lunedì, 17 Giugno, 2019

Con quota 100 un giovane a lavoro ogni tre pensionati. Contributi Colf e badanti entro il 10 aprile

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Contributi colf e badanti
ENTRO IL 10 APRILE IL VERSAMENTO ALL’INPS

Il 10 aprile prossimo scade il termine ultimo utile per il versamento dei contributi previdenziale dovuti dai datori di lavoro domestico per il primo trimestre solare di quest’anno (1° gennaio – 31 marzo). L’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 16 del 01/02/2019) ha già fornito gli importi da corrispondere all’Istituto e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che l’Istat ha comunicato, nella misura del 1,1%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2017 – dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018 – dicembre 2018. Conseguentemente, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, per l’anno 2019, ha fatto registrare parziali ritocchi nelle fasce di retribuzione, pubblicate con la circolare n. 16 del 1 febbraio 2019, su cui calcolare i contributi dovuti per il corrente anno per i lavoratori domestici. Restano invece in vigore gli esoneri previsti ex art. 120 legge 23 dicembre 2000, n. 388, avente decorrenza 01/02/2001, nonché gli esoneri istituiti ex art. 1, comma 361 e 362 legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 01/01/2006 – come indicato nella circolare n. 19 dell’8/02/2006. Per cui si conferma la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti ai contributi Cuaf che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva. Per il rapporto di lavoro a tempo determinato continua ad applicarsi il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, prefigurato dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, al comma 28, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti. La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si ricorda – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

I CONTRIBUTI 2019
Retribuzione oraria                      Contributo orario con Cuaf                               Contributo orario senza Cuaf*
fino a 8,06 euro                            1,52 (0,36)                                                             1,53 (0,36)
da 8,06 euro fino a 9,81 euro    1,72 (0,40)                                                             1,73 (0,40)
oltre 9,81 euro                              2,10 (0,49)                                                            2,11 (0,49)
più di 24 ore settimanali            1,11 (0,26)                                                            1,12 (0,26)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Inps
SELEZIONE PUBBLICA PER IL RECLUTAMENTO DI 1404 MEDICI
Il presidente Tridico ha autorizzato l’avvio di una selezione pubblica per il reclutamento di un contingente complessivo di 1.404 medici per lo svolgimento di incarichi libero-professionali ai fini dell’espletamento di adempimento medico-legali.
L’evoluzione del sistema previdenziale ed assistenziale del Paese ha posto l’Inps al centro del sistema di sicurezza sociale e, nell’ambito di questa funzione di servizio, il ruolo medico legale dell’Istituto svolge essenziali compiti e funzioni ai fini delle tutele previdenziali dei lavoratori e delle tutele assistenziali di tutti i cittadini.
A fronte dell’aumento delle competenze, si è registrata una progressiva riduzione del numero dei medici legali dipendenti dell’Istituto, per cui, al fine di garantire l’operatività dell’Unità operative medico-legali, si rende necessario reclutare medici con contratto di lavoro autonomo mediante avviso di selezione pubblico.
Il reclutamento è finalizzato ad assicurare all’Istituto la disponibilità di personale medico in regime di libera professione per un anno, nelle more di una più complessiva rivisitazione del modello attuale che garantisca sia un’adeguata dotazione organica di medici dipendenti strutturati, sia una risposta alle aspettative dei medici che in questi anni hanno collaborato con contratto di lavoro autonomo.
L’Istituto ha già avviato un utile confronto col decisore politico sulla rivisitazione dell’attuale modello, per la cui realizzazione è necessario che l’Istituto disponga di risorse adeguate e che non può prescindere dal rafforzamento della dotazione di professionisti specializzati e strutturati incardinati nell’organizzazione dell’Istituto. In ogni caso, ogni decisione sarà assunta a valle di un inclusivo confronto con le Organizzazioni sindacali.
Tridico ha altresì assunto le determinazioni che consentiranno di avviare gli avvisi pubblici per il convenzionamento di medici specialisti ed operatori sociali.

Quota 100
LAVORO PER 1 UNDER 30 OGNI 3 PENSIONATI
L’ingresso di un giovane under 30 nel mondo del lavoro nel 2019 ogni tre pensionati ‘in uscita’ con quota 100. E’ quanto prevede una stima sugli effetti della nuova misura del governo, condotta dalla Fondazione Studi consulenti del lavoro e illustrata dal suo presidente, Rosario De Luca, durante il 22° Forum Lavoro/Fisco/Previdenza, svoltosi oggi a Roma. Secondo i professionisti, quindi, circa 116 mila ragazzi under 30 faranno ingresso nel mondo del lavoro in virtù di 314 mila richiedenti accesso al prepensionamento. Ipotizzando tassi differenziati per fondo previdenziale, infatti, si stima una percentuale di turnover pari al 37%.
Come riportato dalle stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, spiegano i consulenti del lavoro, “accederanno a Quota 100 circa 63 mila autonomi (20%), 94 mila dipendenti della pubblica amministrazione (30%) e 157 mila lavoratori del settore privato (50%)”.
“I tre comparti occupazionali – precisano – hanno, però, capacità di riorganizzazione molto differenti fra di loro. Nel settore privato, ad esempio, la pianificazione delle risorse tiene conto della quota di persone che usciranno per pensionamento. Tuttavia, lo scenario che abbiamo di fronte è di un massiccio anticipo di uscite”.
Ciò comporterà, spiegano i consulenti del lavoro, “un rapido aggiornamento del piano di assunzioni pianificate dalle aziende private e potrebbe, paradossalmente, comportare difficoltà di copertura delle posizioni lavorative perse nel 2019”. “Si stima che ogni 100 dipendenti del settore privato che aderiranno a Quota 100, il 30% uscirà dal settore manifatturiero, l’11% dal commercio e l’8% dal settore dei trasporti e magazzinaggio”, aggiungono.
Per i consulenti del lavoro, “non è così automatico, invece, nel settore pubblico”. “Anche se qui – puntualizzano – il massiccio esodo dei lavoratori over 60 potrebbe creare inizialmente qualche difficoltà ai servizi essenziali come sanità e istruzione. Più semplice la dinamica nel lavoro autonomo, dove i più ridotti volumi produttivi riflettono l’andamento del ciclo economico. Basandosi su tali dati tratti dall’udienza informale dell’Ufficio parlamentare di bilancio del 5 marzo scorso, la Fondazione Studi ha prodotto alcune stime sul tasso di sostituzione di quei lavoratori che quest’anno raggiungono i requisiti necessari per andare in pensione anticipatamente”.
In particolare, spiegano i consulenti del lavoro, “è stato analizzato lo storico del turnover calcolando le uscite per pensionamento per anno e gli ingressi permanenti (contratti a tempo indeterminato e apprendistato) nel mondo del lavoro di giovani con meno di trent’anni”. “Quasi due prepensionamenti su tre interesseranno aziende del Nord Italia (36,6% Nord-Est e 26,5% Nord-Ovest), ai quali si aggiungerà un 20,6% di prepensionamenti nelle regioni del Centro Italia”, concludono.

Welfare e pensioni
QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA SONO LEGGE
Offerta di lavoro da 858 euro, pensione di cittadinanza in contanti, qualche aiuto in più ai disabili, stretta sui finti divorzi. Con il via libera finale del Senato (150 i sì, 107 i no, 7 astenuti) è arrivato al traguardo finale il decretone che introduce reddito di cittadinanza e pensione quota 100.
Lavoro solo con salario da 858 euro – L’obbligo di accettare un’offerta congrua scatterà soltanto se il salario supererà del 10% il beneficio massimo, quindi 78 euro in più di 780 euro. Le offerte potranno essere destinate pure a chi risulta già occupato ma rientra nella categoria dei cosiddetti working poor, chi cioè è povero ma non disoccupato. Anche i disabili potranno siglare il Patto per il lavoro.
Giro di vite su furbetti divorzio – Contro il fenomeno delle false separazioni per allinearsi sugli standard del reddito è stata introdotta una norma ad hoc: per le separazioni e i divorzi avvenuti dopo il primo settembre servirà un verbale dei vigili. Intervento anche sui genitori single: serve l’Isee di entrambi anche se madre e padre non sono né sposati né conviventi.
Requisiti più stringenti per stranieri – Gli extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. Reddito e pensione non si potranno peraltro richiedere se si posseggono case da oltre 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.
Più attenzione a disabili e genitori con figli piccoli – I genitori di minorenni saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo entro 250 km dalla residenza e non più in tutta Italia, anche in caso di terza offerta. Per i nuclei familiari (numerosi) con disabili sono state invece ritoccate le scale di equivalenza, facendo lievitare il beneficio massimo di 50 euro.
Spese non monitorate, pensione anche cash – Per tutelare la privacy le singole spese effettuate con la card del reddito non potranno essere monitorate. Il vincolo, pensato per evitare soprattutto le spese in gioco d’azzardo, salta di fatto pure per le pensioni, che potranno essere erogate anche in contanti.
Accesso negato per chi ha guai con la giustizia – Reddito e pensione vengono sospesi non solo in caso di condanna definitiva e di latitanza (così come disposto anche per il normale assegno previdenziale), ma anche se si è solo indagati o imputati.
Incentivi anche per apprendisti, mega sanzioni per nero – Il bonus per l’assunzione di beneficiari del reddito varrà anche per i contratti di apprendistato. Verrà invece revocato se interviene licenziamento entro 3 anni dall’assunzione. In caso di sommerso si applicano le sanzioni incrementate del 20% contro il lavoro nero di stranieri irregolari e minori.
Accordo sui navigator – Dal 2020 gli enti potranno assumere 3.000 persone (rispetto ai 6.000 precedenti) da destinare ai centri per l’impiego e dal 2021 ulteriori 4.600, anche per stabilizzare i propri precari. Il costo è 120 milioni nel 2020 e 304 milioni dal 2021. Al potenziamento dei centri per l’impiego vengono riservati ulteriori 340 milioni in tre anni.
Niente soglia di età per il riscatto – Le agevolazioni scattano per tutti, non soltanto per gli under 45. Resta il limite del 1996: la detrazione del 50% scatta solo per coloro che sono «privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995».
Anticipo Tfs statali fino a 45mila euro – Per i dipendenti pubblici in pensione con quota 100 l’anticipo del trattamento di fine servizio sale da 30.000 a 45.000 euro. Potrà essere richiesto anche dai pubblici dipendenti già in quiescenza.
Più tempo per la pace contributiva – I buchi potranno essere coperti e saldati in dieci anni, con 120 rate mensili, non più in tre anni con 60 rate.
Stop finestre pensioni per lavori gravosi – Per l’accesso all’ape social e alla pensione con quota 41 a chi esercita professioni gravose non servirà più aspettare la finestra di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
Assunzioni nella sanità – Gli enti e le aziende del servizio sanitario nazionale potranno avviare le procedure per l’assunzione anche per coprire le uscite in corso d’anno. Da luglio via libera anche ad oltre 1300 assunzioni per la giustizia e 500 ai Beni culturali.

Carlo Pareto

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