sabato, 7 Dicembre, 2019

Ciao Roberto

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Una telefonata di Ugo Intini e solo quattro parole, dure, drammatiche, angosciate: “E’ morto Roberto Villetti”. Poi un silenzio che segnala una profonda commozione. Roberto se n’é andato con quello stile dolce e riservato col quale è vissuto. Domani l’Avanti, il suo Avanti, quello che lo vide direttore, sarà dedicato a lui. Le parole mi escono più complicate delle lacrime. Roberto è stato il mio segretario della Fgsi, uscito nel 1973 dal congresso di Venezia. Tra noi si stabilì subito un’intesa. Io ero un ragazzo alle prime armi, lui un giovane già provato nell’esperienza della gioventù socialista dove primeggiava per intelligenza e cultura assieme a Claudio Martelli e Ugo Finetti che stavano lasciando la Federazione dei giovani socialisti per assumere incarichi di partito.

Con noi ricordo Giusy La Ganga, con Valdo Spini e Giulio Di Donato e Nino Nastasi e Gianluigi Da Rold. Un pezzo di passato mi travolge mentre mi ripiego su quegli anni settanta. Roberto era lombardiano e io autonomista, ma venni subito catturato dalla sua passione politica e insieme collaborammo fino a quando lui dovette lasciare la Federazione giovanile e io assunsi la segreteria del Psi di Reggio Emilia. Roberto Villetti, se avevi bisogno di un interlocutore disponibile, non si faceva mai negare e in diverse circostanze volle essere presente nella mia provincia con quel suo garbo e quella sua disponibilità che forse non avevano eguali.

Villetti è stato il successore di Ugo Intini alla direzione dell’Avanti quando ancora il nostro quotidiano si stampava su carta. E dall’Avanti non fece mai mancare il suo puntuale commento sulle vicende politiche in stretta condivisione con la linea del partito. Fu poi deputato dello Sdi e capogruppo della Rosa nel pugno alla Camera dei deputati tra il 2006 e il 2008, e così ci frequentammo ancora quando dal Nuovo Psi decisi assieme a Gianni De Michelis la partecipazione alla Costituente socialista nel 2007. Aderii al gruppo parlamentare della Rosa nel pugno trasformato, forse senza incontrare la sua adesione e certo non incontrò la mia, nel gruppo dei Socialisti e dei radicali. Dal 2008, dopo la sconfitta del Ps, Roberto abbandonò la politica attiva. Si rintanò tra i suoi libri e le sue carte. Eppure non mancò mai di rinnovare la sua tessera al nostro partito da sostenitore e di sottoscrivere l’abbonamento all’Avanti (puramente formale). Fino all’ultimo volle testimoniare la sua fede e la sua adesione agli ideali socialisti. La notizia della sua scomparsa, anche per questo, è motivo di dolore e di lutto di tutta la nostra comunità. Che lo piange come si piange un pezzo della nostra vita vissuta tutti insieme con un protagonista che non tornerà.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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