lunedì, 22 Luglio, 2019

Colf e badanti: entro il 10 gennaio il versamento all’Inps

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INPS

COLF E BADANTI: ENTRO IL 10 GENNAIO IL VERSAMENTO ALL’INPS

Dal 1° al 10 gennaio 2019 è possibile pagare i contributi dovuti per i lavoratori domestici riferiti al 4° trimestre (ottobre – dicembre) del 2018.

Al riguardo – giova ricordare, inoltre, – e sempre con riferimento al lavoro domestico, che lo scorso anno è stato sottoscritto, fra le rappresentanze sindacali, l’accordo relativo alle retribuzioni minime di colf e badanti.

Oltre alle retribuzioni minime con l’accordo di rinnovo del Ccnl lavoro domestico sono stati aggiornati anche i valori convenzionali di vitto e alloggio da erogare con decorrenza 1° gennaio 2018.

I contributi previdenziali utili ai fini pensionistici e previdenziali dei collaboratori domestici, hanno presentato anche una ulteriore novità sui versamenti da corrispondere rispetto all’anno precedente.

Per i datori di lavoro, in particolare, vige un obbligo di pagamento degli oneri assicurativi su base trimestrale e in base alle ore effettivamente lavorate. Il pagamento può avvenire con diverse modalità come:

Utilizzo di bollettini Mav da inviare all’Inps per l’attestazione del corretto pagamento dei contributi ai lavoratori domestici.

Servizio online sul portale dei pagamenti dell’Inps. In questo caso la sezione da utilizzare è pagamento immediato pagoPa.

Presso i punti aderenti al circuito Reti amiche, comunicando il codice fiscale e la tipologia di contribuzione da corrispondere.

Sul sito dell’Inps, è allocato un’agevole software per la simulazione del calcolo degli oneri assicurativi dovuti per il personale domestico. In tutti i casi comunque è l’Inps che invia a domicilio i modelli di pagamento ai datori di lavoro domestico in base alle modalità da loro indicate.

Per il 2018 (anno al quale si riferisce ancora l’operazione di cui si tratta) l’Istat ha rilevato una variazione dei prezzi al consumo pari all’1,1% per le famiglie degli operai e degli impiegati per il 2017. Di conseguenza l’Inps ha rideterminato l’importo delle retribuzioni convenzionali sulle quali calcolare i contributi per previdenza e pensioni di colf e badanti assunti con regolare contratto. 

Per i rapporti di lavoro a termine invece continua ad applicarsi il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,4% (L. 92/2012).

Di seguito, e per ogni opportunità, si riporta la tabella dei contributi relativi all’anno di riferimento 2018:

Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali – retribuzione oraria effettiva – contributo orario (tra parentesi la quota a carico del lavoratore) con Cuaf (*) senza Cuaf

Retribuzione oraria                     Contributo orario con Cuaf                           Contributo orario senza Cuaf*

fino a 7,97 euro                                 1,51 (0,35)                                                          1,51 (0,35)

da 7,97 euro fino a 9,70 euro            1,70 (0,40)                                                        1,71 (0,41)

oltre 9,70 euro                                   2,07 (0,49)                                                         2,08 (0,49)

più di 24 ore settimanali                1,10 (0,26)                                                           1,10 (0,26)

Come sopra specificato a queste quota va aggiunta l’eventuale addizionale dell’1,4% per i contratti a tempo determinato (tranne per le sostituzioni di lavoratori assenti).

(*) Il contributo Cassa Unica Assegni Familiari (Cuaf) è sempre dovuto, esclusi i casi di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi. (parenti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati). Fra parentesi è invece indicata la quota parte a carico del lavoratore. Se la colf però lavora più di 24 ore settimanali presso la stessa famiglia l’onere previdenziale complessivamente dovuto è di 1,10 euro (0,26) (o di 1,10 (0,26) senza Cuaf) a prescindere dalla retribuzione oraria effettivamente percepita.

Da rammentare, infine, che Per il 2018 sono valse le seguenti date di scadenza per il versamento dei contributi dei domestici: Prima rata: dal 1° al 10 aprile 2018; Seconda rata: dal 1° al 10 luglio 2018;
Terza rata: dal 1° al 10 ottobre 2018; Quarta rata: dal 1° al 10 gennaio 2019.

Il prossimo termine di pagamento quello relativo al 1° trimestre 2019 (periodo gennaio – marzo 2019), sarà per il 10 aprile prossimo.

Inps

RINNOVO PENSIONI 2019: I NUOVI IMPORTI

L’Istituto, con la circolare Inps n. 122 del 27 dicembre 2018, ha comunicato di aver concluso le attività di rinnovo delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, propedeutiche al pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali nel 2019.

La circolare illustra i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, l’impostazione dei relativi pagamenti, nonché le modalità gestionali delle prestazioni di accompagnamento a pensione per il 2019.

L’entrata in vigore della legge di bilancio del 2019 potrebbe produrre variazioni agli incrementi descritti nella circolare.

Con successiva circolare si illustreranno le eventuali modifiche apportate e la relativa applicazione, tenuto conto dei tempi necessari alla realizzazione delle implementazioni dei sistemi gestionali e della loro messa in esercizio.

La rivalutazione dei trattamenti previdenziali deriva dal D.I. (Lavoro-Economia) 16 novembre 2018 che ha previsto: la conferma dell’aumento percentuale dell’1,1% per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2017, a partire dal 1° gennaio 2018; e la nuova percentuale di variazione dell’1,1% per il calcolo della perequazione delle pensioni, per l’anno 2018, a partire quindi dal 1° gennaio 2019, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.

È utile ricordare, a tale proposito, che la predetta rivalutazione è stata effettuata in base alla normativa vigente. Infatti, con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 gli incrementi delle pensioni nel 2019 potrebbero subire dei cambiamenti. Appena ci saranno ulteriori novità l’Inps provvederà a fornire un aggiornamento con una nuova circolare.

Nel frattempo, con la Circolare n. 122 del 27 dicembre 2018, l’Istituto ha fornito i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per l’anno 2019.

Di seguito e per ogni opportunità si riportano i più comuni trattamenti pensionistici e i relativi importi aggiornati.

Pensioni minime

A seguito della perequazione delle pensioni, per l’anno 2019 il trattamento minimo Inps per i lavoratori dipendenti e autonomi è risultato pari a: 513,01 euro mensili (507,42 euro nel 2018); e 669,13 euro annui (6.596,46 nel 2018) con maggiorazione.

L’assegno vitalizio invece ammonta, per l’anno 2019, a: 292,43 euro mensili (289,24 euro nel 2018); 801,59 euro annui (3.760,12 euro).

Con riferimento alla pensione sociale 2019: l’importo mensile è pari a 377,44 euro; che corrisponde a un importo annuo di 4.906,72 euro. L’assegno sociale 2019 invece: prevede un importo mensile di 457,99 euro; che corrisponde a un importo annuo di 5953,87 euro.

Per poter godere dei predetti importi, non bisogna però superare alcuni limiti reddituali, sia personali che congiunti.

In particolare, per la pensione sociale: la soglia reddituale personale da non splafonare è di 4906,72 euro; mentre quello coniugale è di 16.905,90 euro.

Con riferimento all’assegno sociale invece: il limite personale è di 5.953,87 euro; mentre quello coniugale è di 11.907,74 euro.

Invalidi civili, ciechi civili e sordomuti

La soglia reddituale per il diritto alle pensioni in favore dei mutilati, invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti, per l’anno 2019, sono pari a 16.814,34 euro; mentre per gli invalidi parziali, sempre per l’anno 2019, il tetto massimo da non superare è pari a 4.906,72 euro.

I pagamenti dei trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, le rendite vitalizie dell’Inail vengono effettuati il primo giorno bancabile di ciascun mese. Se tale giorno coincide con un giorno festivo o non bancabile, la corresponsione della pensione slitta al giorno successivo. Fa eccezione il mese di gennaio nel quale l’erogazione viene eseguita il secondo giorno bancabile.

L’allarme dei Caf

A RISCHIO DICHIARAZIONI ISEE 2019

Le dichiarazioni Isee 2019 sono a rischio. A lanciare l’allarme i Caf, che lamentano una “incongruenza tra la mole di lavoro” di cui si potrebbero ulteriormente fare carico in seguito alle nuove misure introdotte in manovra e “l’insufficiente copertura finanziaria che già nel corso del 2018 non è riuscita a coprire interamente i costi vivi, essendo decaduto il finanziamento aggiuntivo del ministero del Lavoro, valido solo per il 2018″. Da qui la “richiesta urgente” dell’apertura di un tavolo di confronto sul rinnovo della convenzione rivolta formalmente al presidente dell’Inps, Tito Boeri, e per suo tramite ai ministeri del Lavoro e dell’Economia.

“Ad oggi – si legge in una recente nota della Consulta nazionale dei Caf – i Caf non hanno alcuna certezza rispetto all’attività Isee 2019 che avrà un ulteriore significativo incremento in termini numerici e di complessità per effetto delle diverse misure che il governo e il Parlamento intenderebbero adottare”.

“I Caf – spiegano i due coordinatori della Consulta nazionale dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini – possono essere gli sportelli dello Stato sul territorio, grazie alla stretta vicinanza e al rapporto fiduciario instaurato negli anni con i cittadini, a tutto vantaggio della pubblica amministrazione che può contare su una rete esistente, capillare e dotata di professionalità e competenze consolidate”. “La fornitura di eventuali nuovi servizi da parte dei Caf – sottolineano ulteriormente Bagnoli e Soldini – rende tuttavia necessario il recupero delle risorse economiche per l’Isee data l’insufficienza di copertura economica, (a meno di rifinanziamenti) sulle risorse dell’Inps e del ministero del Lavoro”.

Carlo Pareto

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