domenica, 26 Maggio, 2019

Chi si ricorda di Solzenicyn?, Per amore del mondo, Madonna col cappotto, Il continente Sicilia

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SFORBICIATE LIBRI –

Mi chiedo quanti giovani conoscano oggi Aleksandr Solzenicyn e quanti intellettuali di casa nostra si ricordano di questo scrittore e storico premio Nobel per la letteratura nel 1970? Quanti lo citano ,ne parlano ? Pochi, pochissimi .E’ anche per questa ragione che salutiamo con entusiasmo l’uscita del voluminoso libro, in edizione integrale (quasi mille pagine) “Nel primo cerchio”, pubblicato da una coraggiosa casa editrice , Voland. Si tratta di un vero e proprio evento perché sul grande scrittore russo in questi ultimi anni è stata stesa una inspiegabile coltre di silenzio. Eppure se ne è parlato molto al tempo del suo libro più famoso, ”Arcipelago Gulag “ (1973-75) , un po’ meno quando uscirono gli altri suoi libri (“Una giornata di Ivan Denisovic”,1962; “Divisione Cancro”,1969, ecc. ). Come si ricorderà, Solzenicyn, prima di essere espulso dall’Urss nel 1974, trascorse molti anni nelle prigioni, nei lager russi (i gulag) e negli ospedali, dove sopravvisse anche a un cancro. La sua colpa di dissidente del regime comunista non gli venne perdonata. Solo nel 1994 venne riaccolto in Russia ,dove morì nel 2008. Il romanzo “Nel primo cerchio” era stato “spennato” ( il termine è dello stesso scrittore) per superare la censura sovietica: vennero eliminati, nelle prime edizioni ,tutti i capitoli su Stalin e altri “passaggi cruciali”. Anna Zafesova ha raccontato che Heinrich Boll ha paragonato il romanzo a una cattedrale: “ possiede il respiro della navata –il panorama multinazionale della Russia staliniana, dalle campagne desolate ai salotti della borghesia rossa, e dalle segrete dei gulag ai teatri moscoviti- e la vertiginosa guglia dei capitoli su Stalin, ma anche la moltitudine di angoli reconditi ,cappelle, affreschi, statue che emergono dall’oscurità …”
Di Solzenicyn abbiamo avuto occasione di leggere anche il suo discorso, quando ricevette a Stoccolma il premio Nobel ( lo potette ritirare solo nel 1974): un discorso nobile, di grande impegno per la libertà e i diritti umani. Questo testo si trova ora nel libro ,curato da Daniela Padovan ,”Per amore del mondo” (Bompiani),una raccolta di discorsi “ di accettazione” del premio all’Accademia di Svezia. Fra tanti testi – colti, densi di citazioni e riflessioni filosofiche e letterarie-vorrei citare una significativa frase di Albert Camus: “ Questi uomini, nati all’inizio della prima guerra mondiale, che avevano vent’anni nel momento in cui installavano a un tempo il potere hitleriano e i primi processi rivoluzionari e che dovettero poi confrontarsi, per perfezionare la loro educazione, con la guerra di Spagna, la seconda guerra mondiale ,l’universo cencentrazionario, l’Europa delle torture e delle prigioni, devono oggi far crescere i loro figli e le loro opere in un mondo minacciato dalla distruzione nucleare”. Encomiabile l’iniziativa della Padoan ,scrittrice e saggista stimata ,impegnata ormai da anni nelle testimonianze sulla Shoah e nella lotta al razzismo.
La storia raccontata da un grande scrittore turco, Sabahattin Ali (“Madonna col cappotto di pelliccia”, Fazi editore) è di straordinaria attualità. E’ una storia d’amore senza tempo, pubblicata per la prima volta nel 1942.Nazim Hikmet scrisse in quella occasione : “Il libro di cui la letteratura turca aveva un bisogno vitale. Originale, perfetto…una musica meravigliosa”. L’autore era impegnato nel campo dei diritti umani, più volte incarcerato, venne ucciso mentre attraversava clandestinamente la frontiera ,nel tentativo di raggiungere un paese europeo. La storia si ripete,oggi come ieri.
Infine, parliamo della Sicilia, con un divertente libro ( “I luoghi e i racconti più strani della Sicilia “,Newton Compton editori) di Carlo e Giulia Ottaviano (siciliani,padre e figlia ).Giornalista lui, giovane scrittrice lei ( ha già pubblicato un romanzo e un saggio). Il libro raccoglie ,in forma sintetica ,racconti, storie di personaggi e di luoghi storici e di miti (vissuti però dagli isolani con rispetto rigoroso ,a volte fanatico) della tradizione. Un ricco mosaico, antico e moderno, di quella straordinaria varietà di tessere che fanno della Sicilia un piccolo continente, amato in tutto il mondo .

Aldo Forbice

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