lunedì, 26 Ottobre, 2020

Che malinconia Malinconico…

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Tutti, ma proprio tutti, debbono essere al di sopra, ma anche al di là, di qualsiasi sospetto. Nessuno di noi è più in grado di dichiarare ipocritamente: «Innocente finché non giudicato colpevole dalla magistratura» (alla quale, naturalmente, «guardiamo con fiducia»). Se vogliamo mantenere la fiducia nel governo Monti, nella sua interezza, è imperativo che nessuno dei suoi componenti sia minimamente sospettato, non di reati, ma anche «soltanto» di comportamenti eticamente riprovevoli.Il caso che preoccupa di più è quello del sottosegretario Malinconico, troppe cariche pregresse, troppi agganci burocratici, troppi interessi di vario genere. Insomma, un tipico esponente di quel sottobosco burocratico-politico romano dal quale qualsiasi governo, tanto più se fatto da austeri «professori», dovrebbe tenersi molto alla larga. Come previsto dai più Malinconico ha rassegnato le sue dimissioni. Ma la domanda da porsi è come mai e da chi è stato ritenuto opportuno reclutarlo? La gatta frettolosa fa i gattini ciechi, ma qualcuno doveva vigilare, raccogliere i curricula, valutare sia le qualità sia i percorsi di coloro che venivano reclutati (che aspettiamo vengano, rapidamente, pubblicati sul sito di Palazzo Chigi).

Invece, vediamo con molta preoccupazione che fanno la loro emersione troppi residui di un passato che deve passare. Sono costi, non solo della politica, ma della democrazia che vorremmo trasparente e limpida. Neofita della politica ed estraneo al mondo romano dei pluriconsulenti onnipresenti e troppofacenti in tutti i gabinetti che, talvolta, vengono dati in leasing chiavi in mani ai neo-ministri, evidentemente Monti non è stato ben consigliato. Oppure non è stato consigliato affatto. Allora, i consigli ci permettiamo di darglieli noi, “hic et nunc”, papale papale. Subito. Insieme alla “spending review”, faccia anche una bella revisione della sua compagine di governo chiedendo a tutti i suoi collaboratori, sottosegretari e ministri, se hanno degli scheletri nell’armadio. In caso affermativo, li inviti con dolce fermezza ad andarsene (portando via anche gli scheletri).

Gianfranco Pasquino

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