mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Cgil unita sotto Maurizio Landini, verso il 9 febbraio

0

Maurizio Landini è il nuovo segretario generale della Cgil, eletto dall’assemblea generale con il 92,7% di voti. 
Prima del voto, nel suo intervento programmatico, Landini ha detto: “Se attraverso il voto segreto mi darete la vostra fiducia, questo significa un vincolo e un mandato preciso: guidare una Cgil unitaria e dare continuità a quello che abbiamo fatto in questi anni. La Cgil o è una o non è, o è plurale o non è. Proporrò una delibera per nominare due vice segretari. Dobbiamo cambiare le scelte sbagliate che sta facendo questo governo”.
Landini ha così ricordato il prossimo appuntamento, già fissato da Cgil, Cisl e Uil con la manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma: “Dobbiamo riempire la piazza, dobbiamo dare voce e parola al lavoro. La manovra è miope e recessiva, e non assume la stabilità e la qualità del lavoro quale bussola del cambiamento economico e sociale. Se qui qualcuno si sente landiniano, colliano, camussiano sappia che sono sintomi di una malattia che va curata subito. Il congresso si è chiuso in modo unitario, non solo qui, ma in tutte le camere del lavoro, le categorie e le regioni”.

In nuovo leader della Cgil ha sottolineato: “Tutti quelli che lavorano abbiano gli stessi diritti. La lotta per i diritti ha bisogno di un’organizzazione unita. Questa è una società che mercifica e sfrutta le persone, dobbiamo combatterla qui e ora. È un impegno che val bene una vita”.
Landini ha proposto i nomi di Vincenzo Colla e Gianna Fracassi per la nomina a vicesegretari.
Landini, per anni leader della componente di minoranza, nel suo discorso ha richiamato più volte l’unità della Cgil.
La Cgil nazionale, con una mozione approvata dal congresso nazionale, ha precisato la propria posizione ‘Mai con Maduro’ relativamente ai fatti che si stanno registrando in queste ore in Venezuela, respingendo le letture interessate e pretestuose. In un successivo comunicato la Cgil ha quindi precisato: “È assolutamente sbagliato e fuorviante descrivere una Cgil amica di dittatori sanguinari. I dittatori. Noi li abbiamo sempre combattuti, in patria e fuori, quando è stata messa in discussione la libertà dei cittadini”.
Vincenzo Colla, proposto da Landini come vice segretario generale, intervenendo all’assemblea generale per l’elezione del nuovo leader, ha detto: “Abbiamo fatto la cosa giusta per mantenere unita la Cgil. Siamo la Cgil tutti insieme. Tutti insieme sosteniamo Maurizio Landini”. Poco dopo è intervenuta anche Gianna Fracassi, la donna che è stata proposta in aggiunta per il ruolo di vice segretario generale, ha rimarcato: “Questo è il tempo del noi”.
Al termine di un congresso dal percorso accidentato, il sindacato è riuscito a tenere la barra al centro. Così, ha confermato un accordo ed evitato uno scontro senza precedenti sulla leadership della confederazione. Per agevolarlo, Landini ha scelto di far rivivere la carica di vicesegretario generale, già rivestita dalla stessa Susanna Camusso durante il mandato di Guglielmo Epifani, per offrirla a Vincenzo Colla, il cui passo indietro ha spianato la strada ad una intesa con cui evitare la conta, e a Gianna Fracassi per dare visibilità alla differenza di genere.
Un accordo che in mattinata sembrava di far vivere una pesante battuta d’arresto. Secondo i sostenitori di Vincenzo Colla, infatti, Susanna Camusso avrebbe chiesto di restare nella segreteria del sindacato. Una eventualità mai contemplata dall’intesa raggiunta la sera precedente. Camusso ha smentito prontamente attaccando con parole pesanti le indiscrezioni. Accusando ‘le gole profonde’, Susanna Camusso ha aggiunto: “Chi in sostanza non avendo neanche il coraggio delle proprie azioni, cerca di boicottare la soluzione unitaria che ha trovato la Cgil”.
Fibrillazioni poi superate dopo qualche ora. L’accordo è stato ribadito e sancito dall’ingresso in segreteria sia di Ivana Galli, leader della Flai, vicina a Landini che fa dunque tramontare qualsiasi altra ipotesi in campo che di Emilio Miceli, segretario generale dei chimici, la Filctem, che si era schierato per Colla.
Alle 17.30, Landini si è presentato davanti ai 302 delegati dell’Assemblea generale, che lo avrebbero da lì a poco eletto, per tratteggiare le linee programmatiche del suo mandato, emozionatissimo, quasi afono per la tensione. La platea si è sciolta in un lunghissimo applauso che ha accompagnato i passaggi politici più al centro del suo mandato. Dal palco ha detto: “Un’azione per avviare una nuova stagione di politiche contrattuali, restituire centralità al lavoro, avviare una riforma vera delle pensioni, recuperare un mezzogiorno abbandonato e valorizzare il lavoro pubblico. Una vera riforma fiscale e la lotta alla corruzione”.
Temi questi su cui la Cgil continuerà a schierarsi senza dimenticare di riconfermare l’impegno all’unità sindacale con Cisl e Uil. Landini, riconoscendosi nella direzione tracciata dall’intervento di Annamaria Furlan, leader Cisl, dal palco del congresso, ha detto: “L’unità sindacale va ricostruita dal basso”. Al governo ha inviato subito un primo messaggio affermando: “Il governo del cambiamento non sta cambiando un bel niente. Non sta intervenendo sulle cause della situazione economica e la manovra è miope e recessiva, non certo la bussola del cambiamento delle politiche economiche e sociali. Non si cambia il Paese contro e senza il contributo del mondo del lavoro”.
Poi ha chiesto una legge sulla rappresentanza sindacale motivandola: “Per dare ai lavoratori la libertà di scegliere il sindacato che meglio li rappresenti senza dover sottostare ai ricatti”.
Intervenendo sulle grandi opere pubbliche ha affermato:  “Nessun passo indietro sulla Tav, andare verso il blocco di tutti i cantieri non mi sembra intelligente, ma allo stesso tempo serve un piano straordinario di investimenti in infrastrutture non solo materiali ma anche sociali che non viene realizzato”.
Sui migranti, difendendo il diritto all’accoglienza, ha detto: “Il problema di Salvini è quello di chiudere i porti su cui siamo contro e a favore invece di una politica dell’accoglienza ma ci pare che le leggi fatte in questo periodo non siano accettabili”.
Sul reddito di cittadinanza ha espresso un giudizio negativo affermando: “Il problema è la confusione che sta facendo questo governo che comunque non ha mai modificato l’art.18 come annunciato. La povertà c’è ma non si può pensare di affrontarla pensando a mescolarla con le politiche del lavoro. Fai solo una grande confusione e non affronti né l’una né l’altro”.
Dopo Bruno Buozzi, Di Vittorio, Lama, Trentin, Cofferati, Epifani e Camusso, la leadership della Cgil è stata affidata a Maurizio Landini che tra due settimane sarà impegnato con Furlan e Barbagallo nella grande manifestazione nazionale unitaria di Cgil Cisl e Uil contro la manovra del governo Conte e contro la politica demagogica delle due forze politiche governative (Lega e M5S).

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply