sabato, 26 Settembre, 2020

Conte con la bomba a bordo: il no al Mes!

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Il silenzio di Conte non è solo motivato dal voler prendere le distanze dallo scontro interno alla maggioranza sui temi della settembrina contesa elettorale, regionali e referendum sul taglio dei parlamentari, ma chiama in causa una non scelta quella del Mes, coi suoi fondi europei immediatamente disponibili per far fronte a due emergenze primarie sanità e scuola. Il pericolo è rappresentato dal timore di una seconda ondata del Corona virus che possa interessare oltre che il nord stavolta anche il Sud, non messo al riparo dai contagi di ritorno dall’estero. Il già accaduto ci ha insegnato che l’eccessivo ruolo scaricato sugli ospedali ha prodotto effetti devastanti come quello punitivo nei confronti dei pazienti in età avanzata sacrificati in favore di chi poteva farcela non potendo intervenire su tutti. Di qui la scelta di una rete diffusa e graduale per meglio distribuire i pesi degli interventi da fare. Il gap tra nord e sud oltre alla rete da costruire richiede un riequilibrio strutturale al sud del tutto carente se la seconda ondata dovesse colpire tutto il Paese e non più risparmiare il sud. In tal caso Conte ed il governo sarebbero travolti perché sarebbe accertato che i calcoli politici hanno prevalso sull’etica della responsabilità verso le popolazioni interessate e di conseguenza verso l’intero Paese. Incomprensibile da parte del PD non aver mobilitato in modo trasversale le regioni e i comuni del Sud perché il governo provvedesse in tempo utile vincendo ogni resistenza. C’è da sudare freddo non solo per i risultati elettorali ma anche sul dopo per tutto l’autunno, a meno che gli esiti elettorali siano tali da suscitare un sussulto di ragionevolezza e di responsabilità anche se il ritardo nell’attingere al Mes per le carenze più urgenti dovesse rivelarsi imperdonabile.

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