domenica, 8 Dicembre, 2019

Chi rigonfia l’ondata sovranista?

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Perché l’ondata sovranista rischia di rigonfiarsi rafforzata? Chi riporta la politica in Italia su binari garantiti con le necessarie e condivise riforme costituzionali per schivare gli attentati alla democrazia rappresentativa? Eppure i tentativi ci sono stati da quello di Berlusconi all’ultimo di Renzi, entrambi stroncati dal responso popolare.

La ragione profonda del rigetto popolare verso entrambi è stata la sensazione che l’operazione fosse ad personam del premier di turno aspirante a racchiudere il potere solo nelle sue mani come ha richiesto per ultimo Salvini. Il rimedio? Sottrarre il Parlamento al doppio contemporaneo compito di dirimere gli equilibri di Governo sempre contingenti ed insieme traguardare gli equilibri istituzionali verso un’ottica istituzionale di medio-lungo periodo non schiacciata sull’esistente in cui le preoccupazioni del presente finiscono per prevalere.

Come sottrarsi a questo doppio compito risultato paralizzante? Affidando le riforme costituzionali ad un’Assemblea Costituente con ambiti e tempi delimitati, da eleggersi possibilmente in occasione delle elezioni europee senza aggravi di costi, con lo stesso sistema elettorale proporzionale e con i suoi membri incompatibili con cariche parlamentari di governo o sottogoverno. Questa proposta l’avanzai all’inizio della segreteria Veltroni traguardata alle vicine europee e riproposta cinque anni dopo. Se si vuole veramente auspicare la durata della legislatura occorre varare l’assemblea Costituente con l’apporto di tutti, precondizione per il superamento del voto referendario se non si raggiungeranno i 2/3.

A nulla vale, come oggi tanti vecchi oppositori fanno, piangere sul latte versato di due misure su tutte realizzate da Renzi: il ballottaggio imposto a Berlusconi affinché la sera stessa della fine dello scrutinio si sapesse chi aveva il compito di governare senza accampare alibi come in passato e con ciò escludendo ogni supposta intesa tra i due per il dopo; ed ancor più necessaria la legittimazione del Governo da una sola Camera eliminando quel bicameralismo perfetto,unico rimasto in Europa, che consente un disperante ping-pong e raffiche di voti di fiducia che escludono tutti i parlamentari di dare il loro apporto costretti quasi sempre a una corsa contro il tempo. Non meravigli se col ritorno al proporzionale seguiremo le sorti della Spagna con le 4 elezioni anticipate consecutive e con le conseguenze funeste per il nostro Paese.

Roca

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