sabato, 17 Agosto, 2019

CELEBRARE L’ITALIA

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In questi giorni di lacerazioni, omissioni e poca memoria sulla Resistenza, i socialisti si sono ritrovati in Piazza di Montecitorio, di fronte al Parlamento, per ricordare a Salvini che il fascismo è e resterà per sempre un crimine. Lo slogan è “Liberi da Salvini. Festeggia la libertà”.
“Liberi da Salvini, liberi da questo governo: i socialisti hanno deciso di festeggiare questo 25 aprile in modo pacifico per la libertà del Paese e contro questo esecutivo”. Così il neo segretario del Psi, Enzo Maraio, spiega il significato del flash mob organizzato dal partito davanti a Montecitorio. “Il 25 aprile – aggiunge – è una festa di pacificazione nazionale, di tutta l’Italia, che non ha colore politico. Tuttavia siamo qui in piazza per ricordare che il governo Salvini-Di Maio ha fatto fermare il Paese. Noi chiediamo un nuovo governo per ricostruire economicamente un Italia in profonda difficoltà”.
Riccardo Nencini, senatore del Psi, ha aggiunto, a margine della manifestazione: “Matteo Salvini come ministro dell’ Interno tutela l’ordine pubblico di ciascuno di noi, giura sulla Costituzione, e non può permettersi di dichiarare che non celebra il 25 aprile perché c’è un derby tra comunisti e fascisti, perché in questo modo fa affermazioni contro la Costituzione italiana. Studi la storia – ha aggiunto Nencini riferendosi al vicepremier – perché quel giorno è il giorno in cui l’Italia celebra una festa laica che è una festa di libertà e di liberazione. Se non ci fosse stata quella storia lui oggi sarebbe a fare tutt’altro mestiere; probabilmente non in questo Paese che gli consente anche di dire una serie di ‘bischerate’, “Bisogna indignarsi, farlo in maniera pubblica, in maniera corale – ha concluso -, perché ci sono dei valori che non possono essere toccati: in testa il valore della libertà”.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    “La festa del 25 Aprile ci stimola a riflettere come il nostro Paese seppe risorgere dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. Un vero secondo Risorgimento in un Paese materialmente distrutto e gettato nello scompiglio dal regime fascista nemico e da quello monarchico”.
    Le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella segnano la vigilia delle festa della Liberazione, anche quest’anno caratterizzata da momenti di tensione, da strumentalizzazioni politiche e da una aperta provocazione di stampo fascista, opera di alcuni tifosi della Lazio in trasferta a Milano.
    È sui fatti di Piazzale Loreto, ultimo di una serie di episodi che vedono mondo ultrà ed estrema destra a braccetto, che si concentra l’attenzione di molti. L’invito in generale è a non sottovalutare quanto accaduto, opera di pochi ma specchio di un inquietante scenario che va consolidandosi anche lontano dalle curve.
    Si legge ad esempio sul Corriere: “Quella mini-parata in piazza, proprio perché maturata in un ambito para-calcistico, diventa l’esempio plastico di quel che può comportare una concezione della storia ridotta a derby; la conseguenza visibile e scioccante di schieramenti e ideologie declassate a tifo, prese a pretesto per marcare una presenza e proclamare identità che, pur di affermarsi, rinnegano la memoria collettiva di un Paese”.
    Sulla vicenda interviene anche Andrea Monti, direttore della Gazzetta dello Sport, che in un editoriale scrive: “Si può tentare di sdrammatizzare la vicenda considerando la montagna di beceraggini di cui il tifo malato è produttore inesauribile. Minimizzarla no. Ciò che spaventa non è il fantasma remoto di un nuovo fascismo da stadio, bensì la faciloneria con cui la politica e la società ne mutuano lo stato d’animo e talvolta il linguaggio”.
    Braccia tese e cori lugubri. Così, racconta Repubblica partendo dall’episodio milanese, “la galassia nera ha rialzato la testa”. In un articolo in cui si documentano le iniziative neofasciste in programma in tutta Italia per il 25 Aprile si legge: “Come le squadre di Mussolini marciavano per marcare il territorio, così i nipotini del duce si infilano nel varco aperto dai sovranisti di governo e lo riempiono della loro propaganda revisionista”.
    Intervistata dal Corriere, la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati afferma: “Il 25 Aprile è una data simbolica che evoca e racchiude i valori fondanti del nostro Paese ed esalta pilastri immateriali su cui è stata eretta la nostra Repubblica: libertà, pace e democrazia. Celebrarlo oggi significa continuare a ricordare l’orgoglio e lo spirito di sacrificio di un popolo che ribellandosi contro i totalitarismi ha trovato la forza di farsi nazione”.
    Mentre il presidente della Camera Roberto Fico al Fatto Quotidiano dice: “Il 25 Aprile è fondamentale, perché ci racconta le basi su cui si fonda la nostra democrazia. Io rappresento le istituzioni di un’Italia antifascista, democratica e repubblicana”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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