venerdì, 4 Dicembre, 2020

C’è crisi, ma le famiglie risparmiano

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Crisi-risparmioConfcommercio, Confindustria e Fondo Monetario Internazionale confermano la stima del PIL italiano per il 2014: +0,2%. Ben lontano, dunque, dallo 0,8% pronosticato dal governo Renzi e contenuto nel Documento di Economia e Finanza (Def). Per i consumi la crescita stimata è appena dello 0,1% su base annua. La Commissione Europea invece ha dato un’altra stima: +0,6%. L’OCSE fissa allo 0,5% la crescita del PIL italiano. Nonostante il segno positivo è da evidenziare come pochi decimi di punto non abbiano alcuna influenza reale per i portafogli degli italiani.

Inoltre non sono confortanti le notizie che vedono l’Italia come la “pecora nera” dell’Eurozona. Spagna, Portogallo e persino la Grecia stanno uscendo più velocemente dalla recessione economica. A preoccupare Confcommercio, però, è la pressione fiscale che nel 2013 ha toccato il record mondiale, poco invidiabile, del 53,2%. La pressione fiscale apparente si attesta invece a quota 44,1%. I consumi sono pigramente ripresi a salire, grazie anche agli 80 euro in più in busta paga. Tuttavia, tra adempimenti fiscali, tasse e spese varie, gli italiani non vedono concretamente alcun passo in avanti. Per il 2015, secondo Confcommercio, il PIL crescerà dello 0,9% e i consumi dell’1%.

Nonostante le innumerevoli difficoltà economiche, le famiglie italiane continuano sempre più a tirare le cinghia in previsione di tempi ancor peggiori. Se la crisi taglia gli investimenti, gli italiani non lesinano sui risparmi. Infatti secondo Eurostat, la capacità dei nuclei familiari di mettere da parte qualcosa è rimasta stabile rispetto al 2012. Una tendenza non solo italiana ma europea. Nel primo trimestre del 2014 il tasso all’interno dell’Eurozona è rimasto stabile al 13%. Nella zona euro resta invariato anche il reddito procapite delle famiglie.

Qualcosa però ha iniziato ad incrinarsi nelle abitudini virtuose degli italiani. Infatti essi sono più vulnerabili del 26% in caso di spese impreviste, dalla sanità alla scuola, dalle assicurazioni alle spese di ristrutturazione abitativa. Interviste della Doxa sottolineano come, se da un lato c’è chi non arriva a fine mese, dall’altro c’è chi ha ripreso a investire in titoli di Stato(BTP, BOT ma anche benchmark). Si risparmia e si investe non per acquistare immobili, come in passato, ma per tutelare i propri figli e il proprio futuro. In un sistema economico e produttivo in evidente declino, dove si perdono 10mila posti di lavoro al mese(dati UIL), c’è ancora chi pensa che la priorità sia la riforma del Senato e dell’assetto costituzionale.

Manuele Franzoso

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