mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Cifre disastrose

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I danni economici del Covid sono in Italia più gravi che altrove (qualcuno dovrà prima o poi spiegarci il perché). Attendiamo i soccorsi dall’Europa, che arriveranno, nonostante la resistenza di Paesi come l’Olanda. Ma non è vero che soltanto questo sia il problema e che soltanto per questo serpeggi a Bruxelles il dubbio che mai restituiremo il debito.

Negli ultimi 25 anni, abbiamo avuto un aumento della produttività dello 0,3 per cento, contro l’1,6 dell’Unione Europea. Il che significa che abbiamo perso circa un terzo del terreno. Conseguentemente, il valore delle nostre aziende quotate in Borsa, che nel 2000 era pari al 6,2 per cento di quello complessivo europeo, oggi si è quasi dimezzato: 3,7. Il lungo declino, evidente da queste poche cifre, può essere fermato solo dai giovani. Ma sono pochi e soprattutto tra i meno utilizzati del mondo. Infatti tra i 15 e i 29 anni, il 22 per cento (ovvero 2 milioni), non lavora, non studia, non segue corsi di formazione (e nel Sud si arriva al 33 per cento). A Bruxelles, non allarma soltanto la catastrofe in sé. Allarma che i nostri leader politici neppure ne parlino.

 

Ugo Intini

(Il Dubbio)

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