sabato, 31 Ottobre, 2020

Che sorpresa. Il voto contro un ministro è voto contro il governo….

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Non ci voleva mica un genio per capire l’elementare questione. Da che mondo è mondo se un partito di maggioranza sfiducia un ministro, per di più disponendo del presidente del Consiglio, si apre una crisi di governo. È semplice e Letta questo ha detto, scoprendo l’uovo di Colombo che d’ora in avanti sarà l’uovo di Letta, nel corso della riunione congiunta dei gruppi parlamentari del Pd. A fronte di quello che potremmo definire anche il sillogismo di Letta, e cioè, “io sono presidente del Consiglio, volete sfiduciare un mio ministro, allora sfiduciate me”, ci sono state reazioni addirittura sorprese di deputati e senatori che non l’avevano proprio previsto. E ragionavano come se al congresso del Pd tutto fosse consentito, anche di eliminare un ministro votando una mozione di sfiducia, ma senza intaccare il governo. Che sarebbe come votare contro l’elezione di un presidente della Repubblica dopo averlo designato. Oddio, che dico.. Un corso di regole della democrazia potrebbe anche essere istituito per i tre moschettieri che si sfidano ormai su tutto, mentre D’Alema soffia sul fuoco, tra Virna Lisi e la sua dichiarazione sull’ignoranza renziana. Adesso tutto è più chiaro. Pensate: i partiti di maggioranza voteranno contro la mozione sulla sfiducia presentata da un gruppo di minoranza contro un ministro della maggioranza. É stato semplice arrivare a questa complicata decisione? Tutt’altro. Sembra di essere su Marte.

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