martedì, 29 Settembre, 2020

CESSIONE DI SOVRANITÀ

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EUROPA-Italia-Francia

Parigi a giudizio. La lente di ingrandimento di Bruxelles sta per analizzare la legge di bilancio dei Paesi Ue. E tra questi Italia e Francia. E secondo fonti vicine alla commissione Ue l’Europea si sta anche preparando a bocciare la legge di bilancio francese 2015. Sempre secondo queste fonti la bocciatura arriverà alla fine di ottobre e conterrà anche la richiesta a porre delle modifiche. È messo nero su bianco che il deficit francese quest’anno si attesterà al 4,4% del Pil, l’anno prossimo si restringerà al 4,3%, nel 2016 scenderà al 3,8% e solo nel 2017 andrà al 2,8%, cioè sotto il tetto del 3%. Sarebbe la prima volta che l’esecutivo Ue, esercitando i nuovi poteri conferitigli nel 2013, chiede ufficialmente a uno Stato membro di modificare la bozza di legge di bilancio. Un primo caso concreto di perdita di sovranità nazionale a favore di  un ente sovranazionale quale l’Unione Europea.

Ma la partita è intrecciata con quella dell’Italia, che ha presentato un percorso di rientro per i conti pubblici peggiore del previsto. L’Italia, però ha più margine della Francia, per aver assicurato un deficit più contenuto che però, come ha detto un alto funzionario europeo, è “borderline”.

“L’ipotesi – ha commentato l’Eliseo – non è neanche considerata. Il budget sarà trasmesso alla Commissione europea il 15 ottobre. Qualunque commento è prematuro”. Anche il portavoce del commissario europeo per gli affari economici e monetari Katainen, ha detto che “è prematuro speculare” sull’opinione della Commissione sul progetto di bilancio francese, che, peraltro, non è ancora stato trasmesso a Bruxelles. Lo stesso vale per il caso italiano. Ma se la Commissione riterrà che i piani presentati dai paesi non rispettino gli obblighi della politica di bilancio previsti dal patto di stabilità, “in caso eccezionali”, potrà chiedere delle correzioni. Comunque, negli ultimi giorni la pressione di Bruxelles sia su Parigi che Roma c’è stata ed è stata ventilata la possibilità che la Commissione possa chiedere delle modifiche alle leggi di bilancio.

A complicare una situazione già complessa anche la transizione dalla vecchia alla nuova Commissione europea. La posizione dei due Paesi non è uguale: la Francia si trova già sotto procedura europea per deficit eccessivo, l’Italia non vuole superare la fatidica soglia del 3%. Non è un caso che il ministro dell’economia Padoan abbia tenuto a precisare fin dall’inizio che “l’Italia è l’Italia e la Francia è la Francia”. Resta il fatto che il premier Renzi ha risposto a Merkel dichiarando di “stare con Hollande” e questo la dice lunga sulla complessità della situazione. Ma potrebbe essere anche un punto a favore di Renzi. Il premier infatti, da un lato appoggia la posizione francese mentre dall’altro, vuole approvare velocemente la riforma del lavoro nel tentativo di convincere la stessa cancelliera a guardare l’Italia con occhio diverso e a dare così il suo benestare alla richiesta italiana per una maggiore flessibilità. Non a caso il sottosegretario alla Politiche europee, Sandro Gozi ha affermato che “il governo non si sente in grave inadempienza, per cui siamo fiduciosi. Credo che sia il momento – ha aggiunto Gozi – di accelerare le riforme a partire dall’approvazione sulla delega sul lavoro: sarebbe un segnale importante per tutti i disoccupati italiani sulla serietà e la credibilità del governo nel portare avanti riforme strutturali. Inoltre – ha concluso – potrebbe anche aiutare nella valutazione dell’Italia a Bruxelles nelle prossime settimane”.

Anche perché i conti tedeschi non stanno andando così bene come negli anni scorsi. L’export, punto di forza della Germania, è in calo e gli ordini dell’industria sono scesi del 5,7%. Si tratta del calo più forte dall’agosto del 2009. Su base annua gli ordini sono calati del 4,1%.

Comunque il rinvio del progetto di bilancio dei governi italiano e francese sarebbe una assoluta novità. Non trovare una soluzione che eviti la bocciatura e permetta alla Commissione di uscirne come un garante credibile delle regole di bilancio è un vero rompicapo a meno di non scegliere la strada del riconoscimento che l’Eurozona sta vivendo una situazione assolutamente eccezionale. Questa probabilmente è la decisione politica che potrebbe sbloccare tutto, economicamente giustificata, anche se non si sa quanto condivisa.

Redazione Avanti!

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