mercoledì, 13 Novembre, 2019

Cinti Luciani: Più donne e più Europa per una comunità più giusta

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Sono cinque le candidate nella lista +Europa, scelte dal segretario Maraio per puntare a una maggiore presenza femminile e socialista nel prossimo parlamento di Strasburgo, che sarà rinnovato dal voto di domenica 26 maggio.
Dopo Simona Russo e Maurizia Bertoncino, oggi è la volta di Rita Cinti Luciani, candidata nella circoscrizione Nord Est, di cui presentiamo una breve scheda prima di passare all’intervista.

Rita Cinti Luciani nasce e vive a Codigoro, in provincia di Ferrara. Sposata, laureata in Filosofia all’università di Bologna, è docente in lettere all’I.C. di Codigoro. Dal 1988 è stata consigliere e vicesindaco del Comune di Codigoro e poi consigliere e assessore provinciale di Ferrara, con deleghe alla cultura, istruzione e pari opportunità. Dal 2006 al 2016, per due mandati consecutivi, è stata sindaco di Codigoro.

Perché ti sei candidata?
«Perché l’Unione Europea deve essere più aperta ma più nostra. Perché non possiamo perdere la nostra identità, i nostri valori e la nostra cultura. La nuova Europa deve rappresentare un “sogno” realizzabile basato sui grandi principi che hanno ispirato uomini come Spinelli, Rossi e Turati. Superare l’Europa della moneta, del rigore, delle divisioni. E’ necessaria una sola voce in campo internazionale. Un unico esercito europeo. Tutto questo non è un sogno irrealizzabili ma ha un nome ben preciso: “Stati Uniti d’Europa”».

Quali sono i punti principali del tuo programma?
«L’Europa deve essere più giusta, più giovane, più sicura e competitiva».

In che senso più giusta?
«Perché deve essere in grado di dare risposte ai grandi temi del lavoro, della concorrenza “sleale” alle nostre imprese a livello internazionale, ridare voce al ceto medio e affrontare l’emergenza della povertà sempre più dilagante, a partire dal sistema previdenziale insufficiente a far fronte alle fragilità dei nostri concittadini».

Con anche nuove regole per il mercato del lavoro?
«Costruire un mercato del lavoro moderno significa non lasciare nessuno solo ma accompagnarlo in tutte le fasi della vita professionale con un grande piano di politiche attive e  formative. Garantire a tutti i cittadini il  diritto alla formazione è il modo migliore per proteggerli da un mercato del lavoro in continua evoluzione, sempre di più basato sulle competenze».

Scuola, lavoro e disoccupazione. Le politiche dell’Unione per i giovani sono adeguate ai tempi?
«Il futuro di tante generazioni di giovani dell’era “Erasmus” è nelle mani della nuova Europa. Così com’è oggi non e più sufficiente: è un’Europa lontana, di “rigore” con ancora troppe contraddizioni istituzionali. Il nostro obiettivo è quello di dare una risposta a tutti i giovani che pensano non sia possibile farcela da soli. Per diventare, prima che liberi professionisti, professionisti liberi».

Quale è la riforma più importante che il prossimo parlamento europeo deve varare o, almeno, impostare?
«C’è bisogno di un vero governo cui attribuire poteri reali in almeno tre settori: politica di sicurezza e immigrazione, economia e difesa. Una federazione unica per essere ancora più forti, che parli nell’interesse di tutti. Un commercio internazionale che favorisca le nostre imprese e tuteli le nostre eccellenze e il Made in Italy».

Il Psi ha candidato cinque donne. Pensi che una maggiore presenza femminile possa contribuire a una Unione meno distaccata dalla realtà e dai problemi di tutti i giorni?
«Più donne più Europa è il mio slogan perché le elezioni Europee del 26 maggio saranno fondamentali per il futuro dell’Italia e del ruolo dell’Italia in Europa. Senza odio, rancore, paura. Ma con la consapevolezza che è possibile un’Europa più sicura, più “nostra”, più equa».

Antonio Salvatore Sassu

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