venerdì, 13 Dicembre, 2019

In aumento i consumi, ma la prudenza è d’obbligo

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Consumi-aumentoLe famiglie italiane sembra siano tornate a spendere: l’indicatore dei consumi di Confcommercio ha rilevato un incremento dello 0.4% a luglio rispetto a giugno, e del 2.1% tendenziale dal 2010, la variazione più elevata da cinque anni. Confcommercio, inoltre, conferma le proprie previsioni per una crescita del Pil dell’1,1% nel 2015 e del 1,4% nel 2016. Prudenza espressa dal presidente della Confederazione, Carlo Sangalli e dal Codacons. Nel frattempo, secondo l’Ocse, l’Italia è tra i Paesi europei in cui la disoccupazione è scesa in modo più marcato.

I DATI CONFCOMMERCIO – Secondo le rilevazioni del Centro Studi di Confcommercio a crescere sono stati i  beni  e i servizi per la mobilità (+8.8%) e quelle per le comunicazioni (+5.1%). Quelli per la casa hanno registrato un aumento più contenuto (2.1%) in controtendenza rispetto all’andamento stagnante dei precedenti mesi. I segni negativi ormai «sono archiviati, c’è un risveglio dei consumi e la fiducia delle famiglie è su livelli massimi» ha spiegato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, durante la presentazione dei dati. «La ripresa c’è, ma la prudenza è d’obbligo». E dopo «molti anni di crisi, il governo deve vincere la scommessa di trasformarla in una crescita robusta, duratura, diffusa tagliando le tasse su imprese e famiglie».

PRUDENZA ANCHE DAL CODACONS – Sui dati diffusi da Confcommercio si è espresso il Codacons che riconosce l’importanza dei dati, «ma è ancora presto per cantare vittoria. Alla base del forte incremento dei consumi registrato a luglio, vi è la spinta determinata dai saldi estivi» ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. «Per la prima volta negli ultimi 8 anni, infatti, gli sconti di fine stagione hanno fatto registrare un andamento generale positivo, che si è riversato sul dato finale dei consumi». E poi conclude: «Tuttavia la strada per la ripresa definitiva della spesa da parte delle famiglie è ancora molto lunga e vi sono 80 miliardi di minori consumi da recuperare, persi tra il 2007 al 2014 a causa della crisi economica e della perdita di potere d’acquisto dei cittadini che hanno drasticamente ridotto i consumi».

OCSE: ITALIA DISOCCUPAZIONE SCESA IN MODO PIÙ MARCATO – Nel frattempo l’Ocse ha reso noto che l’Italia è il Paese europeo in cui la disoccupazione è scesa in modo più marcato nel mese di luglio, con una contrazione di 0,5 punti percentuali, al 12% pari a circa 143 mila senza lavoro in meno. In particolare, secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è in netto calo la disoccupazione giovanile che è passata dal 42% di maggio e dal 43,1% di giugno al 40,5%.

Siria Garneri

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