sabato, 26 Settembre, 2020

Cirinnà toglie dall’immobilismo il Pd e sfida la Raggi

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Ancora una volta è Monica Cirinnà a rompere gli indugi e a togliere le castagne dal fuoco a un Partito che sembra immobile, così come in passato ha fatto con una legge finita nel dimenticatoio, quella delle coppie di fatto.
Se ne parlava ormai da mesi e in queste ore arriva l’annuncio, la senatrice del Pd, rompe gli indugi:
“Siccome stanno tutti fermi, dicono fino alle regionali, ma poi verranno i giorni per attutire i colpi e i contraccolpi, poi quelli della riflessione, infine chissà che altro, io venerdì parto per un giro d’ascolto della città. Da Garbatella, con il presidente del municipio Amedeo Ciaccheri, che coagula mondi di sinistra fuori dal Pd”, dice in un’intervista a Repubblica annunciando di volersi candidare alle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco di Roma, “se ci saranno”.
In effetti il Pd non sembrava aver trovato alternative valide alla Sindaca dei 5stelle, ma a togliere dall’immobilismo i dem ci ha pensato la Cirinnà che ha precisato:
“Io non cerco poltrone né uno stipendio. Trovo anzi pericolosa la spasmodica caccia fatta nelle segrete stanze al candidato magico, che qualcuno chiama di prima fascia, ritenendo possa essere l’unto dal Signore. Sono una donna libera e come tale intendo correre alle primarie, se ci saranno, per mettere al servizio di Roma 20 anni trascorsi in consiglio comunale e 7 in Senato”.
Il suo annuncio leva dalla morsa un Pd che sembra sempre più legato al Movimento fondato da Casaleggio e da Grillo e che potrebbe ripartire proprio lì dove cominciò il suo affondo a vantaggio dei pentastellati, Roma.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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