martedì, 29 Settembre, 2020

Cassa integrazione, novità e autocertificazioni da Settembre. Pensioni, cedolini e conguagli del 730

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Cassa integrazione

LE NOVITA’ IN VIGORE DA SETTEMBRE

In virtù del decreto Agosto, le nuove scadenze per tutte le tipologie di cassa integrazione Covid-19 (ordinaria, in deroga e Asso) sono entrate in vigore dal 1° settembre.

Cig per un massimo di 18 settimane in due periodi

È previsto un massimo di 18 settimane, fruibili dal 13 luglio al 31 dicembre in due distinti periodi, vale a dire in due pacchetti di nove settimane ciascuno.

Per ora si può fare domanda per le prime nove settimane, cioè quelle che vanno dal 13 luglio al 30 settembre. Successivamente, sarà possibile richiedere le altre nove settimane di trattamento.

Cig, chi è tenuto a versare il contributo

Questo secondo pacchetto di cassa integrazione, a differenza del primo, è però legato al confronto del fatturato realizzato al primo semestre del 2020 e di quello ottenuto nello stesso periodo dell’anno precedente. Dal rapporto emerso tra questi due dati dipenderà l’entità di un contributo da corrispondere, che va calcolato sulla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro in cassa integrazione. Questo contributo è dovuto:

al 9% se la riduzione del fatturato da un periodo all’altro è stata inferiore al 20%;

al 18% se non si riscontra una riduzione del fatturato.

È, invece, esente dal contributo:

chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019;

chi ha avuto una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

Cig, servirà una autocertificazione per il secondo periodo

Si dovrà allegare alla richiesta per le seconde nove settimane di cassa integrazione un’autocertificazione in cui si attesti il risultato del raffronto tra i due fatturati, cioè l’eventuale riduzione rilevata. In mancanza di questa attestazione, viene applicato un contributo del 18%.

Cig, come fare domanda

Le domande vanno trasmesse all’Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui è iniziato il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività. L’Istituto, comunque, fornirà a breve ulteriori indicazioni in merito.

Lavoro

IL COLLOCAMENTO MIRATO PER DISABILI

Quello che inizialmente era definito collocamento obbligatorio, valutato in base alle limitazioni funzionali del lavoratore disabile, è oggi chiamato collocamento mirato. Le caratteristiche che vengono prese in considerazione per integrare i soggetti diversamente abili al lavoro sono ora le loro capacità e i loro pregi. Il fine è di valorizzarne le competenze e aiutarli a specializzarsi in una determinata mansione. Essendo un argomento importante e con una mole notevole di leggi emanate al riguardo, è bene sapersi districare in questo labirinto legislativo per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul collocamento mirato per disabili: cos’è, come funziona, cosa sono gli esoneri e le liste di collocamento.

Cos’è

Il collocamento mirato è un insieme di strumenti volti a valutare le capacità lavorative di persone con disabilità, in modo da poterle inserire nel posto di lavoro più adatto a loro. Si parla di collocamento mirato obbligatorio in merito al fatto che è inderogabile l’obbligo di assumere le persone che rispettino questi requisiti per tutte le aziende con più di 15 dipendenti. Il requisito fondamentale per accedere all’operazione è una percentuale di invalidità appositamente fissata dal legislatore. La valutazione della capacità lavorativa avviene tramite una specifica analisi sul luogo di lavoro, opportunamente operata per identificare le problematiche eventuali, le forme di sostegno, gli strumenti e le relazioni personali.

Come funziona

La legge 68/99 dal titolo “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” disciplina le modalità di promozione ed attuazione del collocamento obbligatorio. In merito a come funziona il collocamento mirato per disabili nell’articolo 2 viene infatti sottolineato:

la necessità di collocare gli individui con disabilità in una posizione lavorativa compatibile al loro stato di salute;

il collocamento mirato obbligatorio per chi possiede un azienda con più di 15 dipendenti;

il numero di disabili che è obbligatorio assumere varia in maniera proporzionale al numero di dipendenti. Il conto comprende il numero di lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato;

nel momento in cui viene comunicato l’obbligo assunzione disabili, il datore di lavoro deve presentare la richiesta di assunzione entro e non oltre 60 giorni.

Per incentivare le aziende ad assumere persone con disabilità, lo Stato italiano ha previsto determinati vantaggi per coloro che tengono fede al collocamento mirato obbligatorio. Ad esempio, sono stati resi disponibili degli sconti previdenziali sui contributi dovuti all’Inps. Per calcolare gli sgravi prefigurati si utilizza il criterio di proporzionalità: maggiore sarà il grado di disabilità del soggetto assunto, maggiore sarà lo sconto riconosciuto. Tuttavia, quest’ultimo viene assegnato soltanto nel caso in cui il disabile venga integrato nel luogo di lavoro con contratto a tempo indeterminato. Vediamo adesso, invece, i casi di esonero dall’applicazione della normativa in questione che riguardano le aziende.

Alcuni datori di lavoro sono difatti esonerati dall’obbligo di assunzione di dipendenti disabili, sia in ambito pubblico che privato. In particolare si tratta di:

chiunque operi nel settore del trasporto pubblico terrestre, marittimo, aereo e con impianti su fune;

chiunque operi nel settore edile, dal personale di cantiere agli addetti al trasporto;

chiunque operi nei servizi di protezione civile e polizia. In questo specifico comparto l’assunzione di persone disabili è previsto unicamente per ruoli amministrativi.

È inoltre possibile inoltrare domanda per ottenere l’esonero dalle assunzioni obbligatorie. Una possibilità riservata ai datori di lavoro o gli enti pubblici con più di 35 dipendenti, che possano dimostrare la loro impossibilità a occupare l’intera percentuale di lavoratori disabili prefigurati dalla legge, date speciali condizioni della loro attività. In questi casi è possibile presentare richiesta per un parziale esonero.

Per ottenerlo sarà però necessario versare al Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili una somma pari a 36,64 euro per ogni lavoratore non occupato e ogni giornata lavorativa non prestata. La legge prevede anche in queste fattispecie dei paletti restrittivi, con una percentuale massima autorizzabile del 60%, aumentabile fino all’80% nell’ipotesi in cui l’impresa richiedente operi nel settore della vigilanza, della sicurezza e del trasporto privato.

Esistono dunque dei particolari settori che impediscono il rispetto delle regole d’assunzione per dipendenti tutelati. Per poter richiedere l’esonero dalle assunzioni obbligatorie l’attività svolta dall’impresa di cui trattasi dovrà presentare almeno una delle seguenti caratteristiche:

particolare modalità di svolgimento dell’attività lavorativa;

pericolosità dell’attività lavorativa;

faticosità dell’attività lavorativa;

una tipologia di lavorazione che comporta il versamento di un tasso di premio Inail, che sia pari o superiore al 60 per mille. In tale caso il datore di lavoro può autocertificare l’esonero dall’obbligo di assunzione.

Inps

PENSIONATI: IL CEDOLINO DI SETTEMBRE

Il cedolino della pensione, accessibile tramite sevizio online, è il documento che consente ai pensionati di verificare l’importo erogato ogni mese dall’Inps e di conoscere le ragioni per cui tale importo può variare. Di seguito e per ogni opportunità, si riportano le informazioni presenti sul cedolino della pensione di settembre 2020.

La data di pagamento

Il pagamento della mensilità di settembre viene praticato in giornate diverse:

per coloro che hanno scelto di ricevere la pensione presso un istituto di credito, il pagamento è stato effettuato il 1° settembre, primo giorno bancabile del mese;

per coloro che riscuotono presso Poste Italiane Spa è stata prevista anche per settembre l’anticipazione del pagamento delle pensioni.

Per i pensionati, titolari di un conto BancoPosta, di un libretto di risparmio o di una Postepay Evolution, l’accredito della pensione è stato operato in anticipo il 26 agosto.

Nel caso di riscossione allo sportello, Poste Italiane ha scaglionato le presenze dei pensionati a partire dal 26 agosto al 1° settembre scorso, in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione, secondo un apposito calendario.

Trattandosi esclusivamente di un’anticipazione del pagamento, il diritto al rateo di pensione si matura comunque il primo giorno del mese. Di conseguenza, nel caso in cui, dopo l’incasso, la somma dovesse risultare non dovuta, l’Inps ne richiederà la restituzione.

Somma aggiuntiva 2020 (quattordicesima): ulteriore elaborazione d’ufficio.

A seguito della lavorazione dei redditi 2017 rientrati successivamente all’elaborazione massiva per la concessione della cosiddetta quattordicesima sulla rata di luglio 2020, è stata effettuata un’ulteriore lavorazione d’ufficio per attribuire il beneficio ai soggetti precedentemente esclusi per assenza delle predette informazioni reddituali.

Gli interessati hanno ricevuto la comunicazione dedicata e il pagamento è stato effettuato con la rata di pensione di settembre 2020 al netto di eventuali recuperi per somme aggiuntive non dovute relative ad anni precedenti.

Assistenza fiscale: conguagli da modello 730/2020

Prosegue anche sulla mensilità di settembre l’abbinamento dei conguagli dei modelli 730 i cui flussi siano pervenuti all’Agenzia delle Entrate dopo il 3 luglio. Sul rateo di pensione di settembre si procede quindi:

al rimborso dell’importo a credito del contribuente; alla trattenuta, in caso di conguaglio a debito del contribuente. Si ricorda che l’eventuale rateazione degli importi a debito risultanti dalla dichiarazione dei redditi deve obbligatoriamente concludersi entro il mese di novembre per cui, qualora la risultanza contabile sia stata ricevuta dall’Istituto nei mesi successivi a quello di giugno, non sarà possibile garantire il numero di rate scelto dal dichiarante per il versamento dei debiti d’imposta.

L’istituto, infine, ricorda che i contribuenti muniti di Pin che hanno indicato l’Inps quale sostituto d’imposta per l’effettuazione dei conguagli del modello 730/2020 possono verificare le risultanze contabili della dichiarazione e i relativi esiti attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, presente sul portale istituzionale e disponibile anche sull’app “Inps mobile”.

Carlo Pareto

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