che le proposte di legge in discussione nel Parlamento italiano su esplicito richiamo della Corte costituzionale, a partire dalla proposta di legge di iniziativa popolare, prevedono la possibilità di accesso al percorso eutanasico solo per le persone maggiorenni e portatrici di malattie fisiche terminali o inguaribili”, ha precisato il tesoriere della Luca Coscioni.

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