mercoledì, 24 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Confcommercio: rimbalzo Pil a rischio nel 2021

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Lo sperato rimbalzo dell’economia italiana nel 2021 è a rischio. Infatti, il quadro generale di inizio 2021 ha determinato una variazione negativa del Pil per il mese di gennaio stimata a -0,8% su dicembre. Si tratta del quinto calo consecutivo, e di un -10,7% sullo stesso mese del 2020. Questo dato ipoteca seriamente l’evoluzione del primo trimestre con evidenti conseguenze sulle performance complessive dell’anno in corso. Questa immagine emerge da un rapporto sulla Congiuntura diffuso da Confcommercio.
Secondo l’associazione dei commercianti: “Appare molto ambizioso il target governativo di crescita attorno al 6%, ormai una scommessa molto rischiosa tutta giocata sulle capacità di utilizzo rapido ed efficace delle risorse europee”.

L’Ufficio Studi dell’Associazione ha spiegato: “Dunque, pure immaginando una ripresa nella tarda primavera, assumendo vasta efficacia delle attuali campagne vaccinali in Italia e nei paesi partner commerciali, di fatto le restrizioni all’attività produttiva si protrarranno ancora a lungo. L’esercizio di realismo cui si è obbligati, porta a non escludere un mancato rimbalzo dell’economia italiana nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020. Nel quarto trimestre del 2020 il Pil è stimato ridursi del 3% rispetto al terzo quarto del 2020 e del 7,5% tendenziale per una chiusura annua a -9%”.
Come segnala l’Icc, l’indice dei consumi, anche a dicembre, c’è stato un andamento fortemente negativo con una riduzione dei consumi su base annua dell’11,1%, comunque migliore del -16,2% di novembre. La riduzione della perdita tendenziale deriva esclusivamente dalla componente relativa ai beni, per i quali la variazione sull’anno è stata del -0,6%. Per molti servizi di mercato, anche in considerazione dell’inasprimento delle misure nell’importante periodo delle festività natalizie, la caduta ha ampiamente superato il 50% nel preconsuntivo di fine 2020.
L’anno si chiude per l’Icc con un -14,7%. Il dato non riflette il calo complessivo dei consumi, per i quali la stima di Confcommercio conferma un -10,8% sul territorio. La differenza risiede nella diversa composizione dell’indicatore rispetto ai consumi di contabilità nazionale. Oltre all’assenza dei fitti figurativi, voce che dovrebbe essere diminuita meno rispetto al resto rappresentando oltre il 14% della domanda (non sono rilevate dall’indicatore alcune spese perlopiù obbligate come l’acqua, lo smaltimento rifiuti, i servizi finanziari). Allo stesso tempo non sono computati alcuni servizi alla persona, il cui andamento è stato meno condizionato dalle restrizioni imposte dalla pandemia.
Invece, per quanto riguarda il commercio estero, l’Istat, oggi ha reso noto: “A novembre 2020 si stima una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le esportazioni (+4%) che per le importazioni (+3,3%). A novembre 2020, l’export torna a registrare una crescita su base annua (+1,1%, da -8,4% a ottobre) mentre l’import segna una flessione in marcata attenuazione (-3,2%, era -8,2% a ottobre). Nei primi undici mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export (-10,8%) è dovuta in particolare alla contrazione delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (-13,8%), prodotti petroliferi raffinati (-42,7%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-21,5%). A novembre 2020 si stima che il saldo commerciale aumenti di 1.568 milioni di euro (da +5.198 milioni a novembre 2019 a +6.766 milioni a novembre 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.401 milioni di euro (era +7.850 milioni a novembre 2019)”.
In conclusione, l’Istat ha commentato: “A novembre, dopo il calo di ottobre, l’export registra un nuovo rialzo congiunturale, sostenuto da entrambe le principali aree di sbocco (Ue e extra Ue) e spiegato per oltre la metà dall’aumento delle esportazioni di beni intermedi. Un contributo importante deriva inoltre dalla crescita delle vendite di beni di consumo non durevoli. Anche su base annua, l’export torna a crescere trainato dalle vendite di beni intermedi e beni strumentali. L’aumento dell’export di metalli, auto e macchinari, la metà verso Germania, Svizzera e Cina, contribuisce per oltre 3 punti percentuali all’incremento tendenziale complessivo. L’import segna un aumento su base mensile in entrambi i mercati, Ue ed extra Ue, dovuto principalmente ai maggiori acquisti di beni strumentali. La sua contrazione tendenziale si ridimensiona notevolmente”.
Nel commercio estero, un ruolo importante lo sta svolgendo la Simest che ha rafforzato il supporto all’export italiano di beni di investimento e servizi. Da oggi sono operativi il “Contributo su Leasing all’Esportazione” e il “Contributo su Lettere di Credito Export”, due nuovi strumenti agevolati su risorse gestite per conto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In particolare, il “Contributo su Leasing all’Esportazione” è un’agevolazione a fondo perduto in conto interessi dedicata a imprese italiane che concedono in leasing a medio lungo termine beni strumentali e relativi servizi. Possono beneficiarne anche le società di leasing italiane che acquistano beni e servizi da produttori italiani per concederli in leasing a controparti estere.
Il “Contributo su Lettere di Credito Export” si rivolge alle imprese italiane che richiedono il pagamento delle proprie commesse estere tramite una lettera di credito emessa da una banca estera e finanziata a medio lungo termine da una banca italiana confermante. L’agevolazione ha l’effetto di rendere più competitivo il tasso d’interesse dell’operazione. I due nuovi strumenti si affiancano ai già operativi “Contributo Export su Credito Fornitore” e “Contributo Export su Credito Acquirente”, che Simest eroga a sostegno delle aziende italiane esportatrici di beni di investimento e servizi. In un contesto internazionale reso complesso dalla pandemia, l’accesso a un ventaglio più ampio di agevolazioni potrà contribuire a consolidare e migliorare il posizionamento delle imprese nazionali, in particolare Pmi e MidCap, nei confronti dei competitor internazionali.
Va ricordato che Simest è la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene la crescita e la competitività delle aziende italiane che operano anche all’estero. Simest affianca l’impresa per tutto il ciclo di sviluppo internazionale, dalla prima valutazione di apertura a un nuovo mercato fino all’espansione attraverso investimenti diretti esteri. Le linee di attività sono i Finanziamenti agevolati, le Partecipazioni al capitale e il Supporto all’Export inclusi i servizi di consulenza gratuiti.

 

S. R.

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