domenica, 7 Giugno, 2020

Conoravirus. In Gran Bretagna fino alla primavera del 2021

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L’epidemia da coronavirus in Gran Bretagna durerebbe fino alla primavera del 2021 e ci sarebbero circa 7,9 milioni di persone ricoverate in ospedale. La valutazione si troverebbe in un rapporto segreto del Public Health England (Phe) per alti funzionari del Sistema sanitario nazionale britannico (Nhs).

Secondo quanto ha scritto il Guardian, sarebbe la prima volta che i funzionari sanitari che lavorano al contrasto al virus hanno ammesso che si aspettano che il virus circoli per altri 12 mesi e che porterebbe ad un enorme ulteriore pressione sul sistema sanitario già sotto tensione.
Sempre secondo lo stesso documento, nel periodo citato, l’80% dei britannici verrebbe contagiato. Chris Whitty, capo consigliere del governo per la Sanità, ha descritto quella percentuale come lo scenario peggiore e ha lasciato intendere che il numero reale sarebbe risultato inferiore. Tuttavia, dal rapporto emergerebbe che i quattro quinti della popolazione verrebbe contagiato.

Nel documento si legge: “Si prevede che l’80% della popolazione sarà contagiato da Covid-19 nei prossimi 12 mesi e fino al 15% (7,9 milioni di persone) potrebbe richiedere il ricovero in ospedale”.
Il documento evidenzia inoltre che il servizio sanitario non è in grado di far fronte a tutte le persone che devono essere sottoposte a test per i sintomi manifestati perché i laboratori sono “sottoposti a forti pressioni della domanda”. In Inghilterra, dunque, verranno testati solo i malati molto gravi che sono già in ospedale e le persone nelle case di cura e nelle carceri in cui è stato rilevato il coronavirus. Nemmeno il personale del Servizio sanitario nazionale sarà sottoposto a tampone, nonostante il loro ruolo chiave ed il rischio che essi possano trasmettere il virus ai pazienti.
Il Guardian, in merito, ha scritto: “Una figura di alto livello del Ssn ha affermato che un tasso di contagio dell’80% potrebbe portare alla morte di oltre mezzo milione di persone. Infatti, se il tasso di mortalità risulta del’1%, come ritengono molti esperti, ciò significherebbe 531.100 decessi”. Ma secondo l’insistente previsione di Whitty, il tasso di mortalità sarebbe più vicino allo 0,6%, ciò implicherebbe la morte di 318.660 persone. Tuttavia si tratterebbe di una mortalità elevata. Da considerare anche l’elevatissimo rischio di propagazione che dall’Inghilterra potrebbe estendersi a tutti gli altri abitanti del mondo.

S.R.

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