sabato, 15 Agosto, 2020

Chi è il padrone? Arriva la marca del consumatore

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Giovane, audace, europea ed innovativa. Sono queste alcune definizioni che contraddistinguono “Chi è il padrone? la marca del consumatore”, un’idea imprenditoriale rivoluzionaria.

Non è una distopia autarchica e nemmeno un’utopia di stampo bolscevico, ma una rivoluzione riformista, nata dalla consapevolezza dei singoli consumatori di poter dettare la legge della domanda e dell’offerta. 

Ma facciamo ordine per il lettore.

“C’est qui le patron?! – La marque du consommateur” (tradotto “Chi è il padrone? la marca del consumatore” ndr) debutta in Francia nel 2016. L’iniziativa è promossa dal movimento dei consumatori a sostegno dei produttori di latte, vittime dei prezzi d’acquisto eccessivamente bassi.  Al motto di “acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico” Nicolas Chabanne, promotore del movimento di protesta, inizia una rivoluzione pacifica che potremmo definire un processo di “autocoscienza collettiva”. L’idea di base è semplice, trasformare consumatori inconsapevoli in “attori del mercato”; il metodo è efficace, sono i “consum-Attori” a decidere la qualità, il prezzo e quale prodotto portare sugli scaffali.

 

In tre anni, secondo un’indagine Nielsen, l’iniziativa del movimento ha ispirato le scelte di acquisto di oltre 15 milioni di consumatori, quasi il 20’% della popolazione d’Oltralpe, oltre a coinvolgere 12 mila punti vendita della grande distribuzione organizzata. “C’est qui le patron?! – La marque du consommateur” con oltre 160 milioni di litri di latte venduti, pari al 7% del mercato nazionale, 32  prodotti e 200 milioni il fatturato sostiene oltre 3000 famiglie di produttori e allevatori.


Dal 2019, consapevoli che il primo passo per cambiare il mondo sta nelle azioni quotidiane, i consum-attori italiani, guidati da Enzo Di Rosa, iniziano a risvegliare le coscienze per un acquisto critico, consapevole e responsabile.
Attraverso la piattaforma web dedicata, il consumatore fatto attore, vota i prodotti da mettere in produzione. Per ognuno di essi sceglierà i criteri qualitativi, d’origine, metodo di coltivazione o allevamento, tipo di confezione, la giusta remunerazione al produttore e il prezzo finale di vendita. 


Per aderire all’iniziativa in qualità di socio è sufficiente scaricare la domanda di adesione dal sito (
https://lamarcadelconsumatore.it/domanda-di-adesione-a-la-marca-del-consumatori/), con soli € 2,00 si potrà vivere l’iniziativa oltre le quinte. Ai soci, infatti, sono riservate tutte le attività di verifica e controllo dei criteri scelti, partecipando alle visite dei produttori, delle aziende di trasformazione, promuovendo i prodotti all’interno dei supermercati insieme ai produttori.

Quello che sembrava essere solo un sogno è diventato realtà il 25 giugno 2020 quando la catena Carrefour, primo grande attore del mercato alimentare italiano ad aver sposato l’iniziativa, ha esposto sugli scaffali ben tre tipi di pasta – spaghetti, fusilli e penne – del brand “Chi è il padrone? la marca del consumatore”. 

Gli ingredienti della “pasta del consumatore” sono stati scelti collettivamente e con cura da 3558 consumatori consapevoli. Questa è prodotta con grano duro coltivato in Italia, così ha deciso l’88,2% degli iscritti alla piattaforma, proveniente da agricoltura sostenibile (71% dei votanti). 

Quasi il 77% degli attori-consumatori ha deciso di remunerare i produttori con un prezzo equo garantito corrispondente al 35% in più rispetto al prezzo medio del mercato ( 400 euro/tonnellata di grano). Otto attori-consumatori su dieci, inoltre, hanno scelto la trafilatura in bronzo e l’essiccazione lenta a bassa temperatura. 

Da ultimo, come se non bastasse, più della metà dei votanti ha voluto destinare 0,5 centesimi per ogni confezione di pasta acquistata, all’aumento della capacità produttiva dell’agricoltura biologica italiana. 

Come ogni nuovo prodotto, però, non poteva mancare il questionario inerente il packaging: poco più della metà degli intervistati ha scelto il colore blu e carta 100% riciclata.

I produttori aderenti all’iniziativa, invece, si impegnano a realizzare i lavorati alimentari secondo i criteri definiti dall’associazione “Chi è il padrone?” in appositi disciplinari, garantendo la tracciabilità della filiera. Non è un caso che la produzione della “pasta dei consumatori” sia stata affidata alla Sgambaro, storica azienda veneta che da oltre vent’anni, rifornendosi direttamente dagli agricoltori del territorio, utilizza grano duro italiano. La stessa, inoltre, è impegnata nella riduzione dell’impronta ecologica derivante dall’attività di lavorazione e confezionamento, anche aderendo ad iniziative di sostenibilità per compensare l’emissione di CO2. 

Tutto ciò è solamente l’inizio di questa novella marca “pop” che da un lato promuove il settore agroalimentare locale, assicurando ad agricoltori e allevatori un prezzo di acquisto equo, e dall’altro foraggia il desiderio dei consumatori di emanciparsi dai modelli di business imposti, partecipando attivamente ai cambiamenti della società.

Il passaggio dall’essere consumatori semplici al divenire attori consapevoli non è spontaneo,  richiede impegno e dedizione. 

Il prossimo prodotto del consum-attore sarà, ovviamente, la passata di pomodoro ma, nell’attesa, siamo certi che il successo della commercializzazione dei prodotti “Chi è il padrone?!” sarà garantito dalla partecipazione attiva dei consumatori.

Da ultimo è importante sottolineare e riflettere sul valore profondo di questa nuova esperienza sociale. La stessa ha reso manifesto il valore intrinseco dell’azione individuale nella realtà collettiva creando una comunità attenta, partecipativa, capace di costruire una economia sociale di mercato.


Antonio Musmeci Catania

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