venerdì, 23 Agosto, 2019

BANDIERA ROSSA

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Il Boeing 747 dell’Air China con a bordo il presidente cinese Xi Jinping è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle ore 19 di ieri sera. Poi, il lungo corteo presidenziale si è diretto a Roma al Grand hotel Parco dei Principi scortato dalle forze dell’ordine.
Tutta l’area di passaggio è stata blindata e un elicottero ha sorvolato la zona. All’esterno dell’albergo è stata issata la bandiera cinese. Dopo l’arrivo del corteo presidenziale le strade attorno all’albergo sono state riaperte al traffico mentre l’elicottero della polizia continua a sorvolare la zona. L’albergo, bonificato già nei giorni scorsi, è interamente riservato a Xi Jinping e alla sua delegazione. Al presidente sarebbe stata riservata la Royal Suite, di oltre 300 metri quadrati.
Imponente il dispositivo di sicurezza all’aeroporto di Fiumicino per l’arrivo del presidente cinese Xi Jinping. Lo scalo è una delle otto aree di massima sicurezza, assieme a due ‘green zone’, predisposte nella Capitale per tutta la visita di Stato. Presidiata da un nutrito spiegamento di polizia, carabinieri e guardia di finanza, anche con tiratori scelti ed unità cinofile, tutta l’area decentrata dello scalo romano in cui è stato fatto parcheggiare il Boeing 747 di Air China. Meticolosi i controlli anche per l’accesso della stampa accreditata che seguirà le fasi di arrivo del capo di Stato, della first lady e della folta delegazione al seguito. La sorveglianza, con il supporto di un elicottero, interessa le strade a ridosso dello scalo romano e il percorso della delegazione cinese diretta nella capitale. Prima del volo presidenziale, è atterrato un altro Boeing con a bordo la folta delegazione ed i giornalisti al seguito.

Il presidente cinese e i suoi ospiti potranno contare su un menù dedicato alla cucina cinese con parte del personale e lo stesso chef arrivati direttamente dalla Cina con i loro prodotti. L’hotel si è dovuto dotare di alcuni frigoriferi nuovi per l’occasione per contenere esclusivamente i pasti del presidente e del suo staff.
Tra i temi in programma durante la due giorni del presidente cinese Xi Jinping a Roma, c’è lo sviluppo del turismo. Un focus dedicato ad accordi bilaterali e prospettive di sviluppo sul turismo tra Italia e Cina si svolgerà venerdì pomeriggio all’Hassler hotel con il Ceo di Adr Ugo de Carolis, Serafino Lo Piano, il responsabile vendite Long-Haul Trenitalia, Michele Pignatti Morano, Responsabile Musei Ferrari Maria Carmela Colaiacovo, vice-presidente Confindustria Alberghi, Damiano De Marchi, Ricercatore Senior Ciset-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica e Jane Jie Sun, Ceo Ctrip.com
La giornata di oggi è piena di appuntamenti: prima al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella, poi un blitz all’Altare della Patria. Xi sarà alle 16,30 a Palazzo Madama, subito dopo, a Montecitorio per incontrare i presidenti delle due Camere. Il Capo di Stato della Cina avrà anche il tempo per un passaggio al Business Forum a Palazzo Barberini.

Stamane, Xi Jinping è arrivato al Quirinale per l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi, insieme, riceveranno i rappresentanti del Business Forum, del Forum culturale e del Forum sulla cooperazione nei Paesi terzi.
La macchina di Xi è stata scortata all’interno del palazzo del Quirinale dai corazzieri a cavallo.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto il suo omologo cinese Xi Jinping nel cortile del Quirinale, dove è stato schierato il picchetto d’onore.

Xi, accompagnato dalla moglie, elegantissima in abito verde pistacchio, dopo una stretta di mano con Mattarella e con la figlia Laura, è stato ricevuto con gli onori militari nel cortile del Quirinale. I due presidenti hanno ascoltato gli inni nazionali italiano e cinese e hanno passato in rassegna il reparto schierato per gli onori militari. Presenti i militari dell’Aeronautica, della Marina, i Granatieri di Sardegna e la banda dell’Esercito.
Sul Colle ed è stata issata anche la bandiera di Pechino. Poi, attraversando una lunga passerella rossa, Mattarella e Xi poi sono entrati al Quirinale per la presentazione delle delegazioni alla sala del Bronzino. Successivamente, Mattarella e Xi si sono spostati nello studio alla Vetrata per un colloquio riservato.
Dopo l’incontro, c’è stato un colloquio allargato con le rispettive delegazioni nella sala degli Arazzi di Lille. E infine nella Sala degli Specchi sono state fatte le dichiarazioni dei due presidenti.
Al termine dell’incontro, il Presidente Mattarella ha dichiarato: “I rapporti tra Italia e Cina sono eccellenti e l’intenzione è quella di imprimergli sviluppo ulteriore e di rafforzarli nell’ambito del nostro partenariato strategico globale, sottoscritto dai due governi nel 2004”.
Poi, Xi Jinping, rivolgendosi al Presidente Sergio Mattarella, ha detto: “Voglio invitare l’Italia a partecipare alla seconda Import Expo come ospite d’onore di quest’anno. Operiamo per rafforzare le sinergie tra le rispettive strategie di sviluppo per valorizzare la collaborazione nel settore portuale, della logistica e dei trasporti marittimi per costruire progetti qualificati e concreti sulla via della Seta, che così si potrà aumentare il flusso di investimenti in entrambi i sensi”.
Nella sua visita, il Presidente cinese, dopo aver incontrato il capo dello Stato Mattarella, incontrerà i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico.
In serata ci sarà la cena di Stato al Quirinale con 170 invitati. A chiudere l’evento sarà un concerto di Andrea Bocelli.
Il Presidente Mattarella ha assicurato: “L’Italia garantirà la sicurezza e la trasparenza dei rapporti con la Cina, creando un contesto reciprocamente libero ed equilibrato, consapevole però del fatto che gli investimenti nelle infrastrutture sono necessari”.
Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel giorno in cui inizia la visita del presidente cinese Xi Jinping a Roma, ha affidato le sue parole a cinque media cinesi per ribadire l’importanza di un progetto nel quale ha sempre creduto, ma anche i paletti necessari per la sua realizzazione. Un messaggio, quello del capo dello Stato, che arriva mentre l’Ue continua a mostrare scetticismo e anche a Roma non tutte le riserve sono state superate.
Il vicepremier Matteo Salvini non parteciperà al pranzo ufficiale al Quirinale perché impegnato in Basilicata. Ma è da Bruxelles, dove i 27 sono riuniti per il vertice Ue, che è arrivato l’affondo più duro, da parte del presidente del Parlamento Ue e numero due di Forza Italia, Antonio Tajani che ha tuonato: “E’ un grave errore quello che sta facendo l’Italia, bisogna fare accordi a livello europeo, anche confrontandosi con gli Usa. Con la scusa di esportare il ‘made in Italy’ non si può cedere sovranità ai cinesi”.
Una preoccupazione è emersa anche dalla decisione di inserire in agenda il tema degli accordi bilaterali dei singoli Paesi con Pechino, nella cena di stasera dedicata al prossimo vertice tra Europa e Cina di aprile.
Ma se Conte ha ostentato sicurezza, assicurando di non dover convincere i partner europei bensì semplicemente informarli, perché c’è pieno accordo, è stato ancora Mattarella, nella sua intervista, a spiegare i vantaggi non solo per l’Italia del Memorandum.
Il Presidente Mattarella ha già sottolineato: “L’obiettivo è che il partenariato italo-cinese possa ulteriormente svilupparsi, anche a più generale beneficio della collaborazione tra Europa ed Asia, che necessita di un volume sempre maggiore di investimenti sostenibili in infrastrutture, per assicurare un futuro di benessere e di pace per tutte le popolazioni dei due continenti”. Parlando di infrastrutture, è evidente che il riferimento del Presidente Mattarella include il completamento della Tav.
Il lavoro del Capo dello Stato sulla partnership con il Dragone, del resto, è iniziato da tempo, con la visita in Cina due anni fa, quando per la prima volta aprì alla Via della Seta ed è proseguito a Roma, non solo nei rapporti diplomatici con Pechino, che lo vede come un punto di riferimento, ma anche per trovare una sintesi tra gli alleati del governo gialloverde. E non è un caso che gli unici momenti in cui il presidente cinese rilascerà dichiarazioni saranno al Quirinale, dove Xi andrà tre volte nel corso della sua visita a Roma per poi partire, sempre in omaggio a Mattarella, per Palermo. Oltre ai timori di Bruxelles, ci sono quelli italiani, in particolare per quanto riguarda gli interventi nei porti di Genova e Trieste che, secondo i più critici, rischiano di finire come il Pireo in Grecia, finito di fatto in mano cinese. Non è una caso che tra i vari accordi a latere del memorandum proprio quelli che riguardano i porti siano ancora, secondo quanto si apprende, in via di definizione, limati fino all’ultimo tra Roma, che ha chiesto delle modifiche, e Pechino. Tanto che non è certo che rientreranno nel pacchetto che verrà firmato sabato. Ci sono poi le preoccupazioni degli Usa, tutti concentrati sull’interesse di Huawei sul 5G.
Il sottosegretario Michele Geraci, che da mesi lavora al dossier, ha precisato: “Ma il memorandum of understanding che l’Italia e la Cina firmeranno non ha nulla a che fare con il 5G e non nomina specifiche aziende. Grazie ad un nuovo ciclo dei rapporti con la Cina, l’Italia punta a recuperare almeno 7 miliardi di euro di esportazioni, superando il gap con la Francia”.
Il premier Giuseppe Conte, in un incontro con alcuni rappresentanti della stampa cinese, pubblicato sul sito web dell’agenzia ufficiale cinese Xinhu, in occasione dell’inizio della visita di Stato a Roma del presidente cinese Xi Jinping, la prima di un capo di Stato cinese da oltre dieci anni, ha dichiarato: “L’Italia crede che il nostro rapporto sia già molto solido e buono che la prospettiva di collaborazione sarà ulteriormente potenziata, con la firma a villa Madama del memorandum Italia-Cina. D’altra parte la tradizione della nostre relazioni è molto antica poiché le nostre due culture possono essere ricondotte a uno o duemila anni fa. Il presidente Sergio Mattarella era in Cina nel 2017 e vorrei ricordare che l’anno prossimo, nel 2020, celebreremo il 50esimo anniversario delle nostre relazioni diplomatiche. Lo aspettiamo con grande amicizia ed entusiasmo. Penso che la visita di Xi svolgerà un ruolo molto importante, dando un maggiore impulso alle nostre relazioni. E l’Italia è sempre a favore del dialogo, perché le sfide globali che ci attendono sono così insidiose che non è possibile affrontarle da soli, al di fuori di un efficace multilateralismo”.
Il premier, dopo aver ricordato ancora come commercio e scambi economici complessivi tra Italia e Cina siano già intensi, ha aggiunto: “E secondo me, possiamo ancora migliorare su questo, perché ovviamente la Cina è un’economia enorme con un potenziale enorme, anche per le aziende italiane”.
In particolare, Conte ha menzionato diversi settori in cui i due paesi potrebbero lavorare più strettamente insieme (tra cui turismo, agricoltura, urbanizzazione sostenibile, aviazione, trasporti, infrastrutture e innovazione tecnologica).
Conte ha concluso: “La visita del leader cinese aumenterà i legami bilaterali per realizzare tutto il potenziale e penso che la crescente collaborazione tra Italia e Cina avvantaggerà in primo luogo i due Paesi ma anche ne beneficeranno i Paesi terzi, perché la cooperazione rafforzata ci permetterà di affrontare insieme le sfide globali”.

Il momento conclusivo del viaggio sarà sabato mattina, quando, a Villa Madama, Xi incontrerà il premier Giuseppe Conte per firmare il Memorandum che segnerà l’ingresso dell’Italia nella Nuova Via della Seta.
Xi Jinping ripartirà da Fiumicino alle 14 alla volta di Palermo.
Martedì prossimo, a Parigi ci sarà un vertice a quattro sui rapporti tra Ue e Cina. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker dovrebbero affiancarsi al presidente francese Emmanuel Macron per incontrare il presidente cinese Xi Jinping, secondo alcune fonti dell’Eliseo e di Bruxelles. L’incontro dovrebbe tenersi alle dieci di mattina, anche se Pechino non avrebbe ancora dato l’assenso definitivo. Sul tavolo dei quattro leader, tra l’altro, dovrebbero esserci la riforma della Wto e i problemi di sovracapacità produttiva dell’industria siderurgica. Merkel e Juncker sarebbero stati invitati da Macron a partecipare al vertice, che si svolgerà nell’ambito della visita che Xi farà in Francia, dopo aver toccato l’Italia e il Principato di Monaco.

Dunque, nella ‘Nuova via della Seta’, la Tav è essenziale per il transito delle merci da Genova e Trieste al resto d’Europa. Sulla questione della Tav, recentemente Macron ha dichiarato che il problema è ‘Italo-italiano’.

Salvatore Rondello

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