domenica, 15 Dicembre, 2019

Che succede se usciamo dall’Euro? Il naufragio della ragione, Il cervello sconosciuto, L’angelo di Auschwitz

0

SFORBICIATE LIBRI. Siamo condannati a stare con l’euro o vogliamo liberarcene? E’ un tema ricorrente, polemico e infuocato, anche se da qualche tempo se ne parla meno. Forse perché neppure l’ex ministro Paolo Savona (oggi presidente della Consob ) ne parla più raramente .L’argomento è considerato scabroso e certo non amato da Bruxelles .Ora però un gruppo di economisti e giuristi, collegati all’Istituto Bruno Leoni, hanno dato vita a un dossier (pubblicato da Ibl Libri ),dal titolo “Cosa succede se usciamo dall’euro ? “, a cura dell’economista Carlo Stagnaro . Gli studiosi, di diversa formazione professionale e politica, hanno analizzato tutti gli aspetti positivi (per la verità ben pochi) e negativi di un eventuale ritorno alla lira. Sono numerosi gli studiosi a spiegarci le motivazioni contrarie all’abbandono dell’euro .Ricordiamo qualche nome: Carlo Stagnaro, Carlo Amenta, Sandro Brusco, Lorenzo Codogno, Giampaolo Galli, Natale D’Amico, Veronica De Romanis, Eduardo Fernàndez Luina, Paolo Manasse, Tommaso Monacelli, Alberto Saravalle, Filippo Taddei. Ciascuno di questi esperti ci propone una “ricetta”, “una via d’uscita”, con l’elenco di tutte le possibili implicazioni in caso di decisione (politica) di uscita. Tutti però sono convinti che il ritorno alla lira significherebbe ridurre l’Italia a giocatore irrilevante nella politica internazionale (nei confronti di Cina,Usa,Brasile e India) ed europea (nei confronti di Germania, Francia e Gran Bretagna). L’Italia rischierebbe di contare sempre meno nelle grandi sfide transnazionali : l’immigrazione, la difesa dei confini, la stabilità finanziaria ,la ricerca scientifica ,il commercio. I vantaggi di una eventuale uscita ? Ce ne sarebbero: la svalutazione della nostra moneta faciliterebbe le esportazioni. Ma sarebbero benefici molto limitati e certamente non tali da superare gli svantaggi .Infatti la sovranità monetaria non sarebbe sufficiente ad affrontare le carenze strutturali del nostro sistema economico: la debole innovazione tecnologica, la scarsa formazione del capitale umano, la bassa partecipazione delle donne al lavoro, la non sempre apprezzata gestione delle banche, la diffusa corruzione, l’inefficienza della pubblica amministrazione, il blocco della mobilità sociale, il basso tasso di meritocrazia, ecc. E’ troppo facile ,in altre parole,prendersela con l’euro, come se questo fosse il responsabile di tutti i nostri “mali”, quando bisognerebbe guardare altrove : alle riforme non fatte e a quelle realizzate in modo errato.
Facendo riferimento alla ragione, ci sovviene un saggio di uno studioso americano, Mark Lilla ( “Il naufragio della ragione”, Marsilio ).L’autore, che insegna alla Columbia University, si sofferma sull’analisi dell’uomo conservatore /reazionario (radicale, nostalgico, moderno, ma timoroso del futuro ).Questa figura, controparte del “rivoluzionario”,è nato come contraltare all’idea illuministica del progresso. E’ riuscita però a sopravvivere alle “magnifiche sorti e progressive “. Lo scrittore analizza le differenze esistenti fra l’uomo conservatore e liberale, rispetto al reazionario, citando i casi di Putin e di Trump, passando per l’islamismo islamico. Una analisi ampia che fa molto riflettere sui tanti Don Chisciotte , mettendoci in guardia sui pericoli reali del nostro tempo.
Dalla ragione a un libro più scientifico, che si occupa proprio del nostro cervello, ancora , per molti aspetti, “i grande sconosciuto” dei nostri organi .Se ne occupano un gruppo di scienziati della prestigiosa rivista “New Scientist “ (“Cervello”,curato da Caroline Williams,edizioni Dedalo) . Il cervello viene descritto in ogni funzione in modo scientifico, ma anche con annotazioni curiose e affascinanti. Ad esempio, si spiega che le nostre storie di vita, i nostri ricordi, le nostre abilità ed esperienze sono conservate in appena 1,4 chilogrammi di materia grigia della calotta cranica. Si raccontano poi i progressi realizzati dagli studiosi di neuroscienze nella comprensione del cervello. Oggi, a differenza del passato, conosciamo la genesi le percezioni, le emozioni, la coscienza , i ricordi e persino l’intelligenza. Anche se sicuramente il viaggio delle continue scoperte non è ancora del tutto completato.
Infine, ci occupiamo di orrori. Lo facciamo con uno studioso rigoroso, che ha dedicato una buona parte della sua vita,alla ricerca appassionata e allo studio della Shoah,delle sue vittime e carnefici.Parliamo di Frediano Sessi,scrittore e ricercatore di storia.Nel suo ultimo libro, “L’angelo di Auschwitz” (Marsilio),Freddi racconta la storia di Mala Zmetbaum,detenuta ad Auschwitz Birkenau , utilizzata dai nazisti come interprete. A questa figura di donna ,schiava e costretta a diventare carnefice, si sono ispirati films ed opere teatrali. Lo scrittore ha condotto una ricerca storica sulla vita di questa giovane polacca, della sua cattura in Belgio, della sua deportazione nei lager e della sua difficile sopravvivenza . Giustamente Margaret Atwood osserva: “C’è la storia, poi c’è la storia vera, e poi c’è la storia di come la storia è stata raccontata. Poi c’ è quello che resta fuori dalla storia. Che è anche parte della storia”. La vicenda di Mala, raccontata da Sessi, lo conferma pienamente.

Aldo Forbice

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply