sabato, 25 Gennaio, 2020

COMMISSIONI, IL MONITO DI NENCINI: «SIANO SCELTI I PRESIDENTI CON COMPETENZA O TOGLIAMO IL VOTO»

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Nencini-Psi

Dopo l’entusiasmo seguito alla nascita del governo di “grande coalizione” guidata da Enrico Letta, non tardano a farsi sentire i primi scricchiolii. A dare fuoco alle polveri era stato, immancabilmente, il Cavaliere che, quasi a voler mettere le cose in chiaro sul suo “peso”, aveva minacciato di togliere l’appoggio al governo in merito alla questione della restituzione dell’Imu. C’era da aspettarselo. Più complessa, invece, potrebbe rivelarsi una divisione in seno al centrosinistra. Tra i pomi della discordia più’ o meno espliciti, infatti, l’ultimo sembra rappresentato dalle nomine dei presidenti delle commissioni. «Sarà quella l’ultima occasione nella quale registrare se tutta la maggioranza goda di pari dignità o permangano invece infondati pregiudizi». Ad affermarlo è il segretario del Psi, Riccardo Nencini, in riferimento proprio alla prossima nomina dei presidenti delle commissioni prevista per martedì.

BASTA “GRANE” – Nencini aveva ricordato come, nel corso degli ultimi giorni, si fossero accumulate una serie di difficoltà, invitando la maggioranza ad agire in base principi chiari e a una metodologia scevra da conflitti e posizioni ideologiche. «E cinque! Cinque grane in cinque giorni. In ordine: Imu, presidenza della Convenzione, caso Biancofiore, caso Miccichè e, infine, l’opposizione del Pdl allo Ius Soli». Una presa di posizione, quest’ultima, che lascia pensare molto, soprattutto alla luce delle recenti “esternazioni” della Lega contro il neoministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge. Una posizione che osteggia una grande battaglia patrimonio della cultura socialista e laica permeata dall’affermazione di una visione ampia dei diritti sociali soprattutto su tematiche che riguardano le sfide per il futuro come quella dello Ius Soli.

IL MONITO DI NENCINI – Di fronte a questo scenario, Nencini ha lanciato un monito chiaro a tutte le forze della maggioranza, ma soprattutto agli alleati della coalizione di centrosinistra: «Di questo ritmo il “comple-settimana” registrerà sette grane, tante quanti sono i vizi capitali. Competenza, esperienza e nessun conflitto di interessi siano i criteri ispiratori per eleggere martedì i presidenti delle commissioni. Diversamente», avverte il segretario socialista, «non ci sarà il nostro voto».

SU COPASIR E VIGILANZA RAI? È SCONTRO LEGA-5STELLE – Intanto non si placa la polemica in merito alle due commissioni chiave, storicamente affidate all’opposizione come garanzia di “vigilanza” democratica. Il Movimento 5 Stelle non si arrende, infatti, su Copasir e Vigilanza Rai. Proprio oggi il capogruppo al Senato, Vito Crimi, è andato all’attacco della Lega, definendola «incompatibile» con la commissione sui servizi segreti perché «secessionista». «Il Copasir è incompatibile con la Lega Nord – sottolinea Crimi. È un partito secessionista che vuole sovvertire l’ordine del Paese. È incompatibile con una commissione che deve tutelare l’ordine, un partito che fa della secessione il suo cavallo di battaglia». ?Un’accusa pesante alla quale  Lega, nella persona di Maroni, risponde accusando i 5Stelle di «Neo-poltronismo grillino.

LA “PARTITA” SULLE COMMISSIONI – La partita riguardo le presidenze delle commissioni ordinarie di Camera e Senato si chiuderà martedì, giorno in cui le stesse commissioni si insedieranno. Le trenta cariche andranno alla maggioranza, spartite a metà fra Pd e Pdl, con sei posti al massimo per Scelta civica. Sui nomi è alta tensione tra Pd e Pdl: i democratici non sono d’accordo sulla volontà del Pdl di piazzare due ex ministri come Nitto Palma alla commissione Giustizia e Paolo Romani alla Trasporti (che si occupa di telecomunicazioni, commissione cruciale per le attività imprenditoriali di Berlusconi). In seguito, si aprirà la trattativa per le bicamerali, riservate alla minoranza. Per gli organismi permanenti dei due rami del Parlamento il lavoro non manca: sono già 1218, infatti, le proposte di legge presentate, 692 a Montecitorio e 526 (disegni di legge, in questo caso) a Palazzo Madama. Le proposte di legge costituzionale, che necessitano di un doppio passaggio nei due rami del Parlamento, sono complessivamente, dall’inizio della legislatura, 105: 57 alla Camera e 48 al Senato. In perfetta parità, le proposte per la ratifica di trattati internazionali: 6 a Montecitorio e 6 a Palazzo Madama. In tutto 65 i provvedimenti di delega al governo, 35 alla Camera e 30 al Senato.

Roberto Capocelli

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