lunedì, 17 Febbraio, 2020

Cina Usa. Nuove tensioni su Hong Kong

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Nuove tensioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e la Cina. Il ministero degli Esteri della Cina ha dichiarato che prenderà serie contromisure in seguito alla firma da parte del presidente americano Donald Trump della legge che sostiene i manifestanti pro-democrazia di Hong Kong. Pechino ha accusato gli Stati uniti di intenzioni minacciose.
Il ministro degli Esteri cinese ha espresso una forte opposizione al provvedimento firmato dal presidente statunitense. Per il capo della diplomazia cinese, l’iniziativa della Casa Bianca interferisce seriamente negli affari interni della Cina e viola le leggi internazionali e i principi fondamentali delle relazioni tra paesi.
Il presidente degli Stati Uniti Trump ha promulgato una legge a sostegno dei manifestanti di Hong Kong che protestano contro il Governo, gli “Human Rights and Democracy Act”.
L’inquilino della Casa Bianca ha anche firmato un secondo provvedimento che vieta l’esportazione di armi quali i gas lacrimogeni, i proiettili di gomma e le pistole stordenti, destinati alla Polizia di Hong Kong.

In una nota della Casa Bianca, Trump ha dichiarato: “Ho firmato i provvedimenti per rispetto nei confronti del presidente Xi, della Cina e di Hong Kong. I provvedimenti sono stati realizzati con la speranza che i leader e i rappresentanti della Cina e di Hong Kong saranno capaci di regolare amichevolmente le loro divergenze, portando alla pace e alla prosperità di lungo periodo per tutti”.
La Cina ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti chiedendo a Washington di “non far entrare in vigore” la legge promulgata dal presidente Usa Donald Trump che sostiene i manifestanti pro-democrazia di Hong Kong.

Il viceministro cinese degli Esteri Le Yucheng ha informato l’ambasciatore Terry Branstad della “ferma opposizione” del suo Paese ed ha esortato gli Usa a “correggere i loro errori” per non “causare problemi alle relazioni e alla cooperazione” tra Cina e Stati Uniti.
Dopo la firma del presidente Usa, Donald Trump, alla legge sui diritti umani e la democrazia a Hong Kong, che prevede il rinnovamento annuo dello status speciale conferito da Washington all’ex colonia britannica e spiana la strada a sanzioni nei confronti dei funzionari cinesi e di Hong Kong accusati di violare le libertà garantite all’ex colonia, la Cina ha minacciato di adottare dure contromisure verso gli Stati Uniti.
In dettaglio, la legge, approvata la scorsa settimana all’unanimità dal Senato con il sostegno di tutti i deputati tranne uno, imporrebbe al dipartimento di Stato americano di certificare che Hong Kong mantenga una sufficiente autonomia, tale da giustificare le privilegiate relazioni commerciali con gli Stati Uniti. Nel provvedimento vengono inoltre minacciate sanzioni nel caso di violazioni dei diritti umani.
In una nota diffusa stamane, il ministero degli Esteri cinese ha scritto: “Intimiamo agli Usa di non agire arbitrariamente, o altrimenti la Cina dovrà fermamente contrattaccare e gli Stati Uniti dovranno sostenere tutte le relative conseguenze. Hong Kong è un affare interno della Cina e, con la legge firmata oggi da Trump, gli Stati Uniti puntano a danneggiare il modello ‘un Paese, due sistemi’ sul quale si è impegnata Pechino dopo aver riacquistato la sovranità dell’ex colonia nel 1997”.

La condanna alla legge è arrivata anche dall’ufficio del governo cinese che si occupa dei rapporti con le ex colonie di Hong Kong e Macao, che accusa gli Stati Uniti di essere dietro alle proteste anti-governative, sfociate nel caos e nelle battaglie tra polizia e manifestanti delle ultime settimane.
L’amministrazione di Hong Kong ha espresso, invece, estremo rammarico alla firma della legge, definita inutile e ingiustificata e che danneggia le relazioni e invia un messaggio sbagliato ai manifestanti, senza contribuire ad alleviare la situazione.
La Cina aveva già convocato settimana scorsa i diplomatici statunitensi a Pechino per protestare contro il via libera del Congresso Usa alla legge, che viene firmata in un momento in cui Cina e Stati Uniti stavano per avvicinarsi alla firma dell’accordo per la fase uno sulla disputa tariffaria.

Il messaggio della Casa Bianca punta a non innalzare le polemiche con Pechino. Con la firma dei due provvedimenti, che avrebbero un sostegno bipartisan, auspicando che Cina e Hong Kong possano risolvere in maniera amichevole le proprie divergenze e arrivare alla pace e alla prosperità di lungo periodo per tutti.
Dunque, sembrerebbe una ulteriore sceneggiata sullo scacchiere internazionale che dovrebbe concludersi con un nulla di fatto. Intanto, tutte le proteste di Hong Kong sono state duramente represse. Però, i protestanti hanno stravinto le recenti elezioni.

Salvatore Rondello

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