venerdì, 22 Novembre, 2019

Cile nel caos, situazione fuori controllo

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La situazione in Cile sta precipitando. Il Presidente Sebastian Pinera, eletto meno di due anni fa, (ricordiamo che il Cile è una repubblica presidenziale), ricco esponente del centro destra, dopo gli ultimi disordini, ha proclamato lo stato d’emergenza. La repubblica sudamericana vive giornate di completo caos. Dopo la decisione di aumentare i prezzi dei trasporti pubblici si sono susseguite a Santiago e in altre città manifestazioni di protesta che hanno causato forti scontri con le forze dell’ordine causando dieci morti, decine di feriti  e qualche centinaio di arrestati. A protestare soprattutto gli studenti e i pendolari colpiti dall’aumento dei costi ma anche larghe fasce della popolazione che protestano per i salari ridotti e le pensioni irrisorie. L’esercito ha deciso per l’aggravarsi delle tensioni di indire il coprifuoco con la gente che dalle nove di sera alle sette di mattina deve rimanere chiusa in casa. I mezzi blindati  occupano le strade di Santiago e inevitabilmente la memoria ritorna ai tempi del colpo di stato  del 1973 del dittatore Pinochet  e alla morte  del Presidente socialista  Salvador Allende sulla cui tomba Bettino Craxi, sfidando allora il nuovo regime, portò l’omaggio dei democratici e dei socialisti europei.

Le ragioni del deteriorarsi della situazione  sta principalmente nel fatto che, nonostante il buon andamento  degli indici  dell’economia cilena sono sempre maggiori le differenze  tra i poveri e coloro che fanno fatica a arrivare alla fine del mese con i livelli bassissimi dei salari e i benestanti e le classi più ricche  che continuano a aumentare i loro introiti. Perno dei ricavi economici rimane la produzione di rame che viene esportato soprattutto  in Cina. Ma la politica liberista impostata da Pineta, se ha contribuito a raddrizzare i  conti pubblici ha aumentato le disuguaglianze  e le sacche  di povertà coinvolgendo  negativamente anche i ceti medi. Gli episodi di guerriglia urbana di questi giorni con l’assalto e il saccheggio di vari supermercati dimostrano  che la situazione si è aggravata a tal punto che le misure di polizia e di riduzione della libertà personale decisi dal Governo difficilmente basteranno a riportare la calma in una popolazione che sta vivendo questo momento con profondo malessere e spaventata dai fantasmi di un passato che nessuno vuole rivivere.

Alessandro Perelli

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