lunedì, 18 Novembre, 2019

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Barroso-Lettera-UE

È furioso Barroso. La pubblicazione della lettera inviata in via confidenziale a Roma e pubblicata sul sito del Mef proprio non gli è andata giù. “È una decisione unilaterale del governo italiano – ha detto – quella di pubblicare la lettera” in cui i tecnici di Bruxelles, la firma è del vicepresidente, il finlandese Jirki Katainen, chiedono chiarimenti sul mancato rispetto dell’obbligo di ridurre dello 0,5% il deficit/pil. “La Commissione – ha detto ancora – non era favorevole a questa pubblicazione altrimenti l’avrebbe fatto direttamente”. A rispondere a Barroso è direttamente il presidente del Consiglio: “Basta lettere segrete. Pubblicheremo dati economici di quanto si spende a Bruxelles. Sarà molto divertente”.

Un incidente che nasce anche dalla esigenza di Barroso di preparasi il campo per il dopo. Il suo mandato è in scadenza, ma non il suo l’impegno politico. Quindi ogni occasione è buona, fino all’ultimo, per far parlare di sé anche se il suo mandato ha le ore contate e passerà presto nelle mani del neo nominato Juncker.

Barroso ha poi spiegato che la Commissione sta “proseguendo le consultazioni con diversi governi. Sono consultazioni informali e in certi campi abbastanza tecniche: pensiamo sia meglio averle in un contesto di fiducia”. La lettera, ha aggiunto, è stata inviata dal vice presidente Katainen, “con il mio pieno sostegno così come con quello del prossimo presidente Jean-Claude Juncker”, perché “avevamo un vero obbligo, secondo le regole che gli stati stessi hanno fissato, di comunicare ai governi quando ci sono dei dubbi sulla conformità dei bilanci con le regole approvate”.

Insomma il giallo si è sciolto. La lettera della Commissione europea sulla legge di stabilità esiste ed è giunta a Roma nelle mani del Ministro dell’Economia Padoan. Ora il governo ha 24 ore per rispondere inviando i chiarimenti richiesti da Bruxelles: “Il Governo italiano risponderà entro domani”, ha reso noto lo stesso Ministero dell’Economia.

Sono sostanzialmente due i punti su cui il commissario Ue, Jyrki Katainen ha chiesto chiarimenti.

Il primo riguarda il pareggio di bilancio e chiede le ragioni per cui l’Italia non rispetterà il Patto di Stabilità. “Dall’analisi preliminare, sulla base dei conti degli uffici tecnici della Commissione Ue, l’Italia programma – è scritto nella lettera – una significativa deviazione dagli aggiustamenti richiesti per centrare gli obiettivi di medio termine nel 2015”. “Per di più, il cambiamento programmato nell’equilibrio strutturale per il 2015 farebbe anche venir meno il cambiamento richiesto per assicurare l’aderenza alle regole transitorie sul debito, dal momento che questo requisito è ancora più stringente della strada di aggiustamento richiesta verso gli obiettivi di medio termine”. Inoltre la manovra “dell’Italia rinvia il raggiungimento degli obiettivi di medio termine (Mto) al 2017 e rallenta la riduzione del rapporto debito/Pil negli anni a venire. Come risultato, la bozza del piano di bilancio prevede di violare i requisiti richiesti all’Italia” nel Patto di stabilità e crescita.

Al secondo punto la Commissione chiede chiarimenti su come l’Italia “assicurerà un pieno rispetto degli obblighi della politica di bilancio nel 2015”. Tutto questo per permettere alla Commissione “di tenere conto del punto di vista dell’Italia nell’ulteriore procedura”. L’intento è comunque quello di “proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia al fine di arrivare a una valutazione finale”. Ma è una lettera che, come ha detto lo stesso Katainen attraverso il suo portavoce, non pregiudica l’analisi della Commissione, che ha fino alla fine del mese per eventualmente bocciare la Finanziaria.

Nel negoziato, sia Bruxelles che Roma vogliono difendere la loro immagine. La Commissione teme di mettere a rischio la credibilità delle regole europee, e ha quindi scelto di seguire la procedura per filo e per segno, chiedendo nei fatti sforzi maggiori. Sul fronte opposto, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha fatto della revisione delle regole di bilancio un suo cavallo di battaglia in una scena politica italiana segnata da malumori euroscettici e quindi non vuole perdere la faccia nel negoziato con Bruxelles. “La posizione peggiore – spiegava nei giorni scorsi un alto responsabile europeo – è quella di Padoan che deve trovare una mediazione tra i due”.

Tutto questo nella giornata in cui inizia il vertice europeo, che oggi prevede ufficialmente un’agenda diversa, dedicata a Ebola e ai negoziati per arrivare a un difficile quanto importante accordo sul fronte clima-energia. Tuttavia, i rilievi di Bruxelles sullo stato della nostra economia e dei nostri conti pubblici, sono destinati a tenere banco in un momento cruciale per le istituzioni Ue nel summit di passaggio tra la presidenza Barroso e quella Juncker.
Da sottolineare che lettere analoghe sono state inviate a quattro Paesi tra cui la Francia. Sarà quindi difficile, per il premier Renzi, oggi a Bruxelles dopo l’incontro con le regioni avuto in mattinata a Palazzo Chigi, evitare l’argomento.

Tuttavia, la prima risposta sul fronte del governo è arrivata dal sottosegretario per gli Affari europei, Sandro Gozi. Da Parigi, Gozi ha gettato acqua sul fuoco, definendo gli interrogativi contenuti nella lettera del tutto normali. “Noi – ha sottolineato – vogliamo raggiungere gli obiettivi, ma attraverso un nuovo percorso. Di questo discutiamo con la Commissione e tra poco la Commissione riceverà la risposta dell’Italia”.

Ginevra Matiz

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