Aldo Boraschi

Aldo Boraschi
2

Il corvo bianco

A volte i ritardi dei treni possono portare qualche beneficio. Penso che la vita attorno alla stazione ferroviaria di una grande città ci dice molto sull’anima della gente. Dagli aromi riesci a intuire il grado di integrazione delle varie etnie. I paraggi di Genova Principe, per esempio, sono una specie di osservatorio sull’immigrazione. Questo da sempre. Genova è una città unica. Non è una città per turisti. Non c’è nulla da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Là, bisogna…

Aldo Boraschi
3

Caro maestro

Ho una amica che abita a Cipro. Si chiama Bettina e ci sentiamo periodicamente al telefono. Ci accomuna un paese, delle amicizie e un grosso dolore. Mi parla spesso anche del malessere che attanaglia l’Italia. La questione Italia è seguita anche all’estero. Ma loro non si perdono a guardare la scatola chiamata televisione, mentre il nostro paese si sbriciola come una torta. Qualcuno ci aveva avvertito nel lontano 1963. Ci aveva detto a chiare lettere che “la Tv è la nuova arma”, pronta per…

Aldo Boraschi
1

Appunti di fine mese di un pensionato

Voglio mettermi in fila per il Pulitzer. C’è chi si finge immigrato per poter raccontare le vicissitudini che comporta un viaggio in barcone. Chi si finge clandestino per descrivere la vita grama di un sans papier. Io, invece, ho scelto la categoria più invisibile e disastrata del Paese. Ho vissuto con loro gli ultimi giorni del mese. Alla fine c’è anche una nota di ottimismo. Loro, questi eroi, non si lamentano mai. Ecco il resoconto.

Aldo Boraschi
2

Adua, una ragazza madre

Adua è una ragazza madre. Che significa essere donna all’ennesima potenza. Vuol dire anche essere sola nel momento del bisogno. Sola anche quando servono i soldi per cercare di mettere in sesto un negozio che proprio non ce la fa a stare in piedi con le proprie gambe. Sola anche quando si deve cercare di aprire una porta chiusa a doppia mandata della banca. Sola contro tutti, come un’eroina dei fumetti. Oddio, non proprio sola. Tiene per la mano Riccardo, otto anni di innocenza. Lo porta…

Aldo Boraschi
11

La versione di Bruno

Di solito non mi avvisano nemmeno, soprattutto quando si tratta di parenti lontani e amici comuni. Ma quando morì Bruno fui il primo a saperlo, anche se ero diasporato in qualche nazione che non era l’Italia. Quel settembre di qualche anno fa, per me, morì anche la politica. Una certa politica. Bruno mi insegnò che si poteva far del bene anche facendo politica e, secondo la sua versione (che subito feci mia), la strada era quella di diventare socialista. Partivamo in macchina avvolti dalla…

Aldo Boraschi
6

Un grande operaio

L’altro giorno l’ho visto. Aveva quasi le lacrime agli occhi. Si rigirava tra le mani una foto depigmentata dal tempo. Era quella di suo fratello. Il fratello di mio babbo, mio zio. È morto giovane, cadendo dalla moto. Papà ha alzato gli occhi sentendomi arrivare. L’ho guardato, mi ha guardato. Ogni cosa si è astenuta dall’accadere. Gli è arrivata in soccorso una frase. Non parlò dell’incidente e nemmeno degli episodi di gioventù. Disse solo: “Era un grande operaio”.

Aldo Boraschi
7

Tu m’inurbi

L’ultimo è stato avvistato a Breccanecca, in provincia di Genova. Il Wwf si sta attivando per evitarne l’estinzione. Ma il “bambino con la palla che gioca per strada” è praticamente introvabile. Un tempo popolava cortili, spiazzi e anche gli androni dei palazzi (in caso di maltempo). Si poteva riconoscere dalle croste sui ginocchi, che in alcuni casi potevano raggiungere anche i cinque centimetri di spessore. Alcuni esemplari più evoluti calzavano scarpette da calcio a sei tacchetti…

Aldo Boraschi
2

Il prezzo dell’informazione

C’era una volta l’intellettuale. Ovvero la persona che usava l’intelletto in tutte le sue molteplici sfaccettature. Antonio Gramsci era uno di questi. Dei tanti argomenti dei quali si occupò c’era anche quello del prezzo dei quotidiani. Gramsci diceva che il prezzo dei giornali non doveva essere troppo basso perchè indicava il valore – non solo economico – che gli editori attribuivano ai giornali e ai giornalisti. Anche la politica e i “poteri forti” entravano in questo ragionamento. Al giorno..