lunedì, 26 Ottobre, 2020

L’Europarlamento promuove la Commissione Ue

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Via libera dal Parlamento europeo alla Commissione targata Ursula von der Leyen promossa con 461 sì, 157 contrari e 89 astenuti. Una maggioranza superiore a quella che sosteneva il quella guidata dal predecessore Jean-Claude Juncker che vantava 423 a favore ottenuti nel al suo insediamento nel 2014.

“Non vedo l’ora di iniziare a lavorare. Il fatto che oggi siamo in grado di avere un’ampia maggioranza stabile lo considero un voto a favore di un’agenda di cambiamento”, ha detto von der Leyen dopo la votazione. Il Movimento 5 stelle non ha cominciato nel migliore dei modi portando anche in Europa le divisioni che regnano all’interno del dei 5 Stelle a cominciare da quelle sulla sua leadership e concretizzando così anche in Europa il dissenso interno verso il capo politico Di Maio.

Dieci eurodeputati pentastellati infatti hanno appoggiato il nuovo esecutivo comunitario, due hanno votato contro e due si sono astenuti. “Il Movimento 5 stelle ha un’anima diversificata come è noto e c’è chi probabilmente non si sente a proprio agio, legittimamente. È una scelta personale ma il M5s oggi, pur con riserve e con le dovute cautele, appoggia questa commissione”, afferma la capodelegazione del M5s al Parlamento europeo Tiziana Beghin. Un tentativo di celare le divisioni in un Movimento ove fino a ieri chi pensava o esprimeva opinioni veniva defenestrato senza possibilità di appello.

“Sono molto lieta mi sento onorata da questa maggioranza travolgente”, ha detto ancora von der Leyen la dopo l’ok del parlamento europeo. Il cambiamento che von der Leyen intende tracciare, passerà anche dalla questione ambientale, al centro dell’agenda con il Green New Deal. Nel suo discorso in plenaria al Parlamento Ue prima del voto, la presidente ha portato l’attenzione sulle emergenze dell’ultimo periodo, ricordando anche quanto accaduto a Venezia con l’acqua alta.

“La protezione del nostro clima è una questione esistenziale per l’Europa e per tutto il mondo, e non potrebbe essere altrimenti. Vediamo Venezia sott’acqua, le foreste in Portogallo colpite da incendi, la siccità in Lituania. È successo anche in passato, ma non possiamo perdere neanche un secondo, dobbiamo lottare contro il cambiamento climatico”.

Per il suo percorso a Bruxelles, von der Leyen conta anche su Paolo Gentiloni, commissario agli Affari economici. “Ogni Stato membro dell’Ue si è impegnato per gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Onu. Gentiloni gestirà il raggiungimento degli obiettivi, ne è convinto e io credo in lui”, ha spiegato. “La commissione parte con un consenso del parlamento addirittura superiore a quello della Commissione precedente e questo è di buon auspicio – è il commento di Gentiloni -. Per quanto riguarda il mio lavoro, come commissario all’economia, la priorità assoluta sarà il rilancio della crescita. C’è molto da cambiare e da fare per rilanciare la crescita in Europa, per renderla più sostenibile sul piano ambientale e sul piano sociale”.

L’esecutivo comunitario entrerà in carica l’1 dicembre, con un mese di ritardo rispetto alle previsioni. Il ritardo è dovuto alle bocciature inflitte proprio dal Parlamento europeo ai tre commissari designati da Francia, Romania e Ungheria che hanno poi dovuto ripiegare su altri nomi. A luglio von der Leyen aveva superato la fiducia sul suo nome, con una maggioranza di appena nove voti.

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