venerdì, 22 Novembre, 2019

Con l’Avanti! digitale il Socialismo è un messaggio universale

0

Quando si dice “unire tradizione e innovazione”! Grande è il merito della Critica Sociale di Milano e della Fondazione Salvemini di Torino nell’aver trasferito su supporto elettronico cento anni di pubblicazioni dell’Avanti!. Un patrimonio immenso di cultura e di lotte politiche per la libertà e per la democrazia, di emancipazione e di educazione del proletariato italiano dalla sottomissione, dallo sfruttamento, dall’ingiustizia sistematica diventa disponibile per tutti e per ciascuno. Mai come in questo caso appare evidente quanto sia vero che il mezzo è il messaggio. Il mezzo di comunicazione più potente perché più rapido, più diffuso, più diretto e più veloce realizza il fine universale del messaggio socialista, del socialismo democratico e umanitario. L’Avanti! digitale ci restituisce intatta, integra, plurale conflittuale come fu l’opera di civilizzazione compiuta dai socialisti, un’opera immensa dedicata alla vita e alla coscienza di ogni donna e di ogni uomo.Ciascuno saprà approfittarne liberamente secondo i propri bisogni e i propri interessi. Ricercatori e storici potranno approfondire, rivedere, aggiornare, allargare i loro studi attingendo alla fonte più ricca e generosa, quella di un giornale unico che rispecchia senza tradirla la quotidianità del passato. Giovani avidi di conoscere o semplicemente curiosi del passato o che cercano una bussola nel presente potranno conoscere i protagonisti, le idee, le esperienze di una parte costitutiva della storia moderna. Potranno conoscere in presa diretta attraverso la viva testimonianza degli avi, dei nonni, dei padri e delle madri che quella storia l’hanno vissuta e l’hanno fatta. Conoscere quella storia significa attrezzarsi a capire anche il presente. E’ la premessa necessaria per cambiarlo questo presente dove deve essere cambiato o per difenderlo tutte le volte che merita di essere difeso per difendere la possibilità stessa di un futuro migliore. Significa anche reagire a questo spaesamento, a questo ignorantamento, significa uscire dai decrepiti castelli assediati da una modernizzazione senza tregua. La modernità è una tigre. Una tigre sanguinaria fu la prima rivoluzione industriale e poi le catene di montaggio e quest’ultima elettronica, robotica, degli automi elevati a quasi uomini e degli uomini ridotti a quasi automi. La modernità è una tigre e come insegnano gli orientali chi cavalca la tigre non può scendere perché se riprovi ti divora. L’unica cosa che si può fare è cercare di guidarla la tigre con l’astuzia della ragione per evitare che ti porti in un precipizio o al centro di una tempesta. Populisti e nazionalisti sono gli ignavi urlatori che vogliono scendere dalla modernità. Non meno ignavi sono i sedicenti modernizzatori che dalla modernità si lasciano trasportare felici di correre più veloci non sanno dove. I socialisti i loro alleati per quanto indeboliti e divisi oggi siano hanno imparato dalla loro storia che negare la modernità o lasciasene guidare senza proteggere le vittime designate non aiuta né il progresso né la giustizia.

Claudio Martelli
Critica Sociale

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply