giovedì, 21 Novembre, 2019

Consulta, non decolla il ticket Violante-Caramazza

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ConsultaSedicesimo scrutinio, ennesima fumata nera per l’elezione dei due membri della Corte costituzionale. Resta dunque l’impasse sulla Consulta, organo che non può ancora riunirsi – e dunque espletare la sua funzione di garante costituzionale – senza due membri. Ma se da una parte Antonio Catricalà e Donato Bruno – nomi indicati da Forza Italia – hanno deciso di fare un passo indietro, Luciano Violante, candidato Pd, non molla. Anzi, il capogruppo democratico alla Camera, Roberto Speranza ha confermato che il candidato resta l’ex magistrato.

IL TICKET VIOLANTE-CARAMAZZA – Nel frattempo il partito di Silvio Berlusconi ha proposto il nome di Ignazio Francesco Caramazza, ex avvocato generale dello Stato, ma nemmeno lui ha ottenuto il quorum richiesto di 3/5 dei componenti dell’Assemblea, ossia 570 voti. Violante ha ottenuto 511 preferenze e Caramazza 450, mentre la prossima votazione, la diciassettesima è prevista per il prossimo 7 ottobre. A provocare l’affossamento del nuovo ticket Caramazza/Vionalte sembra essere stato il parere contrario di alcuni forzisti, che non hanno apprezzato la scelta di Caramazza e la rinuncia di Bruno. Secondo quanto riferito, il cambio dei candidati sarebbe dovuto provenire da entrambi gli schieramenti e confluire verso due nomi che fossero autorevoli e non politici. “Dobbiamo raffreddare la questione e prendere tempo” ha dichiarato Renato Brunetta, presidente dei deputati azzurri. Contrario al “duo” anche la Lega: sembra infatti che Forza Italia abbia deciso di candidare Caramazza senza coinvolgere nella decisione il partito guidato da Matteo Salvini, motivo per il quale i parlamentari leghisti hanno votato scheda bianca o nulla.

VOTO RIMANDATO PER MEMBRO LAICO CSM – Resta aperta anche la partita dei membri laici del Consiglio superiore della magistratura (Csm) di nomina parlamentare dopo la bocciatura – in sede di verifica dei requisiti – della candidata democratica, Teresa Bene. I presidenti delle Camere hanno deciso di rinviare ad altra data il voto inizialmente previsto per oggi, nonostante il pressing del Quirinale ad adempiere – in tempi brevi – a questo obbligo.

Siria Garneri

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