venerdì, 22 Novembre, 2019

Colf e badanti, il 10 luglio termine ultimo per i versamenti Inps

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Contributi colf e badanti
ENTRO IL 10 LUGLIO IL VERSAMENTO ALL’INPS
Il 10 luglio prossimo scade il termine ultimo utile per il versamento dei contributi previdenziale dovuti dai datori di lavoro domestico per il secondo trimestre solare di quest’anno (1°aprile – 30 giugno). L’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 16 del 01/02/2019) ha già fornito gli importi da corrispondere all’Istituto e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che l’Istat ha comunicato, nella misura del 1,1%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2017 – dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018 – dicembre 2018. Conseguentemente, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, per l’anno 2019, ha fatto registrare parziali ritocchi nelle fasce di retribuzione, pubblicate con la citata circolare n. 16 del 1 febbraio 2019, su cui calcolare i contributi dovuti per il corrente anno per i lavoratori domestici. Restano invece in vigore gli esoneri previsti ex art. 120 legge 23 dicembre 2000, n. 388, avente decorrenza 01/02/2001, nonché gli esoneri istituiti ex art. 1, comma 361 e 362 legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 01/01/2006 – come indicato nella circolare n. 19 dell’8/02/2006. Per cui si conferma la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti ai contributi Cuaf che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva. Per il rapporto di lavoro a tempo determinato continua ad operare il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, prefigurato dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, al comma 28, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti. La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si ricorda – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

I CONTRIBUTI 2019

Retribuzione oraria                       Contributo orario con Cuaf           Contributo orario senza Cuaf*
fino a 8,06 euro                                   1,52 (0,36)                                                   1,53 (0,36)
da 8,06 euro fino a 9,81 euro          1,72 (0,40)                                                   1,73 (0,40)
oltre 9,81 euro                                     2,10 (0,49)                                                   2,11 (0,49)
più di 24 ore settimanali                  1,11 (0,26)                                                   1,12 (0,26)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Importante, dal 10 giugno 2019 è attivo su tutto il territorio nazionale, tramite la rete “SisalPay”, il pagamento online dei contributi per i lavoratori domestici in 32.000 bar, tabacchi ed edicole

Il datore di lavoro domestico potrà d’ora in poi effettuare il pagamento degli oneri contributivi in contanti e in modo veloce e sicuro, senza avere necessità di utilizzare alcun bollettino o altro supporto cartaceo, comunicando soltanto all’operatore il codice fiscale (persona Fisica o Giuridica) e il codice rapporto di lavoro. A versamento avvenuto, sarà rilasciata una doppia ricevuta, una per il datore di lavoro e una per il lavoratore, in cui sono presenti tutti i dati utili che attestano il pagamento.

Osservatorio sui lavoratori domestici
INPS: PUBBLICATI I DATI 2018

È stato recentemente pubblicato l’Osservatorio sui lavoratori domestici con i dati del 2018. Lo scorso anno i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 859.233, con un decremento rispetto al 2017 pari a -1,4%.

Una più ampia diminuzione si è registrata nel biennio 2013-2014 (-4,9%), dopo il forte aumento del numero di lavoratori del 2012 (+12,3% rispetto all’anno precedente) per effetto della sanatoria riguardante i lavoratori extracomunitari irregolari.

Negli ultimi sei anni si nota che il trend decrescente del numero di lavoratori domestici riscontrato nel complesso è simile tra maschi e femmine, anche se la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine, il cui peso sul totale è cresciuto nel corso del tempo e ha raggiunto nel 2018 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’88,4%.

Nel 2018 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro evidenzia che il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 29,7%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,4%, dal Nord-Est con il 20%, dal Sud con il 12,3% e dalle isole con il 9,6%.

La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 155.467 lavoratori (18,1%), seguita dal Lazio (14,8%), dall’Emilia Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

Dl crescita
ISEE PIÙ FLESSIBILE PER REDDITO DI CITTADINANZA

E’ un indicatore della situazione economica equivalente, in acronimo Isee, uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. È un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia).

Proprio con riguardo a tale misura, nel provvedimento, messo recentemente a punto dal governo, vengono ampliati i casi in cui potrà essere richiesto l’Isee corrente e viene inoltre espressamente introdotta la doppia opzione di calcolo per l’Isee ordinario, utilizzabile formalmente se risulta più conveniente.

Sono queste infatti le principali novità introdotte nel Decreto crescita che mira anche a rendere meno rigidi i requisiti per ottenere l’indicatore provvisorio e venire incontro alle esigenze di quei cittadini cui è mutata, in peggio, la situazione economica. Per effetto di queste importanti innovazioni, si allargherà pure la platea dei beneficiari che potranno accedere al Reddito di cittadinanza.

Il quadro di riferimento di partenza, il Dpcm 159/2013, stabiliva che l’Isee corrente poteva essere chiesto se si verificava la concomitanza di due eventi: da un lato, la situazione reddituale del nucleo familiare che subiva un’oscillazione negativa superiore al 25%; dall’altro, la variazione della situazione lavorativa, avvenuta nei 18 mesi precedenti alla richiesta, di almeno uno dei componenti del nucleo familiare.

Adesso, con il Decreto crescita, i requisiti diventano alternativi e si aggiunge un’ulteriore opportunità rispetto a quelle originarie. La misura migliora la situazione per i richiedenti.

Nello specifico, oltre alle fattispecie previste dal Dpcm 159/2013, possono richiedere l’indicatore provvisorio quelle famiglie in cui uno dei componenti perde il lavoro – o un trattamento assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef – oppure se la situazione reddituale del nucleo familiare non dovesse cambiare del 25%, un’eventualità che può ricorrere in numerosi casi.

Sulla doppia opzione di calcolo, infine, il Decreto crescita ha modificato il comma 4 dell’articolo 10 del Decreto legislativo 147/2017 secondo cui, per il conteggio dell’Isee ordinario, devono essere considerati i patrimoni e i redditi del secondo anno precedente. Dall’entrata in vigore della norma, la richiesta potrà riferirsi a quelli del primo anno precedente, se questi risultano più convenienti per i cittadini.

In questo modo, in virtù del nuovo scenario normativo, si risolvono i problemi per i richiedenti il Reddito di cittadinanza che avevano lavorato nel 2017 cui, di fatto, era precluso l’accesso al beneficio.

Se, infatti, per richiedere il Reddito di cittadinanza si doveva fare riferimento all’Isee dell’anno precedente, chi aveva appena perso il lavoro non rientrava nei requisiti necessari. Al contrario, la valutazione delle domande sulla base del reddito corrente consentirà ai disoccupati in situazioni particolari, dunque anche se percettori di sussidio o disoccupati da oltre 18 mesi, di accedere alla misura.

Nuove assunzioni all’Inps
IL BENVENUTO NELL’ISTITUTO DI BONGIORNO E TRIDICO
Il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e il presidente dell’Inps Pasquale Tridico hanno salutato gli oltre 3.000 nuovi consulenti della protezione sociale che l’altro giorno hanno firmato il contratto a tempo indeterminato con l’Inps. Si tratta della prima infornata di 3.009 funzionari, selezionati con un concorso pubblico, alla quale entro il 2019 ne seguirà una seconda di 498 idonei, che porteranno a un totale di 3.507 le assunzioni nei ruoli del personale area C (posizione economica C1).

“La mia sollecitazione è di interpretare il vostro ruolo non solo con la mente ma anche con il cuore. Non guardate l’orologio ma guardate gli obiettivi”, ha affermato Bongiorno rivolgendosi a una folta rappresentanza di neo assunti che hanno affollato la grande sala Mancini e altre sale della Direzione generale dell’Inps a Roma, oltre a tutti gli altri che hanno seguito in diretta video, dalle varie direzioni regionali dell’Inps, il convegno di accoglienza “Nuove energie che accompagnano il welfare degli italiani”. “Molti di voi sono giovani e credo che oggi si attua l’inizio di un percorso che è di ricambio generazionale” ha detto Bongiorno.

“Noi non facciamo solo previdenza ma anche protezione sociale, – ha spiegato Tridico – serviamo anche l’utenza debole. Come dico sempre ai miei dirigenti ‘siate generosi con i deboli e forti con i forti’, perché si dà o non si dà una prestazione su atti burocratici e freddi. Ma l’Inps è il braccio armato dell’Articolo 3 della Costituzione, ovvero deve garantire l’uguaglianza e implementare la coesione sociale”. E proprio con la lettura dell’Art. 3 della Costituzione suggellata dall’inno di Mameli, Tridico ha concluso la prima sessione del convegno.

Carlo Pareto

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