mercoledì, 26 Febbraio, 2020

Consulta e Csm:
il “filtro” nel ddl
a firma di Buemi

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Consulta-giudici-voto-BuemiDiciassette scrutini, ancora una fumata nera per l’elezione dei due giudici costituzionali e, per la seconda volta, non è decollato il ticket Violante-Caramazza: il primo, candidato Pd, ieri ha ottenuto 506 voti, mentre quello di Forza Italia, Ignazio Caramazza, 422. Nel frattempo il capo dello Stato, Giorgio Napolitano si è definito “rattristato e preoccupato” per l’incapacità del Parlamento in seduta comune di adempiere ai propri doveri, e ha puntato il dito contro la “frammentazione e conflittualità” delle forze politiche che impedisce di raggiungere un risultato atteso sin dal giugno scorso che è quello di “concorrere alla formazione della più alta istituzione di garanzia”.

IL PROSSIMO SCRUTINIO – Nel frattempo il candidato azzurro ha deciso di fare un passo indietro, e – in attesa di capire quale ticket verrà presentato la prossima settimana (la convocazione del Parlamento è per la mattinata di martedì 14, ndr), si studia anche come procedere sul fronte del Consiglio superiore della magistratura (Csm): le Camere, infatti, dovranno votare anche il componente laico, dopo la bocciatura – in sede di verifica dei requisiti – della candidata democratica, Teresa Bene che ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Tar, e di scrivere al presidente della Camera, Laura Boldrini una lettera di 19 pagine per chiedere che il Parlamento sospenda le votazioni.

BUEMI (PSI), REGOLE CHIARE PER SCELTA CANDIDATI – “Imbarazzante la disputa sui titoli e requisiti dei candidati alla Corte Costituzionale e al Csm, necessari per la loro elezione da parte del Parlamento”. Così ha commentato il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in Commissione Giustizia, la richiesta di verifica dei titoli per i candidati alla Consulta, sollevata da parte del Capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta e di alcuni esponenti del M5S. “Il modo frettoloso in cui il Senato ha archiviato alcune proposte costituzionali del Partito socialista, alla vigilia delle vacanze estive – continua Buemi – ha travolto anche il mio disegno di legge n. 877, Modifica dell’articolo 55 della Costituzione in materia di funzionamento del Parlamento in seduta comune per l’elezione di organi collegiali, che per la prima volta introduceva nel nostro Paese la presentazione ed il vaglio preventivo del curriculum per i candidati agli organi collegiali di designazione parlamentare.”

“Se questo testo fosse stato vigente, oggi la Presidenza della Camera non si troverebbe nell’imbarazzante situazione di negare – spiega il senatore socialista – con argomenti meramente formali, la praticabilità della ragionevole richiesta della professoressa Bene di procedere alla votazione per il Csm con riserva delle proprie ragioni.” “Il presidente Brunetta e gli esponenti pentastellati hanno una possibilità assai semplice, se veramente vogliono tutelare la sostenibilità delle decisioni del Parlamento in seduta comune – osserva Buemi – facciano proprio e ripresentino a loro firma alla Camera il mio disegno di legge in modo da congiungerlo all’esame del testo Boschi.” “Se non lo faranno, resterà nitida l’impressione che le loro uscite su Luciano Violante siano soltanto la prosecuzione della politica con altri mezzi – conclude il senatore socialista – degradando la funzione elettorale del Parlamento in ragione di un inconfessabile regolamento di conti”.

Siria Garneri

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