domenica, 31 Maggio, 2020

Consiglio Ue, in attesa delle decisioni del 6 maggio

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Dopo il Consiglio dell’Unione europea di ieri, sono rimaste le distanze tra i leader dell’ Ue sul ‘Recovery Fund’, il fondo europeo per superare la crisi economica legata al coronavirus. Al termine del quarto vertice europeo in poche settimane, i 27 hanno concordato di affidare alla Commissione europea il mandato per presentare una proposta entro il 6 maggio (e non il 29 aprile come annunciato in questi giorni) che metta insieme un piano che tenga dentro il Fondo per la ripresa e il bilancio pluriennale della Ue per il 2021-27.

Dunque, l’esecutivo di Ursula von der Leyen dovrà predisporre un piano (che secondo un documento interno dovrebbe essere composto da diversi strumenti finanziari per generare 2.000 miliardi di euro di investimenti, prestiti e spese) del quale si discuterà sulle caratteristiche, le finalità, il finanziamento e le dimensioni del Fondo. Su gran parte di questi punti le posizioni dei governi restano distanti. Ma anche il dialogo diplomatico tra i paesi dell’Ue sembra lento e frammentario.
Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la dotazione del Recovery Fund dovrebbe essere di almeno 1.500 miliardi e dovrebbe fornire agli stati non solo prestiti ma anche finanziamenti a fondo perduto.

Il premier italiano ieri ha detto: “Tutti e 27 i Paesi Ue hanno accettato, anzi abbiamo accettato, di introdurre uno strumento innovativo, il Recovery Fund, un fondo comune finanziato con titoli europei che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, come l’Italia, ma non solo l’Italia. È passato anche il principio che è uno strumento urgente e necessario. L’Italia è in prima fila a chiederlo”.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha salutato come un passo avanti la richiesta di un risposta rapida e forte, ma ha aggiunto: “Ci sono disaccordi che restano sui meccanismi. Servono trasferimenti di risorse verso i Paesi Ue più colpiti da questa crisi, non dei prestiti”.
Su questo punto la posizione francese si salda con quella italiana e spagnola. Se il ‘fronte del sud’ chiede che il Fondo finanzi non dei prestiti agli Stati ma dei trasferimenti a fondo perduto, il ‘blocco del nord’ (Olanda, Germania, Austria e Svezia) rimane contrario. Ursula von der Leyen ha assicurato che cercherà di trovare un punto di equilibrio.

E’ rimasta ancora vaga la dimensione finanziaria del Recovery Fund, cifra ancora da definire e negoziare. Inoltre non sono ancora sul tavolo i tempi e la durata. Un Eurogruppo sarà convocato entro le prossime due settimane e i ministri delle Finanze cercheranno di avvicinare le posizioni. I tempi si prospettano pericolosamente lunghi anche se il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha rassicurato Conte dicendo: “Dimostreremo ai cittadini italiani che l’Europa c’è”.
Dunque, la palla ritorna di nuovo all’Eurogruppo prima, alla Commissione poi e infine ad un nuovo vertice dei leader che, se si trovasse un’intesa che oggi appare lontana, potrebbe essere convocato anticipatamente dalla data del Consiglio ordinario previsto a fine giugno.
Il vertice di oggi infine, ha dato il via libera. Come previsto, alle prime tre gambe del pacchetto Ue di risposta alla pandemia: si dunque alla linea di prestiti del Mes agli Stati che ne faranno richesta (240 miliardi), al fondo SURE contro la disoccupazione (100 miliardi) e ai prestiti alle imprese garantiti dalla Bei (200 miliardi). Tutti questi strumenti dovrebbero essere operativi dal primo giugno.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa ha chiarito: “Nel ‘Recovery Fund’ per rilanciare l’economia europea bisognerà trovare un equilibrio tra prestiti regolari e sovvenzioni a fondo perduto. La questione sarà ancora oggetto di dibattito tra i governi. La Commissione europea è pronta a studiare delle soluzioni ponte per permettere al Recovery Fund di finanziare la ripresa prima del 2021”.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, invocando l’unità, ha ricordato quanto difficile siano stati i mesi appena trascorsi agitati e condizionati dall’emergenza coronavirus e ha spiegato: “Lo sforzo è collettivo, riguarda chi opera, riguarda le istituzioni di governo, quelle pubbliche e tutti i cittadini. Tutti noi siamo impegnati per contribuire, ciascuno per le sue capacità e possibilità a superare questa fase di emergenza e poi si dovrà passare a una fase di ripresa e di ricostruzione, durante la quale sarà essenziale essere uniti”.

Ignazio Visco, visitando lo Spallanzani accompagnato dal ministro della Sanità e dal governatore della Regione Lazio, ha spiegato che la Banca D’Italia ha destinato un fondo da 80 milioni per supportare le regioni in questa fase e allo Spallanzani sono stati assegnati 4 milioni di euro che sono stati impiegati per realizzare la struttura di alto bio-contenimento del nosocomio di via Portuense. Ignazio Visco ha sottolineato che l’istituto Spallanzani è una eccellenza del Sistema Sanitario Nazionale , uno dei migliori a livello internazionale, ed ha ringraziato tutti coloro che in questi mesi hanno lavorato in prima linea per fronteggiare il coronavirus.

Molto importanti sono stati gli avvertimenti della presidente della Bce, Christine Lagarde, ai capi di Stato e di governo dell’Ue poichè i loro sforzi per rilanciare l’economia davanti alla crisi provocata dalla pandemia potrebbero essere troppo pochi e troppo tardi. Lagarde ha spiegato la dimensione del problema dicendo ai leader che l’economia dell’Eurozona potrebbe calare anche del 15%, secondo il peggiore dei tre scenari calcolati dalla Bce. Al centro delle discussioni è il Recovery Fund, che potenzialmente potrebbe mobilitare trilioni di euro.
Ma tra il dire ed il fare il tempo passa inesorabilmente segnando il futuro dell’Europa.

Sal Rondy

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