domenica, 12 Luglio, 2020

RdC: entro il 31 va presentato l’Isee. Con flat tax autonomi 10 mila lavoratori con regime forfettario in meno

0

Reddito di cittadinanza
ENTRO IL 31 GENNAIO VA PRESENTATO L’ISEE
Il reddito di cittadinanza permette ai nuclei familiari con disagio economico di avere un integrazione del reddito familiare volto al superamento della soglia di povertà individuata dall’Istat in 780 euro mensili. Ovviamente il sostegno economico è destinato solo alle famiglie con determinati requisiti reddituali e patrimoniali, monitorati con la presentazione del modello Isee.
Nel decreto 4/2019, infatti, l’erogazione del reddito di cittadinanza è vincolato al rinnovo dell’Isee alla sua scadenza. Tutti gli Isee richiesti nel corso del 2019, però, sono andati in scadenza il 31 dicembre 2019. Per chi, quindi, percepisce il reddito di cittadinanza è necessario presentare, entro il 31 gennaio 2020, l’Isee rinnovato. Di conseguenza, l’Isee nel 2020 va aggiornato.
Per non perdere il diritto all’erogazione del reddito di cittadinanza bisogna, pertanto, rinnovare la Dsu quanto prima. Il pagamento del reddito di cittadinanza, difatti, è vincolato all’aggiornamento dell’Isee, così come previsto dal decreto 4/2019 convertito in legge 26/2019. Se non si presenta l’Isee aggiornato entro il 31 gennaio 2020 il beneficio verrà sospeso momentaneamente (ricordiamo che il reddito di cittadinanza sospeso non da successivamente diritto alla corresponsione degli arretrati).
Il 31 gennaio, dunque, è la data ultima entro la quale è indispensabile presentare la richiesta per rinnovare la prestazione del reddito di cittadinanza per non rischiare la sospensione del beneficio. Per farlo, come detto, occorre l’Isee, l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata (in questo caso il reddito di cittadinanza ma è valido anche per le altre prestazioni).
Per ottenere la propria certificazione Isee bisogna compilare la Dichiarazione sostitutiva Unica (Dsu), un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.
L’Isee può essere richiesto on line accedendo al sito web dell’Inps o dell’Agenzia delle Entrate, oppure, sempre gratuitamente, presso un qualsiasi Caf. Trattandosi di un periodo di intasamento per questi centri occorre prima preparare tutta la documentazione necessaria per evitare di dover recarsi più volte a fare la richiesta.
Per continuare a ricevere il Reddito di Cittadinanza è dunque indispensabile inoltrare un nuovo modello Isee che attesti redditi e patrimonio dell’anno precedente.
Purtroppo in questi giorni, i Caf, sono molto intasati a seguito dalle numerose richiese di nuovi Isee pervenute conseguenti alle imminenti scadenze sul reddito di cittadinanza: come più volte ribadito, infatti,, se non viene trasmesso entro il 31 gennaio la prestazione viene sospesa.
Chi non vuole recarsi al Caf può però utilizzare il modello Isee precompilato, novità dell’Inps per il 2020.
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente precompilato, è disponibile dall’Agenzia delle Entrate e l’Inps dall’inizio di quest’anno. L’obiettivo è quello di velocizzare il suo rilascio in quanto per ottenere quello “tradizionale” occorrono diversi giorni dalla data di presentazione della richiesta. Per richiedere l’Isee precompilato occorre avere le credenziali di accesso all’Inps o all’Agenzia delle Entrate. L’Isee viene precompilato attraverso le informazioni già presenti nei database dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate: patrimonio mobiliare, veicoli posseduti da ogni componente della famiglia, redditi del nucleo familiare, giacenza media di ogni conto corrente.
Il contribuente deve solo controllare l’Isee e accettarlo se è corretto o modificarlo con dati che eventualmente non sono stati inseriti.
Bisognerà, comunque, rilasciare il proprio consenso al trattamento dei dati personali che si può fare anche on line. Sempre al riguardo, giova infine evidenziare che il modello Isee rilasciato dopo l’1 gennaio 2020 è valido fino al 31 dicembre 2020.

Contributi previdenziali e assistenziali
CONGUAGLIO DI FINE 2019
La circolare Inps del 27 dicembre 2019, n. 160 ha opportunamente fornito chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno per i datori di lavoro privati non agricoli che utilizzano la dichiarazione contributiva Uniemens.
Il termine per effettuare il conguaglio 2019 è quello fissato per il pagamento della denuncia dei mesi di dicembre e di gennaio. Le relative scadenze sono, quindi, 16 gennaio 2020 e 16 febbraio 2020.
I conguagli che si riferiscono al Tfr al Fondo di Tesoreria e alle misure compensative possono essere inseriti nella denuncia di febbraio 2020 con scadenza fissata al 16 marzo p.v.
Nella circolare sono state, inoltre, rilasciate indicazioni riguardo agli elementi variabili della retribuzione, alle modalità operative e prescrizioni a cui i datori di lavoro devono attenersi nei diversi casi e al massimale annuo, usato come base contributiva e pensionabile delle pensioni obbligatorie, che per il 2019 è di 102.543 euro.

Inail
INFORTUNI MORTALI IN CALO
Le denunce di infortunio presentate all’Inail entro il mese di novembre sono state 590.679, 1.299 in meno in confronto alle 591.978 dei primi 11 mesi del 2018 (-0,2%). Lo ha recentemente fatto sapere lo stesso Istituto pubblicando i dati provvisori riferiti agli undici mesi del 2019.
I dati rilevati al 30 novembre di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un incremento solo dei casi avvenuti “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 90.409 a 92.225 (+2%), mentre quelli “in occasione di lavoro” sono scesi da 501.569 a 498.454 (-0,6%).
Dall’analisi per classi di età emergono incrementi tra gli under 30 (+2,3%) e tra i 55 e 69 anni (+2,3%). In flessione del 2,3%, invece, risultano le denunce dei lavoratori della fascia 30-54 anni, nella quale rientra oltre la metà dei casi riscontrati. Le denunce di infortunio mortale sono state 997, 49 in meno rispetto alle 1.046 dei primi 11 mesi del 2018 (-4,7%).
Il calo – ha avvertito l’Inail – “non è da ritenere però rassicurante”, in quanto legato soprattutto agli “incidenti plurimi”, che causano la morte di almeno due lavoratori e che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del fenomeno: tra gennaio e novembre del 2018 gli incidenti plurimi sono stati 23 ed hanno causato 80 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nei primi 11 mesi del 2019.
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono state 56.556, circa 1.500 in più in confronto all’analogo lasso di tempo del 2018 (+2,7%).

Consulenti del lavoro
CON REGIME FORFETTARIO PERDITA DI 10MILA AUTONOMI
Quest’anno, per effetto delle modifiche alla flat tax degli autonomi contenute nella manovra di bilancio, 10 mila lavoratori neo iscritti al regime forfetario dovranno rinunciare all’attività autonoma. Si tratta di tutti coloro che hanno aperto la partita Iva nel 2019, ma che avevano contemporaneamente un reddito da lavoro dipendente o assimilato.
A fornire questi dati è lo studio ‘Regime forfetario: i dati 2019 e la proiezione sul 2020’, redatto dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Economia e Fiscalità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, che ha analizzato i dati delle aperture delle partite Iva avvenute durante i primi 9 mesi del 2019, con particolare riferimento ai soggetti che hanno aderito al forfetario a seguito delle modifiche introdotte dalla manovra 2019, ed effettuato una stima dei soggetti che quest’anno saranno costretti ad abbandonare il forfetario per via delle nuove restrizioni contenute nella legge di bilancio.
La legge di bilancio per il 2020 prevede, infatti, l’introduzione di nuovi requisiti di accesso al regime forfetario, da possedere l’anno precedente all’applicazione del regime.
Tra questi, il non aver percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del Tuir, eccedenti l’importo di 30 mila euro. Tale condizione sembra, in particolare, svantaggiare i titolati di partita Iva con un’età compresa tra i 51 e i 65 anni (4.084 abbandoni) e i pensionati over 65 (3.527).
L’analisi dell’Osservatorio stima che a dicembre 2019 si conterebbero 269.569 nuove iscrizioni in regime forfetario, oltre i due terzi (67,5%) del totale delle nuove iscrizioni 2019 (399.584). Facendo riferimento al nuovo regime forfetario, a fine 2019, ci sarebbero 554.902 aderenti, dati dalla somma dei 285.333 autonomi che nelle dichiarazioni Iva di aprile 2019 hanno optato per il nuovo regime forfetario e le 269.569 nuove iscrizioni che hanno aderito al regime.
Il dato 2019 mostra un rialzo di circa 40 mila soggetti (+11%) in confronto al 2018. Analizzando nel dettaglio le variazioni per classi di età, sono i soggetti con oltre 65 anni (+25,8% rispetto al 2018) e i lavoratori adulti (+19,7%) a trainare l’aumento annuale.
Inoltre, osservando l’andamento per comparti economici, si riscontrano progressi consistenti nel settore dei servizi medico-sanitari (+274%) e fra le attività professionali, scientifiche e tecniche (+48%).
Guardando la convenienza del nuovo regime forfetario (+40.000), l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro ha provato a valutare quanto di questo incremento dipenda dalla condizione di favore dovuta all’assenza della soglia, recentemente introdotta dalla finanziaria 2020, che vincola l’applicabilità del nuovo regime ad un reddito da lavoro dipendente e assimilato di 30 mila euro. Dall’analisi risulta che 10 mila lavoratori con redditi da lavoro o da pensione non avranno più convenienza quest’anno a svolgere un’attività autonoma. In particolare, desisteranno dall’arrotondare la pensione circa 3,5 mila neo iscritti over 65 e dall’incrementare i propri guadagni circa 4mila autonomi fra i 51 e 65 anni con redditi superiori a 30.000 euro l’anno.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply