sabato, 31 Ottobre, 2020

CHE FASE

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Lo scontento è stato generale, dopo le rassicurazioni di questi giorni e voci di corridoio su un allentamento delle restrizioni visto anche il declino dei contagi, la Fase 2 resta molto simile alla prima Fase del Lockdown, ma con qualche apertura in più.
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri alle 20 e 30 ha esposto con qualche giorno di anticipo, la prossima fase:
Qui il decreto
“Dovremo vigilare, monitorare costantemente, affinché la curva” del contagio “non risalga e essere pronti per intervenire in modo tempestivo laddove la curva dovesse diventare critica. Abbiamo predisposto un meccanismo per consentirci di intervenire”, dice il presidente del consiglio in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Stiamo tutti affrontando una prova molto dura. Anche nei prossimi mesi ci aspetta una sfida molto complessa. Molti di voi vorrebbero un definitivo allentamento delle misure. Possono quindi anche reagire negativamente in questa fase, affidarsi alla rabbia, cercare un colpevole, prendercela con un familiare, con la politica, con il governo o con la stampa. Oppure possiamo scacciare il risentimento e pensare a cosa ciascuno può fare per consentire questa rapida ripresa. Ciascuno di noi tutti indistintamente dobbiamo gettare le basi della ripartenza del paese. Rimboccarci le maniche: il governo farà la sua parte, ci sarà una stagione intensa di riforme, cambiare quelle cose che nel paese non vanno da tempo. Noi, con la squadra dei ministri, non ci tireremo indietro”.

A sottolineare la lentezza delle misure messe in capo è il segretario del Psi Enzo Maraio per il quale è necessario “velocizzare le riaperture”. “Quella illustrata dal Presidente Conte – ha detto Maraio – sembra più una fase 1.1 che una fase 2. Dobbiamo velocizzare la riapertura delle attività commerciali e dare l’opportunità ai lavoratori di gestire i propri figli in tranquillità vista la chiusura della scuola fino a settembre. È necessario un nuovo pacchetto di aiuti all’infanzia. Capisco la prudenza con la quale il Governo intende riaprire ma c’è il serio rischio, con tempi troppo dilatati, di innumerevoli chiusure definitive di attività commerciali”.

A intervenire sulle polemiche sollevate dalla Cei che in una nota ha criticato la decisione del governo di lasciare sospese le “Messe con popolo” all’inizio dell’imminente “Fase 2”, è il presidente del Partito socialista Riccardo Nencini per il quale non “si può più ostacolare esercizio della Fede nei luoghi di culto”. “Nel rispetto delle regole fissate dal governo – ha detto Nenicni non si può più ostacolare l’esercizio della fede in tutti i luoghi di culto”.  “Il governo corregga il DPCM presentato ieri dal presidente del consiglio per consentire a chi lo desidera l’esercizio della propria fede in Chiesa e in ogni altro luogo religioso”.

 

In sintesi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è così espresso ieri in conferenza stampa.

Visite, domicili, no assembramenti, no party.

“Consentiremo le visite ai parenti ma nel rispetto delle distanze e con le mascherine. No a ritrovi di famiglia”. “Consentiamo il rientro nel proprio domicilio o residenza”. “Rimangono le motivazioni per gli spostamenti nella regione. Consentiremo il rientro al domicilio o residenza”.

“Saranno consentiti gli allenamenti ma senza alcun assembramento e a porte chiuse”. Resta il “divieto di assembramento in luoghi pubblici e privati, non consentiamo party”. “Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionali dal Coni e dalle federazioni, ma solo nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, evitando assembramenti. Dunque allenamenti a porte chiuse per le discipline individuali”. “Ora per fare attività fisica ci si potrà allontanare dalla propria abitazione ma rispettando la distanza di almeno due metri dalle altre persone se si tratta di attività sportiva, mentre basterà un metro per l’attività motoria”. “Sin qui era possibile svolgere attività sportiva nei pressi delle proprie abitazioni: adesso ci si può allontanare ma per l’attività più impegnativa rispettando un distanziamento di due metri, per quella meno impegnativa un metro”.

“Consentiamo dal 4 maggio sarà consentita attività di ristorazione con asporto ma nessun assembramento. Bisognerà mettersi in fila e si entrerà uno alla volta e il cibo si consumerà non nel posto di ristoro”.

Ancora non saranno possibile le celebrazioni religiose ma ci sarà la possibilità di celebrare i funerali alla presenza al massimo di 15 persone.


Regioni e Imprese
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“Ci avviamo ad allentare un lockdown per il 4 maggio ma c’è un meccanismo in cui le Regioni, con cui la collaborazione dovrà essere ancora più integrata, dovranno informarci sull’andamento della curva epidemiologica e sull’adeguatezza delle strutture”.

Il 1 giugno è la data in cui vorremmo aprire più ampiamente le attività come bar, ristorazione, parrucchieri, centri estetici e di massaggio, attività di cura della persona”.

“Stiamo preparando anche un parallelo decreto sblocca Paese. Ci stanno guardando, a livello europeo e internazionale. Confido che anche nella ripresa l’Italia potrà essere ammirata. Dobbiamo approfittare anche dei finanziamenti che arriveranno per far correre il Paese”.
“Ci avviamo ad un rallentamento del lockdown dal 4 maggio ma vogliamo mantenere la situazione sotto controllo. Le regioni giornalmente ci informeranno sulla curva epidemiologica. Il ministro speranza a tre giorni dal varo del Dpcm indicherà le soglie sentinella da rispettare in modo da intervenire in determinate situazioni e chiudere il rubinetto”.
Dal 18 maggio riapriranno il commercio al dettaglio e i musei. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Consentiamo l’accesso a parchi ville e giardini pubblici con il rispetto del distanziamento e misure di contingentamento: i sindaci potranno chiuderli nel caso non si possano rispettare queste misure”.

“I criteri per raggiungere una fase 3? Per i contagi zero dovremmo aspettare una terapia o vaccino, quindi diventa difficile prevedere l’evoluzione scientifica. Non so dirlo, per ora possiamo dire che dobbiamo programmare un progressivo rallentamento del lockdown. La convivenza col virus dipende anche da un’evoluzione scientifica che al momento non può esprimersi, se non in maniera generica”.


Prestazioni assistenziali e autocertificazione

“Stiamo lavorando alla risposta economica. Stiamo lavorando senza sosta. Abbiamo già liquidato quasi 3,5 milioni di bonus da 600 euro. Alcuni attendono ancora ci sono ritardi di questi ritardi mi scuso. Stiamo parlando di 11 milioni di domande di prestazioni assistenziali, normalmente questa mole veniva trattata in cinque anni, ora sono state trattate in un solo mese”.
“E’ chiaro che nel momento in cui il regime degli spostamenti resta limitato dovrà rimanere l’autocertificazione che è uno strumento rapido, basta compilare un semplice foglio. Questo però è indicativo del fatto che questo nuovo provvedimento non sarà un libera tutti, non possiamo permetterci di dire si esce liberamente. Comprendiamo che questo regime restrittivo è limitante, ma deve esserci un motivo per spostarsi”.
Non sono mancate le critiche, dalla scuola in cui si è semplicemente detto che non riaprirà a settembre, lasciando senza risposte i genitori che dovranno tornare a lavoro, al turismo, motore del Paese che ha ricevuto la solidarietà di Conte, ma resta nel dubbio, e ancora manca un vero piano di assistenza sanitaria e nodi irrisolti sulla questione dei tamponi, dei quarantenati lasciati con i parenti contagiati e i malati costretti a casa senza assistenza. “La fase 2 rinvia la riapertura degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e di tante attività del turismo e dei servizi. Ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Aggiungendo: “In queste condizioni diventa vitale il sostegno finanziario alle aziende con indennizzi a fondo perduto”.
Molte le critiche sull’utilizzo, nel decreto, dell’espressione ‘congiunti’. Il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni, dice: “Il fatto che l’allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di ‘congiunti’, che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti”.
Tanto che è arrivata la precisazione da Palazzo Chigi: per congiunti si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”. E dunque, dal 4 maggio si potrà andare a visitare non solo genitori, figli, nonni, nipoti e consanguinei o persone a cui si è legati giuridicamente ma qualsiasi persona alla quale si sia legati da una relazione affettiva stabile.

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